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Una scritta oscena sulla lastra che ricorda Paolo Borsellino. Palermo sputa in faccia a se stessa

Palermo ha dimenticato quella terribile estate di sangue del '92?

05 luglio 2005

Un disegno osceno sopra una lapide di marmo, incastonata in un muro della città per commemorare, ricordare onorare. A Palermo sarebbe un fatto strano trovarne qualcuna pulita, e l'indignazione dei cittadini è tanto fiacca che manco le si guarda più, sia le lapidi che le scritte. Ma quella che ieri ha imbrattato la lapide che ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino, in via D'Amelio, fa male, perché porta con se tutta una serie di tristi significati. 

''Davanti a gesti simili resto senza parole'', ha commentato amaramente Manfredi, il figlio di Paolo Borsellino.
Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso, punta l'indice sulla città. ''Il gesto è più grave della profanazione di una tomba. Significa che siamo ancora lontani dall'aver sconfitto la mafia e la mentalità che la supporta. Se la lapide è stata sporcata da un ragazzino la cosa è ancora più grave. In quale contesto si fanno crescere i nostri ragazzi? Con quale educazione? La maturità è lontana''.

Ecco cosa significa quella scritta oscena: la svogliatezza di una città che sembra aver dimenticato quella terribile estate di sangue del '92, e che ha fatto vincere la prepotenza, l'arroganza e l'ignoranza.
Palermo così facendo sputa in faccia a se stessa e, con pericolosa astenia, favorisce la proliferazione della mafia, mai sconfitta in Sicilia.

La lapide è stata ripulita nel giro di un paio di ore dagli operai mandati dal Comune. In via D'Amelio è arrivato uno striscione dei Ds ("Chi infanga la memoria vuole Palermo senza futuro"), politici e forze sociali hanno fatto a gara a dettare alle agenzie dichiarazioni di sdegno.
Ma anche il procuratore Piero Grasso non nasconde il suo scoramento. ''C'è qualcuno che ancora ha bisogno di capire che la vita che si dà per compiere il proprio dovere è qualcosa di assoluto e bisogna rispettarlo. Oggi hanno imbrattato la lapide che ricorda Borsellino e gli agenti della scorta, questo lascia intravedere quanto c'è da fare con i giovani, altri giovani, non la maggioranza, che hanno compiuto un gesto di becero vandalismo che non fa certamente onore a questa città''.

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05 luglio 2005
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