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Uragani in America. Quando la crudeltà della natura si sposa con la negligenza dell'uomo

Mentre le piaghe causate da Katrina sono ancora aperte...

15 settembre 2005

Mentre sul suolo di quello che è rimasto di New Orleans, le vittime di Katrina continuano a decomporsi senza che l'attenzione di nessuno venga a loro rivolta, Ophelia si fa strada lentamente verso la costa atlantica del North Carolina.
Questo nuovo uragano, trasformatosi in una tempesta tropicale, rischia di causare inondazioni nell'area colpita, mentre violente mareggiate stanno già battendo le coste. L'allarme Ophelia, comunque immotivato, è stato esteso a nord, verso la Virginia, e il presidente George W. Bush ha dichiarato lo stato d'emergenza per non incorrere ad una secondo mea culpa.

Già, perché George W. Bush si è assunto ''piena responsabilità'' di ''quello che è andato male'' nei soccorsi alle persone colpite dall'uragano Katrina. ''Sono emersi seri problemi nella capacità di risposta a tutti i livelli'', ha detto il presidente americano, aggiungendo di volersi accertare se il Paese è in grado di affrontare un altro uragano o un altro grande attacco terroristico. ''Voglio sapere che cosa è andato bene e che cosa è andato male'', ha affermato.
Katrina, ha detto Bush ''ha messo in evidenza seri problemi rispetto alla nostra capacità di fronteggiare le emergenze a ogni livello di governo, e per quanto riguarda le inefficienze dimostrate dal governo federale me ne assumo la responsabilità''.

I sondaggi d'opinione sottolineano impietosamente il crollo della popolarità del presidente a seguito della cattiva gestione del disastro che ha colpito New Orleans e la costa del Golfo lo scorso 29 agosto, provocando centinaia di vittime e un milione di senzatetto. Bush cerca ora di mostrarsi determinato a fare chiarezza sulle lungaggini che hanno causato tanta sofferenza ai cittadini colpiti dall'uragano e disorientato l'opinione pubblica.
La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente parlerà oggi alla nazione, dalla Louisiana proprio sulla risposta al disastro di New Orleans. ''Voglio che il popolo americano capisca quanto i soccorsi hanno lavorato duro per salvare vite umane'', ma quei corpi abbandonati sulle strade di New Orleans e il realizzarsi di un dramma che era stato annunciato parecchi anni fa, e che non era sto considerato importante, danno spiegazioni sufficienti.

Bush dovrà inoltre stare molto attento a quello che dirà alla nazione, perché pronto a raccontare il comportamento dell'amministrazione Bush nei giorni di Katrina, c'è già Michael Moore, il documentarista, già vincitore dell'oscar con 'Bowling a Columbine' sulle armi in America e della palma d'oro a Cannes per 'Fahrenheit 9/11', atto d'accusa contro l'amministrazione Usa sul dopo undici settembre.
Il 2 settembre, al quinto giorno dal passaggio dell'uragano, Moore ha scritto una polemica lettera al presidente degli Stati Uniti ironizzando sul ritardo nell'arrivo degli elicotteri nelle aree colpite.
''Ci sono molte cose che vanno dette sulle cause umane del disastro a New Orleans, non è stato solo l'uragano ma decisioni molto specifiche fatte da Bush negli ultimi quattro anni e mezzo'', insiste Michael Moore. ''Non ascolto chi mi chiede 'possiamo discuterne più tardi?'. No, non possiamo – ha spiegato il regista al New York Daily News - il nostro paese è in una situazione di vulnerabilità. Sono attesi altri uragani, guerre, catastrofi. E una banda di pigri lunatici che si dà ricchi stipendi sta ancora portando avanti il suo show''.

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15 settembre 2005
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