Come era Selinunte prima del VII secolo a.C.?

I geologi e gli archeologi hanno scoperto gli ambienti naturali di Selinunte di 2700 anni fa!

02 gennaio 2018
Come era Selinunte prima del VII secolo a.C.?

"Come era Selinunte prima del VII secolo a.C.? Come era il territorio? La risposta è arrivata dal sottosuolo. I geologi sono riusciti ad entrare in quegli ambienti naturali grazie a termo camere, le cui immagini saranno presentate alla stampa di tutto il mondo dal 15 al 17 Gennaio. Le indagini geofisiche svolte e da svolgere nei prossimi mesi stanno per rivelarci un ambiente che ad occhio nudo non si vede e che invece è nascosto sotto il suolo. In questo mese di Gennaio presenteremo per la prima volta alla stampa di tutto il mondo i risultati del progetto di ricerca portato avanti dall’Università di Camerino, dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani e dal Parco Archeologico di Selinunte".  
Lo hanno annunciato Gilberto Pambianchi, Presidente dei Geomorfologi Italiani, Ordinario di Geomorfologia e Geografia Fisica dell’Università di Camerino e Coordinatore del progetto scientifico di ricerca sul Parco Archeologico di Selinunte, in Sicilia, e Fabio Pallotta, Geoarcheologo, consulente dell’Università di Camerino e del Parco Archeologico di Selinunte e Geologo della Missione Archeologica Italiana in Cirenaica - Libia.
Attraverso dettagliati studi di Geomorfologia Ambientale ed Idrogeologia effettuati sul posto, si è riusciti a ricostruire, in 3D, la situazione paleoambientale esistita nel corso di tutte le principali colonizzazioni storiche.

"È come se si scoprisse una Pompei antica antecedente a quella che oggi vediamo e che possiamo visitare - ha proseguito Pambianchi - perché a Selinunte, in sostanza, siamo riusciti a filmare con la termocamera gli ambienti naturali dei primi insediamenti, dunque una realtà non ancora venuta alla luce, ma che è sotto. Siamo riusciti anche a definire lo stato delle pericolosità idrogeologiche e sismiche insistenti su tale territorio e che potrebbero gravemente colpire l’eccezionale patrimonio monumentale esistente. In questo modo, grazie a tale studio, non solo abbiamo visto gli ambienti sottostanti camera ma abbiamo potuto valutare il livello di rischio geologico in modo tale da poterlo prevenire ed aumentare la sicurezza di questo patrimonio culturale. Tutto questo attraverso dettagliati studi di Geomorfologia Ambientale ed Idrogeologia".

"Gli esiti scientifici del primo anno di ricerca  - ha continuato Pambianchi - inducono Unicam e Selinunte ad approfondire in modo sistematico lo stato conoscitivo di dettaglio dello scenario Storico ed Ambientale dell’area. Gli studi, dunque dureranno altri due anni. A breve eseguiremo una serie di mirati e programmati sondaggi geognostici, strategicamente ubicati nell’area del Parco e fondamentali alla taratura geoarcheologica, stratigrafica, cronologica e paleo ambientale del sito [...] Grazie a tali scoperte riusciremo a conoscere tante cose importanti. Ad esempio: quale era il clima all’epoca delle colonizzazioni storiche? Quale era l’ambiente e quali le piante? Cosa mangiavano i primi abitanti di Selinunte? Al termine delle operazioni di cantiere, su ogni "punto di sondaggio" verrà installata una Stele esplicativa che descriverà  al visitatore le caratteristiche stratigrafiche, archeologiche ed ambientali rinvenute".

Enrico Caruso, direttore del Parco Archeologico e Soprintendente ad Interim, ha affermato: "Siamo ad un passo dal conoscere quanto speravamo ed era forse inimmaginabile: l’ambiente naturale all’epoca delle principali colonizzazioni storiche avvenute a Selinunte. Potremmo dunque riportare alla luce il reale ambiente dell’epoca, capirne le usanze, l’alimentazione ed addirittura il clima. Selinunte fu fondata nella seconda metà del VII secolo a.C. da coloni greci provenienti da Megara Hyblaea, una delle prime colonie greche di Sicilia situata a pochi chilometri da Siracusa; in breve tempo Selinunte raggiunse uno straordinario sviluppo, tale da diventare la più importante Megalopoli della Sicilia Occidentale. La città fu distrutta una prima volta nel 409 a.C. dai Cartaginesi, quindi una seconda volta dai Romani nel 250 a.C.; nonostante ciò continuò ad essere abitata fino al XIII secolo circa, quando il progressivo abbandono la celò sotto una spessa coltre di sedimenti sabbiosi di natura eolica e sotto la fitta vegetazione costiera, per essere nel 1551 riscoperta da un monaco domenicano saccense, Tommaso Fazello, che iniziò a cercarla seguendo le indicazioni dello Storico Diodoro Siculo. Ora a distanza di secoli, grazie a questa attività di ricerca siamo ad un passo dal vedere, per la prima volta in assoluto gli ambienti naturali risalenti a più di 2000 anni fa!"

Un grande progetto, una grande ricerca Made in Italy, con menti che sono vere eccellenze italiane nel mondo e grazie all’impegno della grande università di Camerino. Proprio da questo territorio duramente colpito dal sisma nel 2016, parte invece il progetto di rilancio culturale della Sicilia.

- Selinunte, la città tra i due fiumi (Guidasicilia.it)

- L'Area Archeologica delle Cave di Cusa (Guidasicilia.it)

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02 gennaio 2018

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