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Vergognatevi stupidi!

Raid vandalico contro l'albero Falcone. Ma la "Palermo vera" ha subito "rifiorito" quel simbolo di legalità

26 aprile 2010

Probabilmente solo un atto vandalico guidato dall'incultura e dalla stupidità. Un atto che comunque fa male, o meglio, fa "cadere le braccia". Ieri, 25 Aprile, giorno della Liberazione, qualcuno ha voluto disonorare la memoria di chi, col proprio sacrificio, ci ha reso più liberi: ignoti hanno deturpato l'albero Falcone
Le centinaia di messaggi, disegni, lettere che, negli anni, cittadini e studenti hanno lasciato sotto la magnolia che si erge davanti a quella che era l'abitazione del giudice Giovanni Falcone a Palermo e diventato negli anni un simbolo dell'antimafia. Portate via anche le foto del magistrato ucciso da 'Cosa Nostra' nel 1992 e del suo agente di scorta Rocco Di Cillo, assassinato nella strage insieme agli altri poliziotti che tutelavano il giudice e alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo, e un lenzuolo bianco con scritto "LE VOSTRE IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE".

A segnalare alla polizia il furto è stato il portiere del palazzo che si trova  in via Notarbartolo, nel centro della città. Gli agenti della Squadra Mobile hanno sentito decine di testimoni per risalire agli autori e al movente del gesto. Un contributo importante all'inchiesta potrebbe giungere anche dalla visione delle telecamere a circuito chiuso piazzate all'esterno dei negozi e della banca che si trovano nella zona. Gli autori del furto hanno agito in pieno giorno. Dai racconti degli abitanti del palazzo, davanti al quale si trova l'albero, è emerso che i ladri avrebbero agito ieri pomeriggio. L'albero, una magnolia, non è stato danneggiato. I malviventi hanno portato via le lettere e due foto che si trovavano nell'aiuola, verso la strada.

Si tratta di un "atto contro mio fratello, contro quello che rappresenta e contro il simbolo in sé", ha commentato Maria Falcone, la sorella del magistrato ucciso da Cosa Nostra. E alla domanda se si sia fatta un'idea sulla matrice, la sorella del giudice risponde: "No. Ma solo che in diciotto anni non si era mai verificata una cosa del genere. E proprio in questo periodo ci sono i preparativi del 23 maggio, quando attendiamo a Palermo l'arrivo di ben due navi della legalità. Non so se può essere solo una coincidenza...". "L'albero Falcone - ha detto ancora - è ormai un presidio della legalità a Palermo, ecco perché credo che sia stato un atto contro Giovanni e le sue idee, Ma noi andremo avanti comunque".
Molto dure le parole di Rita Borsellino, eurodeputato del Pd e sorella di un altro magistrato assassinato da Cosa nostra: Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone, ucciso nell'esplosione di un'autobomba piazzata davanti alla casa della madre, meno di due mesi dopo l'eccidio di Capaci. "Nessun atto vandalico sarebbe in grado di scalfire la memoria dell'antimafia. - ha commentato - E sono sicura che i palermitani sapranno reagire così come hanno fatto in tutti questi anni".

Di un "atto indegno" ha parlato il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo. "E' un atto che offende tutta la memoria collettiva, anche se dovesse essere stata una bravata". Poi il capo del pool antimafia aggiunge: "E' una sfida dovuta, probabilmente, al fatto che Cosa nostra si sente per ora sotto pressione e vuole quindi aprire nuovi fronti di scontro con lo Stato, che sul piano investigativo sta raggiungendo tanti risultati contro i boss mafiosi". "Insomma - ha concluso Messineo - è un atto di forte valenza simbolica altamente offensiva della memoria collettiva".
Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha bollato l'accaduto come "un atto vandalico che offende la città che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all'intero Paese".
"Chiunque abbia commesso questo gesto vile e qualunque siano state le sue intenzioni - ha aggiunto il sindaco di Palermo Diego Cammarata commentando il raid - o di vandalismo o di intimidazione, sappia che per noi Falcone non solo è un simbolo della nostra storia, ma un 'eroe per sempre', come lo chiamammo in una nostra campagna di poco tempo fa, quando affiggemmo sui muri di Palermo centinaia di manifesti con la foto di Falcone e Borsellino e la scritta Eroi per sempre".

Un commento pieno d'amarezza quello del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso: "Ci aspettiamo la reazione di Palermo e dei palermitani per ricostruire quello che è stato distrutto. Vorrei tanto che coloro che avevano messo i loro messaggi che adesso sono stati portati via non subiscano questo fatto inermi ma tornino a rimettere i loro messaggi". Per Grasso si tratta di un "atto deprecabile" nei confronti della memoria di Giovanni Falcone. Il magistrato ha poi lanciato un appello alle "associazioni antimafia", ai cittadini, agli studenti: "Tornate davanti all'albero, domani, e riempitelo di nuovo delle vostre testimonianze".
Appello che ieri Maria Falcone ha raccolto subito: "Domani mattina, - ha detto - noi saremo lì, con studenti e professori delle scuole di Palermo e con il prefetto, per rimettere nuovamente sull'albero i tanti disegni e messaggi che i ragazzi hanno preparato".
E infatti questa mattina l'albero Falcone è tornato a riempirsi nuovamente di messaggi di solidarietà, manifesti, bandiere tricolori e piccole e grandi foto del giudice Giovanni Falcone. Da ieri sera c'è stato un vero e proprio via vai di persone che si fermano davanti alla magnolia di via Notarbartolo per affiggere qualcosa all'albero. Due vigili urbani stazionano stabilmente davanti all'albero Falcone per contrallare quanto accade. Decine le persone ferme per esprimere la propria solidarietà dopo l'accaduto. "Siamo noi la vera Palermo - dicono in tanti - quelli che hanno portato via le foto e i messaggi sono soltanto dei vigliacchi e basta".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it, Ansa]

Foto di Dedda71 rilasciata su licenza Creative Commons 

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26 aprile 2010
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