Che sapore ha il Carnevale in Sicilia?

Ecco le ricette più golose e curiose della tradizione siciliana, per un Carnevale colorato e dolcissimo

14 febbraio 2017
Che sapore ha il Carnevale in Sicilia?

Sappiamo tutti cosa significa il termine Carnevale... Ma, se qualcuno non se lo ricordasse siamo qui pronti a rinfrescarvi la memoria. La parola deriva dal latino "Carnem Levare" che tradotto nella nostra lingua odierna significa "eliminare la carne", riferendosi al periodo che precede il digiuno della Quaresima. Ed è proprio ai nostri antenati latini e greci, che dobbiamo dare il merito di aver "inventato" questa festa. Anticamente venivano celebrate delle festività che corrispondevano, per periodo di festeggiamento e per modi di fare, al Carnevale così come lo intendiamo oggi. Si trattava precisamente delle dionisiache greche e dei saturnali romani, che prevedevano la presenza di gruppi mascherati e di carri allegorici.
Le origini del nostro Carnevale, quello siciliano, risalgono al 1600 quando a Palermo venne allestito il primo carro allegorico che, ai tempi, raffigurava il dio Nettuno attorniato da sirene danzanti. Col tempo, il Carnevale divenne sempre più una festa diffusa in tutta l’Isola.

In una diversa occasione abbiamo affermato che, in Sicilia (sicuramente non solo in Sicilia, ma nella nostra isola di più!) ogni ricorrenza ha il proprio sapore. Ossia, ad ogni festa corrisponde un piatto e/o un dolce. Ovviamente, il Carnevale non può esimersi da tale certezza ricorrente.
In Sicilia, oltre alle classiche chiacchiere, castagnole e cannoli (dolce siciliano per eccellenza e non solo a Carnevale), tra coriandoli e stelle filanti potremmo assaggiare anche una "testa di turco" o una coloratissima "pignolata" (o pignoccata)!
Avete voglia di prepararlo da voi un dolce di Carnevale siciliano? Benissimo! Continuate a leggere che vi diamo noi le ricette...


foto www.dissapore.com

Le teste di turco (in siciliano testi di Tùrcu) - Sono un dolce al cucchiaio proprio del comune palermitano di Castelbuono, che, secondo la tradizione, venne preparato la prima volta per festeggiare la sconfitta degli Arabi ad opera dei normanni.
Due le parti che compongono questa prelibatezza: una leggera sfoglia di pasta fritta (scorcia) e una crema di latte aromatizzata alla cannella e al limone.

Questi gli ingredienti per preparare la sfoglia fritta: 100 grammi di farina, 1 uovo e olio di semi per la frittura. Per la crema, invece, occorrono 250 grammi di zucchero, 1 litro di latte intero, 90 grammi di amido per dolci, cannella, buccia di limone e 100 grammi di gocce di cioccolata fondente.
Il procedimento non è complesso. Si comincia con l’impastare insieme uovo e farina, fino a quando non si ottiene un impasto morbido, che andrà steso con il mattarello. La sfoglia dovrà essere tagliata in lasagnette sottili, da friggere in abbondante olio caldo.
Ed ora veniamo alla crema: l’amido va stemperato con il latte, in modo tale che non si formino grumi. Proseguite cuocendo a fiamma bassa, aggiungendo lo zucchero e la buccia grattuggiata di limone; una volta raggiunto il bollore, la crema è pronta.
A questo punto le sfoglie fritte vanno adagiate sul fondo di una pirofila e poi "annegate" nella crema bollente, infine cosparse di gocce di cioccolato e cannella. Dopo aver fatto "riposare" il dolce in frigo per 4 ore, lo potete consumare accompagnandolo con un bicchierino di liquore ai fichi d’India o di marsala.

La pignolata (o pignoccata) - Questo è un dolce tipico carnevalesco della tradizione siciliana e calabrese.
Di seguito ecco gli ingredienti per realizzare la versione messinese: 150 grammi di miele, 500 grammi di farina, 200 grammi di zucchero, 6 uova, olio di semi per friggere, zuccherini colorati, scorza e foglie di limone lavate e asciugate.
Cominciamo dall’impasto: unite farina, tuorli, 100 grammi di zucchero e la scorza di limone grattuggiata (se il composto dovesse risultare un po’ duro, è possibile aggiungere dell’olio d’oliva). Non è necessario attendere: la pasta così ottenuta può essere subito lavorata in listarelle, quindi in tocchettini, infine in palline.
Ora è il momento di passare alla frittura: le palline vanno dorate in olio bollente e asciugate con carta assorbente. In un’altra padella capiente è necessario sciogliere il rimanente zucchero con dell’acqua, aggiungere il miele e attendere fino a quando l’acqua non sarà del tutto evaporata. A questo punto le palline fritte vanno versate nella padella e mescolate per qualche minuto a fiamma bassa. Ultimo passaggio: versare il tutto su una superficie di marmo, creando collinette da decorare con gli zuccherini colorati e aggiungendo, a piacimento, delle mandorle tostate. La tradizione messinese vuole che il dolce sia servito in porzioni adagiate su foglie di limone.

Le sfingi (e non intendiamo quelle egiziane!) o sfinci - Per ultime, ma non per bontà o importanza, abbiamo le sfingi di Carnevale.
Gli ingredienti per una quarantina di sfingi sono: 60 grammi di zucchero; 500 grammi di farina 00; 500 grammi di acqua tiepida e 3 grammi di lievito di birra secco.
Per preparare le sfingi (o sfinci) si inizia versando l’acqua tiepida in una ciotola e vi si aggiunge lo zucchero semolato. Unite anche il lievito disidratato e sbattete il tutto con una frusta, fino a sciogliere completamente zucchero e lievito. A parte, in un altro contenitore, setacciate la farina e aggiungetela poco per volta al composto di acqua, zucchero e lievito, sempre mescolando con una frusta. Una volta incorporata tutta la farina aggiungete un pizzico di sale e continuate a sbattere fino ad ottenere una pastella liscia. Coprite il composto con della pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa 5 ore in forno spento solo con la luce accesa, fino a quando non avrà raddoppiato di volume e saranno comparse delle bollicine in superficie. A questo punto versate l'olio di semi in un tegame e portatelo a raggiungere la temperatura di 170°. Aiutandovi con due cucchiai fate scivolare poche porzioni di impasto direttamente nell'olio bollente (16) e cuocete per 3-4 minuti, rigirandole a metà cottura per farle dorare e gonfiare completamente. Solo allora potrete scolare le sfinci con una schiumarola. Per ultimare la preparazione rotolate gli sfinci siciliani nello zucchero semolato e serviteli ancora caldi!

N   E !

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

14 febbraio 2017

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia