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Dall'Etna sgorga un gin di grande qualità…

Si chiama Etneum e sa di bergamotto siciliano, limone bianchetto, violetta selvatica, rosa canina, fiori di zagara, sambuco, eucalipto e coriandolo

09 marzo 2020
Dall'Etna sgorga un gin di grande qualità…

Secondo molti appassionati di gin, il tedesco Monkey 47 è uno dei gin più buoni del mondo. Per creare questa prelibatezza alcolica, Cristoph Keller e Alexander Stein prediligono i limoni catanesi...

Monkey 47

Dunque, in una distilleria teutonica nei pressi della Foresta Nera producono la bevanda alcolica tipica di Belgio e Paesi Bassi (anche se, c'è da dire, che i primi proto-gin sono stati prodotti in Italia, a Salerno, presso la Scuola Medica Salernitana) utilizzando limoni siciliani. 
Ecco, è questo uno de motivi che hanno spinto
Giuseppe Librizzi a produrre un gin tutto siciliano, anzi, etneo...

Aromi dell'Etna, il gin del vulcano diventa business

[Articolo di Giorgio Ruta - Repubblica/Palermo] - L'Etna, già paradiso per gli imprenditori del vino, sta diventando sempre più d'ispirazione per i produttori di gin. Le erbe che crescono tra le pietre laviche sono una risorsa in più per le aziende siciliane che hanno investito su uno dei liquori più diffusi al mondo.

Uno dei primi a capirlo è stato Giuseppe Librizzi, uno che il settore lo conosce bene: ingegnere industriale, 35 anni, tra gli ideatori dell'Amaro Amara. "Era un mio pallino da anni", dice raccontando la storia di Etneum, il suo gin lanciato nel giugno dell'anno scorso.

Giuseppe Librizzi

L'idea inizia a camminare qualche anno fa, quando Librizzi lavorava nell'azienda che produce l'amaro all'arancia. "Ci pensavo molto perché sono un bevitore di gin. Soprattutto, penso che il gin tonic sia uno dei cocktail più buoni, facili, veloci e freschi che ci siano", continua l'imprenditore. Piano piano il nuovo progetto prende corpo. Due anni fa Librizzi vende le quote che aveva nella società dell'amaro e si lancia in un'altra avventura, fondando la Aetnae.

Gin Etneum

"Altrettanto affascinante - puntualizza subito - perché abbiamo un sacco di aromi sull'Etna che possono segnare un buon prodotto". Che il territorio fosse la chiave di svolta, Librizzi lo ha capito bevendo il Monkey 47, un gin tedesco che utilizza limoni catanesi. "Mi ha fatto riflettere molto e mi sono chiesto: perché non sfruttare i nostri migliori prodotti per fare un gin tutto nostro?". Di lì a poco è nato Etneum, realizzato con bergamotto siciliano, limone bianchetto, violetta selvatica, rosa canina, fiori di zagara, sambuco, eucalipto e coriandolo.

Da Catania, ogni due mesi, partono gli aromi verso una distilleria del sud di Londra. Da qui, una volta distillato, vengono spediti dei fusti, destinazione Sicilia...

Funziona così: da Catania ogni due mesi partono gli aromi verso una distilleria del sud di Londra. Da qui, una volta distillato, vengono spediti dei fusti, destinazione Sicilia. "Quando arrivano da noi, aggiungiamo acqua e alcol per farlo arrivare a 42 gradi. Poi lo lasciamo riposare e lo imbottigliamo", continua Librizzi. Così sono nate 5mila bottiglie di Etneum, distribuite in tutto il mondo. Un prodotto di nicchia che trovi all'hotel Timeo di Taormina o al ristorante stellato di Ragusa "Locanda Don Serafino", ma anche in locali in Svizzera, Austria, Stati Uniti, Canada, Lussemburgo. "E soprattutto Belgio, una delle patrie del gin. Questo mi rende molto orgoglioso", aggiunge l'ingegnere catanese.

Gin Etneum

Per vendere un buon prodotto, servono pure un buon marketing, un buon ufficio commerciale e un'etichetta che attrae. Quella di Etneum è una volpe che porta sulla testa un vulcano, realizzata da Gianluca Cannizzo: "C'è una storia carina dietro a questo logo - continua Librizzi -. Andavo spesso sull'Etna con un distillatore inglese per raccogliere le erbette e spesso incontravamo le volpi. Al mio amico ha colpito molto che gli animali non scappavano alla nostra presenza, anzi si avvicinavano. Così è nata l'etichetta".

La volpe dell'Etneum Gin disegnata da Gianluca Cannizzo

All'ombra dell'Etna stanno spuntando nuovi gin, oltre a quello di Librizzi. Ci sono il Volcano, prodotto da tre giovani imprenditori catanesi, Alessandro Malfitana, Diego Pollicina e Stefano Lo Giudice, e l'Etna gin che si sta ritagliando una buona fetta di mercato. "Quando ho iniziato a riflettere su questo progetto c'era chi mi sconsigliava l'investimento. Non pensavano ci fosse stato spazio per prodotti così di nicchia, legati al territorio. Invece, al momento, posso essere soddisfatto: sta andando bene", continua Librizzi.

Etna Bitter

L'ingegnere lavora insieme ad altre due persone nello stabilimento di Piano Tavola, tra Belpasso e Motta Sant'Anastasia. Oltre il gin, hanno già lanciato Etna Bitter, un classico bitter con un forte profumo di agrumi e stanno immaginando nuove linee. "Il mio sogno - continua Librizzi - è produrre un gin più secco, stile inglese".

www.aetnae.net

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09 marzo 2020

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