È un vero e proprio boom quello dell'Ecoturismo sostenibile

Gli ingredienti di una Vacanza Green? La tutela dell'ambiente, il rispetto della cultura del posto, lo sviluppo economico locale

19 luglio 2017
È un vero e proprio boom quello dell'Ecoturismo sostenibile

Attenzione al consumo di risorse, utilizzo di fonti rinnovabili, alimentazione biologica e a km zero e forme di mobilità condivisa. Sono solo alcune delle buone pratiche che decretano il successo di strutture e località turistiche, apprezzate dal 48% degli Italiani che vogliono adottare, anche in vacanza, azioni rispettose per l'ambiente. Sono infatti numerosi i progetti italiani e internazionali orientati al turismo sostenibile e all'ecoturismo a dimostrazione che si tratta di un trend in forte crescita.
Sull'esempio di vip come Leonardo DiCaprio, impegnato nella realizzazione di un eco-resort, anche albergatori e imprenditori diventano più green, intraprendendo azioni a impatto zero che riscontrano interesse principalmente tra i giovani (58%), provenienti dalle grandi città come Milano (57%) e Roma (52%).
Tutto ciò è quanto emerge da uno studio promosso da Espresso Communication per ConLegno (Consorzio Servizi Legno Sughero), condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1200 persone tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio sui principali social network, blog, forum e community, oltre al coinvolgimento di un panel di 15 docenti universitari, per indagare quale sia il rapporto degli italiani con le vacanze ecosostenibili.

Il Blackadore Caye, l'eco-resort di Leonardo DiCaprio in Belize

Ma quali sono le motivazioni che spingono i turisti a preferire vacanze ecosostenibili?
Al primo posto vi è una maggiore consapevolezza del proprio impatto sull'ambiente (62%), seguita dal desiderio di conoscere le tradizioni culturali ed enogastronomiche locali (53%), dalla volontà di entrare in contatto con la natura (52%) e dedicarsi al benessere psico-fisico personale praticando attività sportive (48%). Infine, contribuire al sostegno dell'economia e dello sviluppo locale (34%).
Secondo Forbes il termine "Ecoturismo" è stato coniato nel 1983 dall'architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain, ma il fenomeno ha preso forma già a metà del XX secolo, definito da The International Ecotourism Society come il viaggio responsabile nel rispetto di habitat, comunità locali ed educazione. Allo stesso modo, la BBC ne descrive lo scopo di ridurre le conseguenze negative del turismo sull'ecosistema, mettendo in discussione la possibilità delle generazioni future di godere delle ricchezze territoriali e culturali.

L'ecoturismo è quindi un modo di viaggiare solidale ed ecologico, ma come lo mettono in pratica gli italiani?
Se fare escursioni con guide locali per esplorare aree protette o borghi storici è una pratica condivisa dal 57%, acquistare e consumare prodotti locali a km zero è un desiderio per il 54%, come anche la tendenza a lasciare a casa l'automobile, quando è possibile, prediligendo i trasporti pubblici (55%). Il 47% pratica invece attività sportive all’aria aperta, mentre l’acquisto di souvenir che valorizzino l’artigianato locale è un’azione condivisa dal 43%. Infine chiedere ospitalità ai proprietari di aziende agricole e realtà artigianali per imparare il mestiere ed evadere dalla routine quotidiana è ancora una scelta per pochi (27%).

Veduta del Parco Naturale Regionale dell'Etna

Per quanto riguarda il Bel Paese le mete green più gettonate dagli italiani sono la Sardegna (38%), riconosciuta dalla Commissione Europea come meta sostenibile per eccellenza, la Puglia (34%) con i suoi parchi nazionali (Gargano e Murge), il Trentino (31%) con le Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, la SICILIA (29%) con il PARCO NATURALE REGIONALE DELL'ETNA (anche quest’ultimo patrimonio dell’Umanità), le Marche e l’Umbria (27%) con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Ed infine, qual è l’identikit dell’ecoturista?
Il 56% delle donne e il 40% degli uomini ha dichiarato di prestare maggiore attenzione all’ambiente quando vanno in vacanza. Tra di loro la maggior parte ha un titolo di studio medio-alto (71%) e un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (58%), mentre la percentuale scende al 52% tra i 31 e i 50 anni e al 34% tra gli over 50. Infine i turisti amici dell’ambiente provengono principalmente dalle grandi città. In testa Milano (57%), seguita nella top 5 da Roma (52%), Bologna (51%), Firenze (50%) e Torino (49%).

Ecco infine il decalogo degli esperti da adottare per diventare un ecoturista consapevole:
1) Rispettare la raccolta differenziata del luogo nel quale si soggiorna.
2) Preferire ristoranti che presentano nel menù prodotti biologici del territorio.
3) Raggiungere, se possibile, le località di villeggiatura in treno o sfruttando il car sharing.
4) Acquistare prodotti a km zero direttamente dal produttore.
5) Prediligere le attività outdoor per entrare in diretto contatto con la natura praticando anche sport come trekking, ciclismo, equitazione e canottaggio.
6) Programmare escursioni in aree archeologiche e borghi storici per conoscere le tradizioni autoctone affidandosi a guide del posto.
7) Acquistare souvenir che valorizzino l’artigianato locale.
8) Chiedere ospitalità ai proprietari di aziende agricole e piccole realtà artigianali per calarsi nello spirito del luogo e imparare a svolgere piccole attività.
9) Alloggiare in strutture localizzate a distanza sostenibile dalle spiagge e dalle aree protette.
10) Soggiornare in agriturismi, campeggi o affittare una casa nell’entroterra generando una fonte di reddito per i locali e favorendo lo sviluppo sostenibile della zona.

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19 luglio 2017

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