"Viaggio" gastronomico tra feste e abbuffate

E' iniziato il ''tour de force'', piacevole per il palato, faticoso per lo stomaco

01 dicembre 2017
Viaggio gastronomico tra feste e abbuffate

In odor di festività natalizie vogliamo regalare ai nostri utenti un itinerario che riguarda il palato. Un viaggio nelle pieghe infinite del rituale gastronomico, che in Sicilia, attraversa tutto il periodo di dicembre - dall'Immacolata (8 dicembre) all'Epifania (6 gennaio), passando per Santa Lucia, Natale e Capodanno - in un susseguirsi di cene, pranzi, e continue degustazioni.

Partiamo dal festeggiamento dell'8 dicembre in onore della Madonna, che dà il via ufficiale alle festività (e alle mangiate). In serata oltre allo sfincione (di lui parleremo più avanti), si mangiano quei particolari biscotti aromatici, col miele e la glassa chiamati Mostaccioli, o "Ossa di morto".

Per il 13 dicembre altro festeggiamento unico nel suo genere, quello per Santa Lucia.
La tradizione vuole che in questa giornata non si debba mangiare pane, nel ricordo della leggenda che narra di una tremenda carestia che aveva afflitto la Sicilia (avvenuta alla fine del III secolo D.C.), costringendo la popolazione a mangiare crudo il granturco arrivato dopo giorni di stenti.
Da allora per il giorno di Santa Lucia, vissuta in quel periodo, è tradizione non mangiare pane e farinacei in genere, sostituiti dalla cuccìa (frumento cotto e condito con il cioccolato, la ricotta o molto più semplicemente in bianco), dalle panelle, fatte con la farina di ceci, e dalle arancine di riso e carne (o burro).

Alla Vigilia (quella di Natale), sulle tavole delle nostre case si potrà facilmente "visitare l'accogliente territorio dello sfincione". Il baccalà in umido ci evocherà invece le profondità del mare nostrum.
La tradizione vorrebbe che lo sfincione fosse fatto in casa; all'augusto alimento (vietato avvicinarlo anche lontanamente alla pizza) ci si dovrebbe dedicare, fino dal pomeriggio della vigilia, a prepararlo ed infornarlo dal panettiere più vicino a casa (e dunque di fiducia, la cottura è elemento essenziale della fragranza e della riuscita finale).

Gli ingredienti sono, oltre l'impasto, la cipolla, la salsa di pomodoro (ma il suo utilizzo rappresenta una "vexata quaestio", noi ad esempio preferiamo la versione bianca), il primosale, l'acciuga; alcune varianti prevedono l'aggiunta della ricotta.

Un'altra costante in queste festività è la frutta secca (u scacciu), noci soprattutto, che accompagnano i giorni - dal pomeriggio alla notte - delle feste, quando riuniti in famiglia ci si attarda giocando a tombola, con le carte a 31, a 7 e mezzo, a scala 40, a 400 e a briscola.

Sfidiamo i viaggiatori del fine settimana ad esimersi da questo itinerario familiar-faticoso (per il nostro sistema digestivo), dal quale sarà difficile sfuggire, e soprattutto impossibile restare ... digiuni!!!

Buone Natale eno-gastronomico a Tutti

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01 dicembre 2017

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