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Bàtu riapre a Taormina: il gusto della Sicilia torna al Grand Hotel San Pietro

Tra cucina mediterranea e piatti vegetali, lo chef Luca Miuccio firma la nuova stagione 2026 del fine dining affacciato sulla costa ionica

13 maggio 2026
Bàtu riapre a Taormina: il gusto della Sicilia torna al Grand Hotel San Pietro

In questo articolo scoprirete...

Bàtu riapre con la luce della nuova stagione

L'ingresso di Bàtu, ristorante del Grand Hotel San Pietro di Taormina

A Taormina, quando la stagione cambia ritmo e la costa ionica torna a respirare pienamente la sua bellezza, anche la cucina ritrova il suo spazio naturale.

Lo scorso 1° maggio ha riaperto Bàtu, il ristorante fine dining del Grand Hotel San Pietro, e con lui prende forma una nuova stagione fatta di luce, silenzi e cucina d'autore. Un luogo sospeso tra il verde della macchia mediterranea e l'azzurro del mare, dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio all'esperienza.

La cucina di Luca Miuccio, tra memoria e natura

Alla guida della cucina c'è l'executive chef Luca Miuccio, che interpreta la Sicilia attraverso una lente contemporanea, delicata e profondamente legata alla materia prima.

«Siamo molto felici di riaprire Bàtu e di tornare ad accogliere gli ospiti in un'atmosfera intima e rilassata, dove il tempo a tavola possa essere vissuto con piacere. Ogni stagione rappresenta per noi un momento importante, perché ci permette di condividere un'idea di cucina che negli anni è cresciuta insieme a noi.

Alcuni dei piatti dello chef Luca Miuccio

Il nostro lavoro parte da ingredienti spesso considerati semplici - frutta, ortaggi, erbe, radici - ma che racchiudono una grande complessità. L'obiettivo non è stupire, ma costruire una cucina autentica, pulita ed equilibrata, capace di lasciare un ricordo senza eccessi».

Parole che raccontano una cucina che non cerca effetti speciali, ma equilibrio. Una cucina che ascolta il territorio e lo restituisce con rispetto.

Il nome, l'ulivo e una cucina che nasce dalla terra

Anche il nome Bàtu racconta una direzione precisa: è ispirato al fiore dell'ulivo, simbolo di radici profonde e legame con il territorio.

Il Ristorante Bàtu del Grand Hotel San Pietro - ph Stefano Pinci
ph Stefano Pinci

Qui la cucina si muove in punta di piedi tra erbe spontanee, ortaggi stagionali e ingredienti locali, costruendo un racconto essenziale che mette al centro il mondo vegetale. Due percorsi degustazione guidano l'esperienza, come due modi diversi di attraversare lo stesso paesaggio.

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Un hotel che cambia, senza perdere la sua anima

L'ingresso del Grand Hotel San Pietro di Taormina - ph Stefano Pinci
ph Stefano Pinci

La riapertura del ristorante si inserisce nel percorso di evoluzione del Grand Hotel San Pietro, che continua a rinnovarsi senza tradire la propria identità.

Grand Hotel San Pietro di Taormina - ph Stefano Pinci
ph Stefano Pinci

Dopo il restyling delle camere e degli spazi comuni avviato nel 2024, il 2026 segna un nuovo passo: un dialogo sempre più armonico tra architettura, luce e paesaggio, pensato per rendere l'esperienza ancora più immersiva.

Una nuova idea di esperienza a tavola

Alcuni dei piatti dello chef Luca Miuccio

«Il 2026 rappresenta per Bàtu un anno di consolidamento. Dopo gli investimenti e il percorso di crescita degli ultimi anni, il ristorante raggiunge oggi una maggiore maturità, sia nella proposta gastronomica, sia nel posizionamento.

Parallelamente abbiamo lavorato sull'accessibilità dell'esperienza introducendo formule più flessibili, come un menù in tre portate selezionabili dal degustazione che permette di vivere Bàtu con maggiore libertà, mantenendo invariati qualità e identità, oltre alla possibilità che ogni commensale possa scegliere un diverso percorso degustazione e non sia costretto a conformarsi all'intero tavolo.

L'offerta dei vini del Ristorante Bàtu

Scelta che ritroviamo anche sul fronte enologico. La nuova carta dei vini, infatti, conta circa 700 referenze con una selezione che valorizza il territorio e accompagna con coerenza la proposta gastronomica.

Anche il servizio evolve in questa direzione: più fluido e sempre conforme al livello della struttura per garantire un'accoglienza attenta, naturale, capace di coniugare eleganza e leggerezza».

Il Grand Hotel San Pietro, tra cucina e paesaggio

La Rotonda sul Mare del Grand Hotel San Pietro - ph Stefano Pinci
ph Stefano Pinci

La proposta gastronomica del Grand Hotel San Pietro si completa con diversi spazi - Il Giardino degli Ulivi, La Rotonda sul Mare, Rizza e Belvedere Café - che accompagnano la giornata tra colazioni lente, pranzi leggeri e tramonti che si allungano sul mare.

Il Giardino degli Ulivi del Grand Hotel San Pietro di Taormina

Bàtu è aperto a cena dal martedì al sabato, dalle 19:30 alle 21:30, nel cuore di una Taormina che, al calare del sole, diventa ancora più scenografica.

Luca Miuccio, una cucina che parte dalla terra

Lo chef del Ristorante Bàtu Luca Miuccio

Classe 1987, originario di Taormina, Luca Miuccio cresce tra le materie prime dell'azienda di famiglia, sviluppando fin da subito un legame profondo con il prodotto e con la sua qualità.

Un piatto "firma" dello chef Luca Miuccio

Dopo il percorso all'istituto alberghiero "Giovanni Falcone" di Giarre (CT), la sua formazione lo porta in alcune delle cucine più significative della Sicilia e non solo, tra cui "Villa Sant'Andrea" e "San Domenico Palace Hotel", passando per esperienze accanto a chef come Stefano Mazzone, Massimo Mantarro e Andrea Ribaldone.

Lo chef Luca Miuccio - ph Stefano Pinci
ph Stefano Pinci

L'estero - tra Londra e la Svizzera - amplia lo sguardo e completa una visione che resta però sempre ancorata alla Sicilia: una cucina contemporanea, ma radicata. Oggi è executive chef del Grand Hotel San Pietro di Taormina, 5 stelle lusso del gruppo Lindbergh Hotels, e tra gli "Ambasciatori del gusto" siciliani.

Due piatti dello chef Luca Miuccio

La sua firma si ritrova in ogni spazio della struttura: al Bàtu con una cucina fine dining dal respiro vegetale, al Giardino degli Ulivi con una Sicilia più immediata e riconoscibile.

Una cucina che non forza il racconto, ma lo lascia emergere. Come il paesaggio da cui nasce.

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13 maggio 2026
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