Una persona rancorosa, vendicativa e attaccata alla "robba"

Il "mostro di Cassibile", il pensionato 69enne, uccideva perché ossessionato dai soldi

30 novembre 2010

Dunque, a quattordici anni di distanza dall'inizio della lunga scia di sangue di Cassibile, piccolo centro del siracusano, dove sono state uccise una decina di persone con le stesse modalità, i Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa ieri hanno arrestato il presunto responsabile (LEGGI).
In carcere è finito Giuseppe Raeli, un pensionato incensurato di 69 anni, sposato, padre di due figli. L'uomo, sentito nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri aretuseo, è ritenuto il killer di almeno cinque persone.
"Tutti i fatti di sangue commessi hanno lo stesso movente e tutti hanno lo stesso modus operandi, molto particolare", ha detto il procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi. "Abbiamo l'assoluta serenità di avere individuato con certezza il soggetto indicato come 'il mostro di Cassibile' - ha sottolineato Rossi - la nostra è stata un'indagine accurata durata anni ed è stato un lavoro molto impegnativo".
Raeli è accusato inoltre di quattro tentati omicidi, minacce aggravate e detenzione illegale di armi. Nel garage del pensionato sono stati rinvenuti bossoli compatibili con quelli usati per gli omicidi compiuti tra il '96 e il 2009, ma anche un barattolo pieno di cartucce, un passamontagna e guanti di lattice. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, l'omicida avrebbe utilizzato il proprio garage come una sorta di 'poligono di tiro'.

A dare il via all'indagine su Raeli è stato il ritrovamento di un bossolo nel luogo del tentato omicidio di Giuseppe Leone, il 15 marzo 2009. Come appurato dai carabinieri del Ris di Messina l'arma era la stessa utilizzata dal 'mostro di Cassibile'. Come spiegato dai magistrati durante la conferenza stampa, che si è svolta a Siracusa, Raeli, chiamato anche 'u lupu' ('il lupo', ndr) avrebbe ucciso le cinque persone per motivi economici. Lo stesso avrebbe eseguito dei lavori nelle abitazioni delle vittime ma non sarebbe stato pagato.
I rapporti con la famiglia non erano idilliaci. Spesso il pensionato usciva di notte armato senza spiegare alla moglie dove andasse. Non aveva neppure molti rapporti con altre persone. Con sé teneva sempre una chiave di una cassaforte piena di soldi. Come spiegato dallo stesso procuratore capo, Raeli "era ossessionato dai soldi". Secondo gli inquirenti avrebbe ucciso anche per "un piccolo credito". Insomma un uomo "legato alla 'robba', un personaggio verghiano".
Come ricostruito dagli investigatori, Raeli per le sue vittime utilizzava le stesse modalità: bloccava il cancello delle abitazioni delle vittime con un tronco d'albero, poi per ucciderle utilizzava un fucile da caccia calibro 12 nascondendosi dietro un muretto oppure una siepe. Poi sparava dei colpi contro l'auto per attirare l'attenzione del bersaglio di turno. Dopo l'omicidio, la fuga. Adesso gli inquirenti sono riusciti, dopo 14 anni, a dare un nome ed un volto all'assassino che ha ucciso cinque persone e tentato di ucciderne altre quattro. Raeli dopo l'arresto è stato portato in carcere dove sarà messo in isolamento.

Tutti gli omicidi 'du lupu' - Sono cinque omicidi, quattro tentati omicidi ed un episodio di minaccia a mano armata, tutti avvenuti tra il 1998 ed il 2009, gli episodi contestati a Giuseppe Raeli. Gli agguati sarebbero avvenuti sempre nella stessa zona, tra Cassibile, Noto, Avola e Fontane Bianche, e con la stessa arma, un fucile calibro 12 caricato a pallettoni.
L'episodio più lontano nel tempo, e per altro già coperto dalla prescrizione, è quello di una minaccia a mano armata avvenuto a Cassibile il 28 novembre 1998. Tra gli agguati contestati al pensionato, che erano già stati attribuiti nelle diverse indagini all'azione di un unico serial killer, figurano il duplice omicidio dei coniugi Sebastiano Tinè e Giuseppa Spadaro ed il ferimento nella stessa circostanza di una figlia della coppia, Katia Tinè, avvenuto in una villetta di Fontane Bianche il 31 luglio 2003; l'omicidio di Giuseppe Spada (Cassibile, 18 agosto 2004) ed i tentati omicidi di Aurora Fracone (Cassibile, 12 febbraio 2004) e Giuseppe Leone (Cassibile, 15 marzo 2009, l'ultimo degli episodi contestati). A Raeli vengono contestati anche il tentato omicidio di Antonio Bruni (Avola, 21 novembre 1998), e le uccisioni di Rosario Rizza Timponello (Noto, 28 gennaio 1999) e di Giuseppe Calvo (Avola, 9 ottobre 2002). Per diversi altri episodi, compreso alcuni omicidi già ritenuti opera del "mostro di Cassibile" come, ad esempio, quello di Maria Callari avvenuto nel dicembre del 2000 a Cassibile, non è stato sin qui formalizzato alcun provvedimento pur esistendo per gli inquirenti e gli investigatori fortissimi sospetti.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

 

 

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30 novembre 2010

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