Via i millenari templi, largo al rigassificatore!

Secondo i ministri di Ambiente e Cultura l'impianto Enel a Porto Empedocle non arreca danno alla Storia

26 novembre 2008

Serbatoi vicino al sito tutelato dall'Unesco
VALLE DEI TEMPLI, LITE SUL RIGASSIFICATORE
di
Carlo Vulpio (Corriere.it, 19 novembre 2008)

Per un rigassificatore la Valle dei Templi è stata «cancellata» per decreto. Il provvedimento, adottato il 28 settembre dal ministro dell'Ambiente (Stefania Prestigiacomo) «di concerto» con il ministro per i Beni culturali (Sandro Bondi), è chiaro: dice che il progetto di un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi l'anno, che l'Enel vuol realizzare nel porticciolo di Porto Empedocle, «non incide su zone speciali tutelate a livello comunitario, in quanto i proposti siti di interesse comunitario più vicini (pSic) distano da 13 a 20 km dall'area di intervento».

Il rigassificatore dunque si può fare e ha ottenuto il parere favorevole della commissione ministeriale di Verifica dell'impatto ambientale (Via) perché non intaccherebbe i siti di interesse comunitario. Vero. Peccato però che a meno di un chilometro (e non 13 o 20) dal punto in cui si vorrebbe realizzare l'opera (due serbatoi da 160 mila metri cubi ciascuno, 47 metri di altezza, 72 di diametro, più la torre della torcia, di 40 metri) ci sia il Parco archeologico della Valle dei Templi, un «sito» che in effetti non è «di interesse comunitario». E' di interesse mondiale: patrimonio dell'umanità, tutelato dall'Unesco. E peccato che sempre lì ci sia anche la stupenda contrada Caos, dove si trova la casa di Luigi Pirandello, che è anche Parco letterario. Facile immaginare come verrebbe stravolto il paesaggio, con i serbatoi del gas, la torcia, le centinaia di navi gasiere lunghe 2-300 metri in arrivo e in partenza da Porto Empedocle, dicono le associazioni riunite nel comitato «Salviamo la Valle dei Templi», guidato dal professor Pietro Busetta, Caterina e Gaetano Gaziano e Francesca Autiello.

Chiede il comitato: perché, se proprio si vuol fare un rigassificatore qui, non lo si fa al largo?
L'affare rigassificatore viaggia sui 500 milioni di euro e suggerisce prudenza, anzi «unità». E infatti è fortemente voluto da uno schieramento molto trasversale, che va dall'ex «governatore» Totò Cuffaro (agrigentino) ad Anna Finocchiaro, senatrice Pd e candidata alla guida della Regione alle ultime elezioni. Favorevolissimo al rigassificatore Enel anche il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto (Udc), dipendente Enel. Con loro, i «pentiti » del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, che prima hanno tuonato contro il rigassificatore «proprio lì» e poi si sono offerti all'Enel come consulenti. [...]

Molto scettici anche a Bruxelles, da dove il commissario Stavros Dimas ha chiesto «chiarimenti urgenti» alla Regione Sicilia. Dopo aver letto il decreto «sbagliato» il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto (centrosinistra), e Rosalia Camerata Scovazzo, presidente dell'ente Parco Valle dei Templi, hanno deciso di opporsi «in tutte le sedi giudiziarie». Mentre il comitato «Salviamo la Valle dei Templi» ha lanciato il premio internazionale «Ascaro d'oro» (sulla scia del più noto Tapiro) da assegnare alla personalità siciliana «che si sia maggiormente distinta nell'aprire le porte al neocolonialismo "benefico" delle lobbies portatrici di sviluppo e occupazione nella nostra amata Sicilia».

- L'intrigo del gas nella Valle dei Templi (Guidasicilia.it)

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26 novembre 2008

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