Cresce la famiglia dei vini "Doc siciliani"

Nero d’Avola e Grillo le due new entry in un circuito da 25 milioni di bottiglie

21 novembre 2016
Cresce la famiglia dei vini Doc siciliani

[Articolo di Pierpaolo Maddalena - Corriere del Mezzogiorno.it] - Pronti a spiccare il volo i vini Doc siciliani. Una produzione che oggi si attesta sui 25 milioni di bottiglie e che nel 2018 potrebbe anche triplicare. Il Comitato Nazionale Vini del ministero ha approvato la modifica del disciplinare della Igt "Terre Siciliane" che porta "sotto l’ombrello" della Doc Sicilia, nata nel 2012, due importanti produzioni della regione: l’Igt Nero d’Avola, che fornisce già al mercato circa 58 milioni di bottiglie, e l’Igt Grillo, che ne produce 11 milioni. La produzione di Doc Sicilia prevista per il 2016 è invece di 27 milioni di bottiglie.
La novità entrerà a regime nel 2018, perché la decisione esclude la vendemmia 2017. Ma bisognerà vedere anche quanti produttori potranno, o vorranno, entrare nel disciplinare Doc. La platea è comunque molto vasta. E motivata. Si tratta infatti di circa tremila produttori dell’Isola che si sono associati nell’Igt "Terre Siciliane" - appartenenti a più di 15 cantine cooperative e a tante aziende piccole e grandi del mondo del vino siciliano - che hanno chiesto al Mipaaf di fare il grande salto approdando nella Denominazione di Origine Controllata.

Il mondo della Doc Sicilia incassa quindi un altro successo per questo 2016, dopo le stime sull’attuale vendemmia che indicano un "elevato livello di qualità" a fronte di un piccolo calo della quantità di circa il 10%.
«La decisione del Comitato valorizza i vitigni siciliani autoctoni più rappresentativi, con le Doc si garantisce una migliore qualità del vino e un maggior controllo dell’intera filiera di produzione», ha commentato Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. «L’obbligo di imbottigliamento in Sicilia di questi vini, ottenuto nel 2015, e la modifica approvata, completano un percorso che mira a proteggere i nostri vitigni autoctoni più rappresentativi e ad accrescerne il loro valore», ha aggiunto Antonio Rallo, presidente del Consorzio.
Tra le modifiche anche l’aumento per la sola Igt della resa massima uva/vino dei vini rosati (uniformata all’80%, in linea con quanto già previsto per i vini bianchi e rossi della stessa Igt) e la possibilità di produrre vini "abboccati" (cioè un po’ più dolci) per alcune tipologie di vino Igt.

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21 novembre 2016

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