Uno su mille ce la fa

Artur Bushati, un albanese immigrato ex clandestino e oggi dottore in Scienze Politiche

11 novembre 2002

Il ricordo di quelle interminabili sedici ore di viaggio è ancora vivo in Artur Bushati; il tempo, infatti, non è riuscito e, forse, non riuscirà mai a cancellare quel lungo percorso che da Shenjin lo porterà a toccare le coste della Sicilia.

Negli ultimi anni del regime comunista la situazione in Albania era diventata veramente insostenibile e così sono in molti quelli che cominciano ad accarezzare quel "desiderio di fuga" che assume il significato di "libertà".

Ed è appunto questa voglia di libertà che spinge Artur Bushati, a quel tempo solo un sedicenne, in una fredda mattina di marzo del 1991,  a trovare il coraggio di dire addio alla sua famiglia, ai suoi amici e alla sua Terra.

"Frequentavo ancora il Liceo Classico -dice Artur- e all'uscita di Scuola, quasi per caso,  ho sentito dire che alcune barche avrebbero presto lasciato il porto dirette in Italia. Dovevo assolutamente prendere una decisione: arrivai a casa di corsa e dopo averlo detto ai miei mi diressi al porto". 

Sul peschereccio su cui Artur riuscì a prendere posto vi erano altri 1.500 suoi connazionali che avevano preso la sua identica decisione e che avevano abbracciato le sue stesse speranze di libertà.
La paura che il natante si rovesciasse per il carico umano eccessivo, la fame, la sete e il freddo, furono i compagni di  questo viaggio di sola andata.

Per Artur l'arrivo nel campo profughi siciliano di Bonfornello, il 6 marzo del 1991, corrisponde con quella che veramente possiamo definire la sua nuova vita: costretto a ricominciare da zero con gli studi, non gli vengono, infatti, convalidati quelli svolti in Albania, comincia a studiare la lingua italiana grazie anche all'aiuto di alcuni professori che prestano la loro opera gratuitamente.

Diplomatosi all'Istituto magistrale decide, con determinazione, di continuare gli studi e, iscrittosi  all'università, in Scienze politiche, si garantisce gli studi e un posto letto grazie ad una borsa di studio e al lavoro svolto, come cameriere, nei fine settimana.

Oggi Artur Bushati ha 28 anni ed ha finalmente coronato il suo sogno: diventare Dottore  in Scienze politiche.
Nel suo cuore c'è sempre la sua famiglia e il ricordo della sua patria, come egli stesso afferma ma, anche se qualcosa adesso è cambiato, ci vorrà ancora del tempo prima che si riesca a sanare completamente le ferite che la sua Terra a riportato.

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11 novembre 2002

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