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Una questione di responsabilità

Massimo Di Risio, patron della Dr Motor, ha dato le proprie garanzie alle tute blu di Termini Imerese

07 ottobre 2011

"Abbiamo le idee chiare su cosa fare a Termini Imerese, e cioè quello che faceva Fiat, per quanto riguarda la produzione di auto. È anche per una questione di responsabilità. Ci sono tante famiglie che ruotano attorno a questa attività".
La promessa è dell'imprenditore molisano Massimo Di Risio, pronto a rilevare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese e oggi a Palermo per l'incontro organizzato all'Assessorato regionale alle Attività produttive per illustrare alle aziende dell'indotto il piano industriale della DR Motors.

"Quello di Termini Imerese - ha aggiunto - diventerà l'unico stabilimento del gruppo. A regime del 2017 riteniamo di produrre 60 mila vetture e nell'arco di qualche anno contiamo di assumere 1.317 dipendenti, in pratica quasi tutti". Riferendosi ai rapporti con le imprese dell'indotto Di Risio ha aggiunto "credo che non avremo difficoltà a lavorare con l'indotto credo che troveremo un'intesa perchè dovremo produrre macchine".
L'imprenditore molisano ha anche detto che "la Dr Motors intende riproporre lo stesso modello Fiat che a Termini assembla componenti che fa arrivare da altre parti di Italia. C'è la volontà di generare un nuovo indotto che produca componenti anche per noi".

"Non abbiamo preclusioni di sorta, ma la legge Bersani vieta la partecipazione da parte delle Regioni nel capitale di aziende private", ha spiegato Di Risio commentando così una delle cinque condizioni che i sindacati intendono porre nell'incontro di lunedì prossimo al ministero dello Sviluppo Economico, tra cui l'investimento da parte di Stato e Regione di fondi pubblici nel capitale della nuova società e l'applicazione del contratto nazionale di lavoro e degli accordi aziendali. Su quest'ultimo punto Di Risio ha detto che "è oggetto di trattativa per il momento". "Per produrre automobili - ha concluso - avremo bisogno di tutto lo stabilimento che usa attualmente la Fiat".
Sulla vicenda si è espresso anche il governatore Raffaele Lombardo che giudica "azzardata" la proposta avanzata da Fim Fiom e Uilm alla Regione di partecipare con capitali pubblici nella nuova società. Di contro Lombardo ritiene più interessante che i lavoratori diventino soci. "Credo - ha detto - che questo la Regione possa eventualmente pretenderlo".
Di Risio ha infine replicato alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulle presunte difficoltà a pagare gli stipendi ai propri dipendenti. "Non pago gli stipendi? È una favola. Sono storie che non trovano alcun fondamento - ha detto - Lo abbiamo chiarito su più tavoli così come lo hanno fatto i nostri dipendenti. Faccio presente che il nostro piano industriale è stato analizzato da fior di advisor e la nostra situazione economico finanziaria è sotto gli occhi di tutti. Ne abbiamo sentite di tutte e di più ma questa ha dell'incredibile".

L’assessore regionale alle attività produttive, Marco Venturi, ha commentato così il discorso di Di Risio: "La posizione della Dr sull’indotto è stata ed è di assoluta apertura e disponibilità. Anzi Massimo Di Risio ha auspicato una crescita esponenziale delle imprese dell’indotto di cui ha necessità una azienda che, come Dr, produce e vende automobili". "Quello di oggi - ha aggiunto - era un passaggio fondamentale per sancire un contatto ufficiale tra Dr e le aziende che forniscono componenti e servizi alla Fiat di Termini Imerese. Di Risio ha sostenuto le sue idee, il progetto ambizioso di potere insediare in Sicilia la produzione di automobili che attualmente realizza in altre parti del globo. E’ un percorso arduo ma su cui Ministero, Invitalia, Regione e sindacati stanno lavorando assieme a Dr confrontandosi quasi quotidianamente. Oggi Di Risio ha voluto rassicurare le imprese dell’indotto e i lavoratori: a parità di costo e qualità del prodotto Dr tenderà a chiedere commesse alle aziende locali".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, LiveSicilia.it, ANSA]

- 60mila vetture annue e investimenti per 110 mln (Guidasicilia.it, 06/10/11)

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07 ottobre 2011
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