Gelato e psicologia. Qualche amenità, prima che si squagli!

Qualche curiosità di "frivola" psicologia su un alimento amatissimo e che mette di buonumore

11 luglio 2017
Gelato e psicologia. Qualche amenità, prima che si squagli!

Lo avevamo detto in un precedente articolo (qui) e lo ripetiamo: gli italiani nutrono una passione comune: quella per il gelato! Straordinari consumatori di gelato, solo da giugno a settembre, più di 25 milioni di italiani mangiano il gelato 3 o 4 volte alla settimana, mentre circa 10 milioni si concedono questo piacere fresco tutti i giorni, valutandolo anche come valido e gustoso sostituto di uno dei pasti della giornata. Valutazione promossa anche dai nutrizionisti, ovviamente inserendolo correttamente nel piano dei pasti giornalieri, in rapporto al proprio stile di vita. Per l'Istituto del gelato italiano, ad esempio, il gelato a pranzo è veramente un'ottima soluzione. A pranzo ci si può anche concedere una porzione un po' più abbondante di gelato proprio perché i nutrizionisti consigliano di assumere, in questo pasto, circa il 25-30% delle calorie della giornata. Abbiamo quindi a disposizione circa 400-600 Kcal sulle 2000 che ci spettano, in media, nella giornata.

Una "piccola" brioche gelato!

Insomma, mangiato a merenda, a pranzo o a colazione il gelato è sempre buono sia per la salute fisica che per quella psichica. Sì, proprio così! Di fatti, secondo una ricerca scientifica, si è appurato che fra gli alimenti in grado di mettere maggiormente di buonumore le persone c'è proprio il gelato, che si è conteso il primo posto con il cioccolato. Come dire: un gelato al cioccolato non lo può battere nessuno!
E parlando sempre di psiche e gelato, Viviana Finestrella, psicologa esperta in tematiche nutrizionali, ha realizzato una divertente classificazione dei vari comportamenti relativi alla scelta di un tipo particolare di gelato dal titolo "Dimmi che gelato mangi e ti dirò chi sei", e che di seguito andiamo a proporre.

CONO CON CIALDA - Questo gelato è scelto da chi predilige un'esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, contando sulla sicurezza di un appagamento finale. Chi mangia il cono di solito è un tipo voglioso.
LO STECCO - A prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente. In realtà è un insicuro, ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.
IL GHIACCIOLO - Si addice ad una personalità effimera e indipendente, preferisce un piacere da gustare immediatamente. Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell'attesa.
IL BISCOTTO - E' per chi ha bisogno di grande rassicurazione. E' quasi la merenda preparata dalla mamma: il biscotto rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo.
LA COPPETTA - Scelta di solito dai tipi più controllati e misurati. E' il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte ''sporca'' le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.
LE PRALINE - Sinonimo di personalità moderna. Si tratta infatti di una scelta mordi e fuggi, caratteristica dei nostri tempi. E' il gelato di chi ama portarsi una scorta di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo.

Ma a scavare (col cucchiaino) tra i meandri della mente quando viene messa di fronte ad un gelato, si può scoprire la personalità di una persona non soltanto dal tipo di gelato scelto, ma anche dal mondo di gustarlo. Secondo il professor Alessandro Amadori (psicologo): "Ci sono quattro possibili modi di mangiare il gelato: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti. Chi mangia il gelato leccando è una persona che ama la vita sociale, che partecipa molto volentieri ai contesti sociali e ama conoscere gente nuova. E' la modalità degli ottimisti. Succhiare è una forma più 'infantile' di leccare: chi mangia il gelato così probabilmente è una persona molto orientata ai legami affettivi intensi, quasi simbiotici. Chi invece consuma il gelato a morsetti tende ad essere una persona attenta, che non ama prendere decisioni affrettate e prevalentemente riflessiva. Chi, infine, mangia il gelato a grandi morsi è una persona testarda, che vuole decidere di testa propria, che ama lavorare e che è tendenzialmente molto sincera".

Beh, poco importa quanto siano verosimili o veritiere codeste analisi "psicogelatiere", l'importante rimane concedersi ogni volta che si vuole il gelato che più ci aggrada, cosicché, almeno per un frangente della giornata, il mondo e la vita sembreranno sicuramente migliori.

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11 luglio 2017

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