Via libera al Ponte sullo Stretto

I Verdi e gli ambientalisti: ''Il progetto doveva essere bocciato''

21 giugno 2003
Il ministero dell'Ambiente ha dato il via libera per il progetto del Ponte sullo stretto di Messina, ma esso deve essere integrato da una lunga serie di prescrizioni che riguardano l'impatto sismico, la tutela di aree delicate, l'inquinamento acustico e luminoso ed altri aspetti. Questo il responso della Commmissione speciale per la valutazione di impatto ambientale istituita dal ministero dell'Ambiente. Un responso che è stato criticato da Verdi ed ambientalisti, secondo cui, il progetto doveva essere bocciato. Soddisfatto per il via libera, invece, l'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

La Commissione, composta da 20 membri scelti tra professori universitari, esperti e dirigenti della pubblica amministrazione, si è riunita per dare il suo parere, dopo l'esame di oltre 600 tavole grafiche ed oltre 60 relazioni descrittive per un totale di oltre 6.000 pagine consegnate dalla società. Il parere tecnico è contenuto in 260 pagine, più 8 di prescrizioni. Toccherà ora al ministero dell'Ambiente emanare il decreto di valutazione di impatto ambientale, in concerto con quello dei Beni culturali. Sarà poi la società Ponte di Messina ad accogliere le prescrizioni nel progetto definitivo. La Commissione provvederà quindi a verificare che il progetto definitivo sia coerente con il progetto esaminato e che siano state correttamente rispettate tutte le prescrizioni riportate nel parere.

Le prescrizioni riguardano, in particolare, la problematica geo-sismo-tettonica dell'area dello Stretto; la tutela delle aree a delicato equilibrio ambientale, in particolare i Pantani di Ganzirri; la salvaguardia delle falde sotterranee; la predisposizione di un piano di monitoraggio che valuti gli effetti sulle specie migratorie sensibili; l'analisi dei materiali di scavo in vista di un loro riutilizzo; l'adozione di opere di mitigazione del rumore; l'utilizzo di impianti di illuminazione che diminuiscano l'inquinamento luminoso sul mare. Inoltre, nel parere vengono indicate misure per mitigare l'impatto del ponte sul paesaggio e viene prescritto di predisporre un progetto di monitoraggio ambientale in fase di progettazione definitiva ed un sistema di gestione ambientale.

Il via libera al progetto è stato criticato dal mondo ambientalista. Per la senatrice verde Anna Donati, «quello della Commissione Via sulla compatibilità ambientale del ponte sullo stretto di Messina è un parere positivo scontato: se la Commissione non fosse addomesticata, il lungo elenco di prescrizioni avrebbe dovuto indurre all' emissione di un parere negativo sull' opera». Secondo il portavoce di Legambiente, Roberto della Seta, «il progetto, spacciato fino a oggi come definitivo, in realtà presenta una serie infinita di buchi e le prescrizioni della commissione Via lo testimoniano». Il Wwf rileva che «il via libera espresso dal ministero dell' Ambiente appare più politico che tecnico: con le stesse motivazioni il progetto poteva essere respinto». Critico anche il geologo del Cnr, Mario Tozzi. «Lo studio di impatto ambientale - spiega - è da ripensare perchè, pur ammettendo che la zona è ad altissimo rischio sismico non si utilizzano al livello di progetto i dati già esistenti o che potrebbero scaturire da studi appositi».

Di parere opposto l'amministratore delegato della Società Ponte di Messina, che esprime «vivo apprezzamento» per il parere positivo all'opera. Ciucci parla di «data storica e una testimonianza fondamentale che conferma l'attenzione dedicata dalla società all'impatto ambientale e paesaggistico dell' opera e sottolinea la validità del complesso e articolato studio sull'impatto presentato dalla Stretto». Le raccomandazioni e le prescrizioni contenute nel parere favorevole, aggiunge, «rappresentano un'ulteriore opportunità di miglioramento del progetto». Soddisfatto anche il presidente della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti. «La decisione - sostiene - dà un' accelerata all' iter e fa giustizia di tante oziose polemiche».

Fonte: La Sicilia

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21 giugno 2003

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