Windows? Preferisco altro. Una sentenza senza precedenti in Italia, utile per chi preferisce altri sistemi operativi

08 novembre 2007

Eccolo il precedente italiano, quello che potrebbe diventare il viatico per tanti utenti dell'informatica.
E' successo a Firenze... Un utente compra un notebook dalla grande e celebre azienda Hewlett-Packard (Hp), ma chiede gli venga rimborsato il costo del software preinstallato, Microsoft Windows XP e Works 8. L'utente, per nulla sprovveduto e attento consumatore, evidentemente non usa Windows preferendo altri sistemi operativi (come per esempio Gnu/Linux) e non ci sta a pagare quel centinaio di euro in più corrispondente al costo di un sistema operativo che non userà. Bene! Che sia dunque l'Hp a ridare indietro quei soldi all'acquirente o a decurtarli dal prezzo del pc che verrà consegnato a chi  l'ha comprato nudo e crudo per come azienda l'ha fatto. Tra l'altro l'accordo Eula Microsoft, ossia la licenza contenuta in tutti i software closed-source che l'utente finale deve necessariamente accettare per poter installare il programma, prevede questa possibilità e sembra anche un accordo abbastanza chiaro: ''Qualora l'utente non accetti le condizioni del presente contratto, non potrà utilizzare o duplicare il software e dovrà contattare prontamente il produttore per ottenere informazioni sulla restituzione del prodotto o dei prodotti e sulle condizioni di rimborso in conformità alle disposizioni stabilite dal produttore stesso''.

Quindi, sembra non ci sia alcun problema, senonché l'Hp si rifiuta di rimborsare l'utente, dicendo che la licenza viene predisposta in maniera unilaterale da Microsoft, dunque se l'utente non vuole il suo sistema operativo è a lei che deve chiedere il rimborso. Sbagliato! L'accordo Eula parla chiaro e l'utente presenta il caso ai giudici che, e qui sta il precedente, hanno accolto la legittima richiesta dell'acquirente. 
Certo il rimborso è stato quel che è stato (90 euro per Windows XP e 50 euro per Works 8, a cui ovviamente si accodano le spese legali), ma il valore simbolico è stato assoluto. Questa è stata infatti una sentenza unica in Italia ma che, siamo sicuri, non rimarrà la sola.
La notizia è stata già diffusa dall'Aduc, la battagliera associazione per i diritti degli utenti e consumatori. Per la precisione, protagonista della vittoria legale è stato uno dei suoi consulenti informatici.
Aduc inoltre ha pubblicato la sentenza completa sul proprio sito (leggi), quindi se qualcuno non ha voglia di pagare qualcosa che non ha chiesto, basta impugnare il precedente e...

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08 novembre 2007

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