Vittime di mafia...

La figlia di Salvo Lima: "Io, vittima di mafia". L'associazione Pio La Torre: "Inopportuno"

25 ottobre 2013

A Susanna Lima, figlia dell'eurodeputato Salvo Lima, ucciso da Cosa nostra il 12 marzo del '92, sono stati riconosciuti lo status di vittima della mafia e un'indennità mensile di 1.800 euro. La circostanza è emersa nel corso dell'udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia in corso davanti alla corte d'assise, dove Lima ha deposto come teste dell'accusa.
Il legale del Centro Pio La Torre, parte civile al dibattimento, ha espressamente chiesto alla figlia dell'europarlamentare, se godesse dello status di vittima della mafia. L'associazione ritiene inopportuna la concessione dei benefici agli eredi di Lima precedentemente accusato di essere stato uno dei referenti politici della mafia.

"Tra il 12 aprile e il 12 maggio '92 incontrai Andreotti a Roma, a Palazzo Giustiniani. In quell'occasione mi chiese se sapevo qualcosa sull'omicidio di mio padre e se secondo me c'entrava Ciancimino", ha raccontato Susanna Lima, davanti ai giudici della Corte d'assise che celebrano il processo sulla trattativa Stato-mafia. L'omicidio Lima è ritenuto dai pm il primo atto con cui Cosa nostra dichiarò guerra allo Stato condizionando le istituzioni e inducendo lo Stato a trattare. Ad Andreotti, della cui corrente Lima era massimo esponente siciliano, la figlia dell'eurodeputato rispose di non avere alcuna idea sul delitto. La teste ha anche parlato dei rapporti del padre con Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo, e con l'ex ministro Dc Calogero Mannino. "Erano rapporti solo politici", ha detto.
Susanna Lima ha escluso che il padre fosse preoccupato per la sua incolumità prima del delitto. Infine, su richiesta del legale degli ufficiali dell'Arma imputati, Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni, la teste ha detto di avere chiesto ai pm di essere sentita perché spera che nel processo sulla trattativa possa venir fuori una verità diversa sull'omicidio del padre. "Ho la certezza - ha detto - che mio padre non è stato assassinato perché non rispettava i patti con la mafia, semplicemente perché non aveva mai stretto nessun patto". [Fonte: Corriere del Mezzogiorno]

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25 ottobre 2013

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