A Gangi l’ultimo artigiano orafo delle Madonie

Fabio Ballistreri ha 44 anni ed uno degli ultimi "maestri" madoniti dell’oro, tra estro e raffinatezza

18 luglio 2017
A Gangi l’ultimo artigiano orafo delle Madonie

Dagli argentieri Marco Li Puma e Gregorio Balsano (scoperti dalla storica dell’arte Maria Accascina) attivi nelle Petralie fino al XVIII secolo sino all’ultimo artigiano orafo delle Madonie in attività. Sì perché a Gangi, tra estro e raffinatezza, vive uno degli ultimi "maestri" dell’oro ma anche restauratore di strumenti musicali in ottone. Fabio Ballistreri, 44 anni, è un artigiano alla vecchia maniera, utilizza cuneo e martello per modellare i suoi gioielli che sono veri e propri capolavori, espressione artistica di un equilibrio perfetto di estetica. Custode di una delle tecniche più antiche di lavorazione dei metalli preziosi, acquisita in 28 anni trascorsi in bottega, realizza pezzi unici che sono sbarcati e apprezzati alla fiera internazionale di settore denominata Agent321 che si è svolta recentemente a Roma.

Fabio Ballistreri nel suo laboratorio di Gangi

L’equilibrio del bello e l’essenzialità della sua arte gli hanno permesso di realizzare la corona in argento della statua dell’Assunta, opera scolpita nel 1758 dal napoletano Lorenzo Cerasuolo, e oggi custodita nella chiesa madre di Gangi, ma anche di restaurarne l’antico stellario con inserti in oro.
Ancora oggi migliore strumento di conservazione e comunicazione della memoria storica-culturale, sono gli ori e gli argenti custoditi in chiese e musei delle Madonie, che tracciano una realtà antropologica contemporanea fatta di differenze culturali, sociali ma proiettano anche una possibile integrazione tra i popoli, difatti grazie alle pietre preziose in esse incastonate è possibile stabilire i rapporti commerciali che queste zone dell’interno avevano con altre popolazioni.

Statua lignea di Maria Santissima Assunta scolpita nel 1758 dall'artista napoletano Lorenzo Cerasuolo - Chiesa Madre di Gangi

E l’ultimo artigiano orafo delle alte Madonie, ispirandosi ai colori e alle tradizioni dell’identità siciliana conferisce unicità al gioiello, un’anima a ogni creazione, grazie all’utilizzo di questi minerali semi preziosi, come il noto diaspo giallo, reperibile ancora oggi in alcune zone di Sicilia, una pietra che si fonde per incanto con l’argento, dando vita a pezzi di gran classe dal gusto antico e intramontabile della singolare oreficeria artigianale madonita.

Alcune delle pregiate lavorazioni si possono ammirare nella pagina Facebook di Fabio Ballistreri.

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18 luglio 2017

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