"L'Olio di Oliva - Oro Verde del Mediterraneo"

A Chiaramonte Gulfi per un claim che identifichi un Olio EVO di qualità vantaggioso sia per il consumatore che per lo stesso produttore

12 settembre 2017
L'Olio di Oliva - Oro Verde del Mediterraneo

Un claim che identifichi un olio extravergine di oliva di qualità a vantaggio sia del consumatore che viene messo nella condizione di scegliere con maggiore consapevolezza un prodotto dalle elevate proprietà nutraceutiche, sia dello stesso produttore che riceve delle linee guida da seguire nella produzione di un olio di valore.
È la proposta arrivata dal recente workshop "L’Olio di Oliva - Oro Verde del Mediterraneo", realizzato nell’ambito del Progetto europeo Aristoil (finanziato dal Programma Med 2014/2020), che si è svolto a Chiaramonte Gulfi, comune siciliano a forte vocazione olivicola. Il progetto mette in rete più Paesi del Mediterraneo. Oltre l’Italia ci sono Grecia, Cipro, Spagna e Croazia.
Fornire ai produttori un’opportunità per accrescere il valore del loro prodotto, ma anche migliorare le proprie competenze tecniche e quindi aumentare la domanda di un olio EVO di qualità da parte del mercato: il seminario ha offerto interessanti spunti di riflessione per raggiungere questi scopi, grazie agli interventi di relatori di fama nazionale che hanno approfondito diversi aspetti della materia, dall’analisi della situazione attuale in Sicilia, alle indicazioni europee in merito, agli aspetti relativi alle strategie di mercato per trasmettere al consumatore queste nozioni.

Assolutamente di rilievo il carattere cooperativo dell’intero progetto che vede la collaborazione dei principali Paesi produttori di olio del Mediterraneo. Soddisfatti del workshop i rappresentati di questi Paesi che, nei giorni di residenza del seminario, sono stati impegnati in un corso di formazione rivolto proprio ai formatori, quali produttori ed agricoltori, del settore olivicolo per la transizione dall’olivicoltura convenzionale a quella biologica.
Di rilievo anche la presenza dei rappresentanti di alcuni frantoi siciliani, dei due consorzi partner, il Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine di oliva DOP Monti Iblei e il Consorzio Chiaramonte Gulfi. In evidenza anche alcune buone pratiche introdotte da alcuni operatori del settore. L'oleificio Consoli, ad esempio, recupera e valorizza gli scarti del frantoio attraverso un progetto di ricerca con l’Università di Catania. Si utilizza la sansa per il mangime per animali e si recuperano i polifenoli dalle acque di scarto per l'industria farmaceutica e degli integratori.

Intanto, l'olio d'oliva ibleo si conferma un alimento nutraceutico. Oltre il 65% dell'olio prodotto in terra iblea ha un contenuto di polifenoli superiore a 300mg/kg che li categorizza come alimento nutraceutico, cioè con proprietà medicali non solo per la prevenzione di alcune malattie ma anche come antinfiammatori e per la cura di malattie neurodegenerative.
Tali risultati sono emersi dalle analisi compiute da Svi.Med. Onlus su 50 campioni raccolti durante la molitura 2016: "Si tratta di risultati soddisfacenti - ha spiegato Emilia Arrabito di Svi.Med. - che dimostrano come più della metà dei campioni esaminati abbiano una quantità di polifenoli tale da potere attribuire a queste produzioni la claim, ciò ci fa ben sperare per la produzione dell’anno in corso che si presume potrà raggiungere valori più alti".

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12 settembre 2017

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