Val di Noto: la riapertura della Cattedrale, lo stop alle trivelle e il finanziamento per la Villa Romana del Tellaro

18 giugno 2007

«Una riapertura, quella della cattedrale di San Nicolò a Noto, capitale del barocco, che è ''la fine di un lutto''. E oggi, superate le difficoltà incontrate durante gli anni del restauro, la soddisfazione è grande. Quella di oggi è una data memorabile non solo per la Sicilia, visto che Noto e il suo barocco fanno parte dei siti sotto la tutela dell'Unesco. Un patrimonio unico, oscurato da quel 13 marzo del 1996 quando la cupola del duomo si è sbriciolata. La ricostruzione ''come'era e dov'era'' della cattedrale, secondo le sue antiche forme e materiali, prima ancora che il restauro di un monumento, rappresenta un atto di restauro urbano, quello dell'immagine di Noto che proprio nella sua cupola aveva un insostituibile fulcro visivo e simbolico».
Così l'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza, presente alla festa di Noto, ha commentato la riapertura della cattedrale netina.

Continua Leanza: «Il significato dell'intervento è racchiuso tutto in una definizione che del progetto è stata data: un ''restauro migliorativo: infatti, superando il concetto di pura conservazione si è partiti da ciò che era rimasto in piedi, apportando le necessarie correzioni ai difetti riscontrati nell’antica fabbrica. E' stato compiuto un percorso a ritroso verso la riappropriazione di tecniche e materiali che nel Settecento facevano parte del sapere di ogni architetto e di ogni capomastro ma che oggi sono andate in parte perdute. In altre parole, la ricostruzione della cattedrale di Noto ha segnato la riapertura di un cantiere del Settecento alle soglie del terzo millennio, nel quale materiali millenari, come la pietra calcarea e la calce, si sono coniugati con altri più moderni e innovativi, quali le fibre di carbonio, e dove le antiche tecniche sono state supportate dalle tecnologie più avanzate: un esempio unico di costruzione di un monumento, interamente in muratura, in zona sismica. La sua riapertura segna, pertanto, un importante evento non solo per il mondo culturale, ma per l'intera comunità mondiale».
Ma Noto non è solo cattedrale. Ancora Leanza: «In questi giorni l'intero Val di Noto è stato al centro del mondo culturale: abbiamo ''battuto'' le trivelle e le multinazionali che hanno rinunciato a insediarsi in questo angolo della nostra terra. La decisione della società americana Panther di rinunciare alle trivellazioni nel Val di Noto ha premiato la perseveranza del governo siciliano che stava già predisponendo un disegno di legge per bloccarle. Le trivellazioni, comunque, non avrebbero messo a rischio la presenza del Val di Noto tra il patrimonio tutelato dall'Unesco, poiché noi ci siamo impegnati a rispettare e a tutelare l'area vincolata e la ''buffer zone'', che non sarebbero state in alcun caso non interessate dalle perforazioni».

Infine l'assessorato regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione ha appena finanziato il ''Progetto delle opere di completamento della sistemazione e allestimento museografico della Villa del Tellaro-Noto (Sr)'', redatto dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa, per l'importo complessivo di euro 244.466,30, interamente a carico dall'Assessorato regionale. Sarà la Soprintendenza di Siracusa a provvedere all'affidamento dei lavori ai sensi della normativa vigente in materia di appalti di lavori pubblici, forniture e servizi.
Gli interventi prevedono il completamento della sistemazione e, in particolare, la copertura dell'area archeologica di accesso alla Villa dal fiume Tellaro, l'impianto di illuminazione esterna, i corpi illuminanti, il rifacimento della recinzione dell'area esterna e l'allestimento museografico con pannelli esplicativi. I lavori saranno ultimati entro la prima metà del 2008, quindi la Villa del Tellaro sarà aperta al pubblico per la prima volta.
«Ancora una volta abbiamo mantenuto gli impegni presi e, compatibilmente alle risorse a disposizione, siamo riusciti a chiudere una vicenda che si trascinava da anni, recuperando un pezzo importante del nostro patrimonio artistico che va ad aggiungersi a quel giacimento culturale che è il Val di Noto».

Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione

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18 giugno 2007

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