A tavola con il commissario Montalbano

La serie televisiva del commissario più famoso d’Italia, uno straordinario spot per la cucina siciliana

23 giugno 2017
A tavola con il commissario Montalbano

La serie televisiva del commissario Montalbano è la scommessa turistica su cui punta la Sicilia. Una sfida che gli operatori rilanciano anche quest'anno, supportati anche dai record di ascolti che puntualmente raggiunge la fiction anche con le repliche. Il famoso commissario frutto della fantasia dello scrittore Andrea Camilleri è anche ambasciatore della cucina tipica siciliana.
Anche se "tra un'indagine poliziesca e l'altra, un''azzuffatina' con l'amata fidanzata storica e l'eventuale scappatella con la maliarda di turno a lui il cibo interessa - e molto - già cotto", osserva Gianfranco Marrone, autore del libro "Semiotica del gusto, linguaggi della cucina, del cibo, della tavola" (edizioni Mimesis Insegne, 396 pagine, Euro 28). Ed è "per questa ragione che nelle numerose avventure del commissario abbondano le nominazioni e le descrizioni di manicaretti d'ogni tipo, ma sono praticamente assenti le ricette di cucina - prosegue Marrone - i modi canonici di preparazione di quei cibi squisiti".

Un vero e proprio spot per i gourmet di ogni parte del mondo incuriositi da quelle pietanze dal sapore 'celestiali'. Come quelle preparate dalla domestica Adelina: "la caponatina o la pasta 'ncasciata". E i famosi arancini, al centro di una disputa linguistica se declinati al femminile o al maschile a secondo dell'angolazione geografica dell'Isola, da preparare 'senza zafferano'. "Una doppia presa di distanza 'pi carità' - annota il semiologo - rispetto al risotto che serve da alimento base delle arancine che non è alla milanese". E se di solito Montalbano tiene rigorosamente separati il momento "dell'investigazione da quello dei piaceri della tavola, qui le due dimensioni si intrecciano quasi fino a confondersi: in una trama dove non è più il consumo del cibo a dominare bensì la sua preparazione. Ma prima ancora - scrive il semiologo - dell'immersione nell'olio, vedremo che è l'allestimento formale e materiale dell'arancino a far eco plastica con i gesti e i modi dell'investigazione poliziesca". Narra Camilleri: "Gesù gli arancini! Montalbano li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era 'trasuto' nel Dna, nel patrimonio genetico".

La ricetta, inoltre, si tramanda "in modo che - prosegue Marrone - la sua scrittura, come per le fiabe, è già una traduzione letteraria di qualcosa che la precede oralmente e che è personale, locale, etnicamente marcato. Come dire che tutte le vere ricette si sanno a memoria". Per il docente, inoltre, "la serie poliziesca e quella culinaria, il dover-fare e il voler-essere, divengono così una sola cosa". [Fonte: ANSA]

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23 giugno 2017

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