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Una via per Peppino Impastato, a Pieve Emanuele

A Cinisi, nel suo Paese, ci hanno messo 18 anni prima di dedicargli una via

09 ottobre 2008

Mentre Cinisi lo dimentica
NEL MILANESE UNA VIA A IMPASTATO
di Nino Luca (Corriere.it, 07 ottobre 2008)

Oggi Peppino Impastato avrebbe 60 anni. Se fosse vivo, combatterebbe ancora la mafia, come dice il fratello Giovanni, con la radio o con Internet. Con i mezzi di comunicazione di oggi. «Combatterebbe anche la corruzione politica» aggiunge Giovanni. Eppure il pensiero antimafia di Peppino continua a vivere nonostante lui non sia più ai microfoni di "Radio Aut" con i suoi sberleffi e con le sue denunce. La voce di Peppino continua a lavorare ai fianchi la mafia attraverso il film I Cento Passi e attraverso l'azione dei compagni di Impastato e di quanti credono ancora nella lotta fatta oltre che di denunce, anche di incontri e cerimonie. A Pieve Emanuele, cioè a più di 1200 chilometri da dove fu ucciso Peppino nel 1978 e a 20 da Milano, si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia di commemorazione della piazza a lui dedicata «a ricordo del suo martirio e dell'impegno civile a favore della lotta alla mafia in terra di Sicilia».

Ma a Cinisi, paese dove Impastato è nato ed è morto, la mafia esiste ancora. «E' in piedi con connotati diversi ma con i soliti intrecci tra gli amici degli amici - racconta Salvo Vitale, presidente dell'Associazione "Peppino Impastato-Casa della Memoria" -. La mafia fa affari come sempre nell'edilizia, nei traffici di droga e nelle estorsioni, con la connivenza della politica. Insomma tutto come trent'anni fa». La dimostrazione? «A Cinisi di recente vi è stata la confisca, per un valore di 300 milioni di euro, - racconta Vitale - di beni risalenti alla proprietà di Bernardo Provenzano ma intestati a un prestanome, tale Andrea Impastato, addirittura lontano parente di Peppino. Di Cinisi è Pino Lipari che era il ministro "delle relazioni pubbliche" prima di Totò Riina e poi di Bernardo Provenzano. Di Cinisi è la moglie di Bernardo Provenzano». «La mafia c'è ancora ed è più forte di prima. La dimostrazione è che Lo Piccolo è stato arrestato in quella zona e con lui anche chi ha coperto la sua latitanza» aggiunge Giovanni Impastato. «Hanno distrutto l'ala militare della mafia con gli arresti dei latitanti eccellenti. Ma come si spiega che la mafia oggi è più forte? Come si spiega che gran parte della classe politica siciliana è collusa con la mafia?».

Cinisi vive nell'indifferenza il sacrificio di Peppino Impastato. Ben 18 anni sono trascorsi per avere una via dedicata a Peppino Impastato. E pensare che in tutta Italia sono più di 300 i Comuni che gli hanno dedicato una strada. «La "Casa della memoria" intitolata a Peppino Impastato è visitata ogni anno da 10.000 persone. Ma Cinisi non la visita. Peppino viene vissuto come un corpo estraneo» dice Salvo Vitale. «E pensare che l'esempio di Peppino sia vivo qui a Pieve Emanuele ci fa rendere conto che il suo sacrificio non è stato inutile e che rischiare la vita per denunciare le ingiustizie qualche volta paga».

- www.peppinoimpastato.com

- www.centroimpastato.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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09 ottobre 2008
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