Una storia di ''ordinario'' eroismo

Guardia costiera e pescatori hanno salvato 600 persone nel Canale di Sicilia

01 dicembre 2008

Sono state circa 600 le persone soccorse venerdì scorso dalla Guardia Costiera a largo di Lampedusa.
Dopo il salvataggio di circa 300 persone nella mattinata, nel pomeriggio, a causa delle proibitive condizioni meteo (mare molto agitato e vento con raffiche di 40 nodi), gli uomini della Guardia Costiera di Lampedusa sono imbarcati su alcuni pescherecci locali per raggiungere un unità con altri 300 migranti. Le persone, tra cui dodici donne, di cui una in gravidanza, e due minori, sono state prese a bordo del motopesca Ghibli 1°, dove erano presenti 4 militari della Guardia Costiera. L'imbarcazione a causa delle difficilissime condizioni meteo, è dovuta rimanere in mare, sotto costa, in attesa di un miglioramento e così poter approdare nel porto di Lampedusa.
Raimondo Pollastrini, Comandante Generale della Guardia Costiera, ha voluto personalmente congratularsi con loro per il coraggio mostrato. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dall'Ammiraglio all'intero ceto peschereccio per la grande disponibilità, generosità e perizia marinara dimostrata nell'occasione.

Quanto avete letto è il sunto del comunicato stampa della Guardia Costiera che spiega quello che è avvenuto venerdì 28 novembre, tra le acque in tempesta del Canale di Sicilia. Quello che, giustamente, la portavoce in Italia dell'Unchr (Alto commissariato Onu per i rifugiati), Laura Boldrini, ha chiamato "uno sforzo eroico della marineria italiana  senza precedenti, che ha consentito di salvare 623 vite umane".
"Gli angeli del mare", così sono stati soprannominati i marinai della flotta di Mazara del Vallo, bloccati in porto per il maltempo, erano gli unici in grado di affrontare il mare in tempesta e con gli uomini della Guardia Costiera a bordo dei motopesca hanno raggiunto e recuperato due barconi carichi di migranti. Sì, hanno affrontato il mare in burrasca, con raffiche di vento fino a trenta nodi e onde alte dieci metri, mettendo a repentaglio la propria vita per salvare quella di altre persone.
Uno straordinario esempio di coraggio e di solidarietà che rimarrà come esempio assoluto di quanto può essere grande il cuore degli uomini.

Tutto è cominciato giovedì pomeriggio, quando due barconi in navigazione nel Canale di Sicilia hanno lanciato l'Sos con un satellitare: "Aiutateci, il mare è in tempesta e noi rischiamo di naufragare", invocavano disperati gli extracomunitari chiamando i loro parenti in Italia. Sono Scattati immediatamente i soccorsi, coordinati dalla centrale operativa della Capitaneria di porto di Palermo.
Il primo barcone è stato avvistato all'imbrunire da un elicottero della Guardia di Finanza, a 15 miglia da Lampedusa. A bordo 300 persone che agitavano le braccia per richiamare l'attenzione dell'equipaggio. La seconda "carretta" era invece molto più lontana, in acque di competenza maltese. Ma la segnalazione "girata" alle autorità della Valletta non ha avuto alcun seguito.
Intanto a Lampedusa si vivevano ore febbrili. Le condizioni del mare non permettevano infatti alle motovedette di lasciare gli ormeggi. Solo i grandi motopesca di Mazara del Vallo, anche loro in porto a causa del maltempo, potevano essere in grado di affrontare la burrasca. Il responsabile della Capitaneria di porto, tenente di vascello Achille Selleri, comandante della settima squadriglia, ha quindi chiamato a rapporto nel suo ufficio i pescatori della flotta mazarese: "Signori, non ho mezzi adeguati per il salvataggio. Ho bisogno di voi e delle vostre barche. Li salviamo?". I capitani dei motopesca non hanno esitato un attimo: "Siamo pronti".

Così cinque imbarcazioni - Ariete, Monastir, Ghibli I, Twenty Two e Giulia P.G. - hanno preso nuovamente il largo. A bordo, al fianco dei pescatori, gli uomini della Guardia Costiera. Quando sono riusciti a intercettare il barcone ormai è buio pesto. Ma le condizioni del mare non consentono di operare: la "carretta" è stata scortata a ridosso dell'isola, nei pressi di cala Grecale, dove la risacca era meno forte e dove è stato possibile effettuare il trasbordo sull'imbarcazione più grande, il Twenty Two.
Solo all'alba del venerdì i pescatori sono riusciti a rientrare in porto con il loro "carico" umano: 303 persone, tra le quali 21 donne e alcuni minori. Ai connazionali che si trovano nel centro di prima accoglienza hanno raccontato la loro odissea: "Siamo partiti due giorni fa dalla Libia, quattro di noi sono finiti in mare e non siamo riusciti a recuperarli".

Ma non c'è stato tempo per il dolore. Dalla Guardia Costiera è scattato un nuovo allarme: il secondo barcone è stato avvistato da un aereo militare Atlantic a nove miglia dalla costa, mentre arranca tra le onde. E i pescatori sono partiti nuovamente in soccorso degli immigrati: oltre 350 stipati come sardine su un vecchio peschereccio. Anche loro vengono salvati con la stessa tecnica, questa volta dal Ghibli; anche loro hanno trascorso la notte a ridosso di cala Grecale, in attesa di potere approdare finalmente in porto.
L'importante e che sono tutti vivi: oltre 650 persone salvate in poche ore dagli "angeli del mare", come sono stati soprannominati i marinai della flotta mazarese e gli uomini del Capitaneria di Porto di Lampedusa accolti con un applauso in banchina.

"Esprimiamo profonda gratitudine a comandanti ed equipaggi dei pescherecci e alla Guardia Costiera che ha coordinato un'operazione che fa onore all'Italia", ha subito commentato Laura Boldrini. "Quanto accaduto conferma ancora una volta l'importanza del soccorso in mare e rende merito a uomini coraggiosi che mettono a repentaglio la propria vita pur di salvare quella degli altri. Per questo motivo - ha detto ancora - l'Unhcr e la Guardia Costiera hanno istituito il premio 'Per mare' destinato agli equipaggi dei pescherecci protagonisti dei salvataggi di centinaia di migranti nel Mediterraneo. Non a caso tra i motopesca intervenuti ieri nelle acque di Lampedusa vi sono gli equipaggi di ben tre motopesca premiati nelle passate edizioni: Ghibli I, Monastir e Ariete".

[Informazioni tratte da Ufficio Stampa Guardia Costiera, Il Messaggero.it, Repubblica.it]

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01 dicembre 2008

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