Gli errori e la nascita dei miti

Da Adamo ed Eva al Cern di Ginevra. Passando per gli spinaci di Popeye

22 maggio 2012

LO SPINACIO E' PIU' LENTO DELLA LUCE
Ovvero: considerazioni sugli errori e sulla nascita dei miti, da Adamo ed Eva al Cern di Ginevra. Passando per la verdura preferita da Braccio di Ferro
di Umberto Eco

I neutrini non vanno più veloci della luce. O almeno ce lo dice "Science": l'errore stava in una banale connessione in fibra ottica tra il ricevitore Gps e il computer usato per calcolare il tempo impiegato dai neutrini a viaggiare dal Cern di Ginevra al Laboratorio del Gran Sasso. Però leggo anche che si è intenzionati a ripetere l'esperimento per vedere se sia davvero vero che non era vero. Vedremo.

Se i neutrini non sono più veloci della luce mi colpisce scoprire che gli spinaci di cui si nutriva Popeye (Braccio di Ferro) non contengono tutto il ferro di cui si diceva. La persuasione che Popeye dovesse la sua forza al ferro contenuto negli spinaci aveva fatto crescere, specie presso i bambini, il consumo di questo ortaggio del 33 per cento, a tal punto che i coltivatori e venditori di spinaci avevano eretto statue in onore di Popeye a Crystal City (Texas), a Chester (Illinois), a Springdale e ad Alma (Arkansas).

Ora un articolo di Sergio Della Sala e Stefania de Vito su "Query" mi rivela che, secondo una tabella del Dipartimento dell'Agricoltura degli Usa, cento grammi di spinaci contengono 2,7 milligrammi di ferro mentre cento grammi di fegato di pollo ne contengono 11,63. Pertanto, se Braccio di Ferro avesse inghiottito fegato di pollo con la stessa ingordigia con cui tracannava il contenuto di un barattolo di spinaci avrebbe potuto prendere Superman per una caviglia e lanciarlo in orbita.
Il fatto sarebbe che - secondo una tesi sostenuta a lungo, e nota in ambiente scientifico come "Spides" (Spinach Popeye Iron Decimal Error Story) - Segar, l'autore di Popeye, credeva al ferro degli spinaci a causa di una virgola messa male. Si diceva che nel 1870 tale dottor von Wolff aveva pubblicato una tabella in cui la virgola decimale appariva nel posto sbagliato, e l'errore era stato corretto solo nel 1930 (salvo che Segar non lo sapeva).

Però pare che anche questa ipotesi sia falsa. Non solo, ma i filologi ci dicono che nei fumetti di Popeye non si era mai affermato che gli spinaci contenessero ferro, bensì che contenevano vitamina A, e si veda in proposito, tra gli innumerevoli testi che potreste trovare su Internet, l'articolo del dottor Mike Sutton ("Spinach, Iron and Popeye") sullo "Internet Journal of Criminology" del 2010 (1-34).
La storia non è irrilevante, visto l'affare miliardario che ne era conseguito: l'episodio ci dice come possano nascere e crescere i miti.

Altre spigolature. Leggo sullo stesso numero di "Repubblica" in cui si dice che i neutrini sono praticamente delle tartarughe, un vasto dibattito sulla necessità del multilinguismo (con articoli di Stefano Bartezzaghi e Maria Novella De Luca). Direte che è ovvio, ai giorni nostri, ma per lungo tempo si era ritenuto che per superare la Babele delle lingue fosse necessario inventare una lingua veicolare universale, e molte ne sono state proposte (alcune ottime come l'Esperanto), salvo che alla fine si è imposta una lingua naturale come l'inglese. Ora questa idea di una lingua universale nasceva da un altro mito millenario, e cioè che fosse esistita alle origini una lingua di Adamo, una lingua perfetta, che era andata perduta con lo scandalo della torre di Babele. Da cui la ricerca spasmodica di questa lingua perduta, o di qualcuna che la sostituisse.

Ora sappiamo che di lingue perfette non ne esistono e che le lingue nascono per crescita spontanea a seconda dei paesi. Però c'è una bella storia raccontata da un pensatore arabo dell'XI secolo, Ibn Hazm. Esisteva all'inizio una lingua data da Dio, ma questa lingua comprendeva tutte le lingue, che solo dopo si sarebbero separate. Il dono di Adamo era dunque il poliglottismo, e per questo tutti gli uomini sono capaci di comprendere la rivelazione in qualsiasi lingua sia espressa.
Ecco un bel mito per incoraggiare il multilinguismo. E cominciando presto, dall'età in cui si diventa multilingui senza fatica.

(La bustina di Minerva del 7 marzo 2012)

Umberto Eco, cenni biografici - Nato ad Alessandria il 15 gennaio 1932, si è laureato in filosofia presso l'Università degli Studi di Torino. Dal 1971 è professore ordinario di Semiotica presso l'Università degli Studi di Bologna. Ha precedentemente insegnato all'Università degli Studi di Firenze, all'Università di Sao Paulo (Brasile), alla Northwestern University, Chicago, alla Yale University, alla Columbia University, New York. Saggista e narratore, Umberto Eco è presidente onorario del Centro Internazionale di Semiotica e Studi Cognitivi presso l'Università della Repubblica di San Marino; è membro del Consiglio per le Relazioni Italo-Americane, e membro del Comitato tecnico dell'Istituto per lo Studio dell'Innovazione nei Mass Media.
Dal 1959 è consulente editoriale della casa editrice Bompiani . E' stato cofondatore della rivista 'Marcatrè' nel 1961 e della rivista 'Quindici' nel 1967. Assieme, tra gli altri, a L. Anceschi, N. Balestrini, E. Pagliarani, A. Porta, E. Sanguineti, ha fatto parte del 'Gruppo 63', movimento d'avanguardia italiano, che aveva come intento una riformulazione dei criteri espressivi del romanzo. I suoi campi d'interesse sono molteplici, dalla storia dell'estetica alle poetiche d'avanguardia, alle comunicazioni di massa. Ha esordito nella narrativa nel 1980 con "Il nome della rosa", che ha avuto subito un grande successo e lo ha reso conosciuto al grande pubblico. Il libro, un giallo gotico d'ambientazione medievale e conventuale, è stato tradotto in 32 lingue e poi adattato per un film diretto da Jean-Jacques Annaud nel 1986. Tra i numerosi premi ed onorificenze ha ricevuto la Légion d'Honneur, France, nel 1993; il premio Strega nel 1981; l'Ambrogino d'Oro nel 1988; il premio Bancarella nel 1989; Laurea Honoris Causa dalle Università di Odense, (Danimarca) nel 1986; dalla Loyola University di Chicago nel 1987; dalla Sorbona, Parigi; dall'Università del Kent (UK) nel 1992; dalla facoltà di Filosofia dell'Università di Atene nel 1995; dall'Accademia delle Belle Arti di Varsavia nel 1996. Dal 1993 è membro della Académie Universelle des Cultures, Louvre, Paris. Collabora al 'The Times Literary Supplement', a 'L'Espresso' e alla 'Rivista dei Libri' e dal 1995 è redattore capo di "Encyclopedia. Guida multimediale alla storia della civiltà europea", enciclopedia elettronica da lui ideata, e pubblicata da Opera Multimedia.

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22 maggio 2012

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