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Vento, Sole e Idrogeno: gli elementi per fare decollare la Sicilia prossima ventura

Le fonti energetiche rinnovabili per il rinnovamento dell'Isola

29 giugno 2005

Il settore eolico e il fotovoltaico potrebbero essere la chiave dello sviluppo economico della Sicilia. E' quanto è emerso al workshop internazionale ''Sicilia, un continente in decollo. Un anno dopo'', organizzato da 'Milano Finanza-Sicilia', che ha coinvolto, al Kempinski Giardino di Costanza di Mazara del Vallo, i vertici dei maggiori gruppi bancari mondiali, come Abn Amro, Merrill Lynch e Deutsche Bank, istituzioni locali e imprenditori.
''Sono quindici i progetti allo studio nel settore eolico in Sicilia - ha detto Paul Dalle Molle, chief country officer dell'istituto di credito Societé Generale - e stiamo cercando finanziamenti anche per la ricerca nel settore fotovoltaico''.
Il settore eolico è visto con interesse anche dal gruppo Mezzacorona, che ha investito nel settore vitivinicolo circa 100 milioni di euro dal 2000 al 2003 con l'acquisto del Feudo Arancio e l'acquisizione di Villa Albius, 630 ettari tra Acate e Vittoria, e adesso viaggia a ritmo di 15 milioni di euro di investimenti annui nell'isola. ''Non escludiamo investimenti nell'energia alternativa - ha detto Fabio Rizzoli, amministratore delegato del Gruppo Mezzacorona - anche se il nostro principale settore di investimento rimane il vino''.

E sempre di fonti energetiche rinnovabili si è parlato anche a Palermo, durante la presentazione del volume ''Linee guida per la definizione di un piano strategico per lo sviluppo del vettore idrogeno'', a cura del professore Marco Carcassi dell'ateneo di Pisa.
Il libro è stato presentato a Palazzo Steri, sede del rettorato dell'Università di Palermo, nell'ambito di una giornata di lavori promossa dalla Regione Siciliana, dall'Arpa Sicilia e dal Forum Italiano sull'Idrogeno.

Il manuale, come ha spiegato il direttore dell'Arpa, Sergio Marino, affronta un argomento che dovrebbe essere maggiormente proposto all'attenzione nazionale, quello cioè delle fonti energetiche rinnovabili che dovranno, nel prossimo futuro, dare risposte a problemi ambientali di grande portata. Per fare ciò bisogna guardare ai grandi progetti come quello dell'idrogeno come vettore energetico soprattutto nel campo delle applicazioni industriali e di sviluppo economico ad esse legate.
Marco Carcassi - curatore del volume e presidente del Forum , l'associazione ufficiale sorta nel 1997 con scopi di divulgazione e di formazione sul tema dell'idrogeno - ha sottolineato come le tecnologie legate all'idrogeno non siano complesse ma conosciute dagli addetti ai lavori e presenti in gran parte delle aree industriali d'Italia, come a Priolo in Sicilia, dove si trova una discreta quantità di idrogeno prodotto dalle aziende petrolchimiche che potrebbe già essere utilizzato per scopi di sperimentazione o per alimentare altre industrie. ''A prescindere da quale sarà il combustibile del futuro in grado di sostituire il petrolio e le fonti fossili - ha dichiarato Carcassi - l'idrogeno adesso è una grossa opportunità a livello nazionale, da Marghera a Priolo, come vettore pulito per lo stoccaggio di energia e per la sua produzione''.

Sul tema dei rischi nell'impiego dell'idrogeno per usi civili come l'autotrazione o il riscaldamento domestico, sulle fuel cell in corso di sperimentazione, è intervenuto Fabrizio Ceccherini responsabile del Comitato nazionale tecnico scientifico istituito presso il Ministero dell'Interno. Ceccherini ha chiarito come l'Italia, nello sviluppo di una normativa di sicurezza sia allineata all'Europa con una bozza di norme sulla prevenzione da incendi e sulla disciplina degli impianti di distribuzione. La sperimentazione dell'idrogeno e delle sue applicazioni in Sicilia è già partita - ha spiegato Marco Beccali dell'Università di Palermo, Dipartimento di ricerche energetiche ed ambientali, che ha affermato che un quarto del contributo al protocollo di Kyoto dalla Sicilia potrebbe derivare dall'impiego dell'idrogeno.
Anche i CNR di Catania e Messina sono impegnati in studi legati alle possibili applicazioni a partire dall'idrogeno residuo esistente negli impianti industriali in Sicilia nell'area del petrolchimico, di cui non si conosce ancora l'esatta quantità ma che di certo è legato alla presenza sul territorio siciliano di tecnologie di produzione.
Sui contenuti del futuro piano energetico regionale e sulle previsioni che ad oggi è possibile tracciare per la Sicilia è intervenuto Gandolfo Gallina dell'Ufficio speciale Iniziative energetiche dell'Assessorato Industria, che ha illustrato le linee di intervento della Regione nel medio e lungo periodo, incluso l'ambizioso progetto di una piccola isola siciliana laboratorio di ricerca ambientale. L'isola autoalimentata dovrebbe raggiungere l'obiettivo dell'autosostentamento energetico da fonti rinnovabili, cioè l'eolico e il solare di cui la Sicilia dispone ampiamente, possedendo il più alto irradiamento solare d'Europa.

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29 giugno 2005
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