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È Primavera e tornano le allergie. È possibile confondere i sintomi con quelli del Covid-19?

L'esperto indica quelle piccole, importanti differenze che possono aiutare a distinguerli

20 marzo 2020
È Primavera e tornano le allergie. È possibile confondere i sintomi con quelli del Covid-19?

È arrivata la Primavera e con lei sono tornate anche le allergie stagionali. In questo periodo funesto, però, i sintomi che gli allergici ogni anno sopportano stoicamente potrebbero essere scambiati per quelli del coronavirus.

ANSIA. PANICO. DELIRIO!

No. Niente di tutto ciò deve "impossessarsi" di noi e non dobbiamo drammatizzare perché, attenendosi alle regole che ormai tutti conosciamo benissimo (LEGGI) e rimanendo a casa, facendo attenzione ad alcune piccole differenze, possiamo capire se è il caso di preoccuparsi, a partire dalla febbre, che molto raramente si presenta nelle reazioni allergiche.

A sinistra una particella di polline, a destra il virus del Coronavirus
A sinistra una particella di polline, a destra il virus del Coronavirus

Ad indicare queste importanti seppur piccole difformità è Greg Poland, direttore del Mayo Clinic Vaccine Research Group. "La questione con le allergie stagionali è che colpiscono il naso e gli occhi - spiega l'esperto -. Tendono ad essere nasali, e la maggior parte dei sintomi è localizzata nella testa, a meno che non si abbia uno sfogo cutaneo. Il coronavirus, come anche l'influenza, sono più sistemici, colpiscono tutto il corpo".

Il coronavirus e l'influenza colpiscono le basse vie respiratorie...

Il coronavirus e l'influenza, aggiunge Poland, colpiscono le basse vie respiratorie. "Probabilmente non si avrà il naso che cola, ma si potrebbe sentire la gola infiammata, tosse, febbre e respiro corto. Bisogna prestare attenzione alla temperatura, è molto improbabile che le allergie diano febbre. Di solito non causano neanche respiro corto, a meno che non si abbia una condizione preesistente come l'asma".

Sfortunatamente, conclude l'esperto, in fase iniziale i sintomi delle tre malattie possono comunque essere confusi. "Ecco perché bisogna fare attenzione soprattutto a vedere se i sintomi persistono, soprattutto se si è in un gruppo a rischio".

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20 marzo 2020

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