Una storia ancora senza spiegazioni quella della morte del giovane palermitano morto in un carcere del Quebec

26 settembre 2007

E' veramente strana la triste vicenda della morte del giovane palermitano Claudio Castagnetta, trentaduenne studente di marketing, amante dell'arte, creativo e direttore esecutivo della Camera di Commercio italiana nel Quebec, nonché membro del cda di alcune società italo-canadesi.
Castagnetta è morto giovedì scorso dopo essersi ''ferito gravemente alla testa'' in una cella di un carcere canadese, dove era stato rinchiuso per disturbo alla quiete pubblica, senza che nessuno ancora sappia spiegare perché. La gendarmerie canadese ha sostenuto che: ''L'italiano si è ferito da solo, prendendo a testate il muro della prigione''. Circostanza non credibile per chi lo ha conosciuto. Claudio Castagnetta era infatti un ragazzo stimato, che non aveva nessun precedente penale, ''una vicenda che pone diverse domande che restano ancora senza risposta'', come confermano i quotidiani di Montreal non nascondendo un certo imbarazzo. Castagnetta da qualche tempo lavorava nel Quebec come traduttore per una società che si occupava di tradurre testi che contenevano anche segreti industriali coperti da copyright. Questo l'elemento che ha subito fatto nascere il sospetto che dietro la morte del giovane possa esserci un giallo legato allo spionaggio, ipotesi tra l'altro non esclusa dalle autorità canadesi, ma che non convince troppo la comunità italiana, che ha lanciato accuse precise: ''E' possibile piuttosto che Claudio sia l'ennesima vittima degli eccessi della polizia canadese - ha detto con chiarezza Giovanni Rapanà, vice segretario generale del Consiglio generale degli italiani all'estero -. Sono episodi che si ripetono, e a farne le spese sono quasi sempre gli stranieri''.

Il Console generale d'Italia a Montreal, Paolo Venier, ha spiegato che l'ambasciata si è immediatamente attivata prendendo contatti con le autorità del Quebec. ''Stiamo cercando di capire - ha detto Venier -, ma per ora le autorità canadesi non hanno rivelato nulla in più rispetto alle vaghe informazioni trapelate inizialmente. L'unico dato certo è che il ragazzo sarebbe stato fermato con l'accusa di comportamento anomalo in luogo pubblico, pertanto inizialmente non era agli arresti, ma soltanto in stato di fermo. Perché poi sia stato arrestato e come sia morto sono ancora dati sconosciuti. Perlomeno non è stata fornita nessuna versione ufficiale di ciò. Cercare di legare la morte di Castagnetta alla sua attività personale piuttosto che ad altre cause è sicuramente per ora un'operazione del tutto arbitraria. Si sa soltanto che il ragazzo era conosciuto e che aveva ricoperto un incarico importante per la Camera di Commercio italiana, ma nulla più. Per ora - ha concluso il Console - non possiamo far altro che sollecitare le autorità locali a far luce sulla vicenda ed aspettare che queste comunichino una versione ufficiale dell'accaduto''.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti Castagnetta è stato arrestato il martedì della scorsa settimana mentre si trovava in un negozio di ricambi per auto. La gendarmeria del Quebec, accorsa in seguito a una chiamata, ha fermato il ragazzo in evidente stato ''aggressivo e confusionale'', tanto da essere costretta a utilizzare le ''maniere forti per bloccarlo'', compreso l'impiego di una pistola a scariche elettriche. Dopo alcuni drammatici istanti di colluttazione, il giovane è stato caricato su un cellulare e portato in centrale dove nel corso della notte ha continuato a mostrare segni di ''preoccupante agitazione''. L'indomani è stato trasferito in tribunale da dove, affidato ad agenti penitenziari, è stato condotto in carcere. Da qui è uscito solo per essere portato in ospedale, a causa delle ferite riscontrate, ma il ricovero è stato inutile dal momento che è morto giovedì pomeriggio, apparentemente per le gravi lesioni al cranio.
Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta che dovrà chiarire l'origine delle ferite, dov'era Castagnetta quando è stato colpito e chi in quel momento ne era responsabile. Anche la polizia provinciale del Quebec ha aperto un'indagine interna sulle circostanze della morte di Castagnetta, volta ad accertare eventuali responsabilità della polizia municipale di Quebec City.

L'autopsia di Castagnetta, eseguita ieri, dovrebbe aiutare a stabilire le cause della morte. I risultati delle perizia giungeranno comunque solo tra alcuni giorni. Nel frattempo i familiari dell'italiano, il padre e la sorella della vittima, sono giunti nel Quebec dove sono assistiti dal console onorario di Quebec City, Riccardo Rossini. I familiari e gli amici hanno più volte sottolineato che le accuse non sono in linea con la personalità di Castagnetta. ''Claudio era una persona timida, che non dava mai in escandescenze e sicuramente non era depresso - ha affermato un familiare - E' una vicenda inquietante che presenta troppi punti interrogativi''.

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26 settembre 2007

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