I Campioni dell’economia circolare siciliana

Dodici protagonisti premiati a bordo del Treno Verde di Legambiente in sosta a Catania

27 febbraio 2017
I Campioni dell’economia circolare siciliana

Le bucce d’arancia in Sicilia hanno da sempre rappresentato un rifiuto. Oggi, invece, diventano cosmetici e integratori, tessuti innovativi o contribuiscono a produrre energia. Così come dai pneumatici fuori uso vengono ora generati prodotti per l’edilizia o per costruire parchi giochi nelle nostre città e ancora trasformare all’infinito l’acciaio da rifiuto a nuovo prodotto.
Sono solo alcune delle storie e opportunità dell’economia circolare raccontate a bordo del Treno Verde 2017, il convoglio ambientalista di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che ha ripreso il suo viaggio per l’Italia, per raccontare questa nuova economia, per promuovere la sostenibilità che parte dal basso, diffondere l’informazione scientifica e per dar voce ai tanti protagonisti, (aziende, start-up, istituzioni, associazioni e territori), ribattezzati i Campioni dell’economia circolare che percorrono già questa strada.
Nella sua prima tappa, a Catania, a bordo del Treno Verde sono saliti i Campioni dell’economia circolare siciliana, premiati nel corso di un evento a loro dedicato.

Quella circolare è un’economia che fa bene al Paese, come dimostrano i dati diffusi dalla Commissione Europea al riguardo: si parla infatti di 580 mila posti di lavoro stimati in Europa entro il 2030 con il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto sull’economia circolare. Un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse e quindi ad una riduzione delle importazioni di materie prime. In Italia possono essere creati almeno 190 mila nuovi posti di lavoro.
E sono dodici i campioni dell’economia circolare saliti sul podio del Treno Verde - che ha fatto una fermata al binario 1 della stazione di Catania - che è possibile conoscere online sul portale www.trenoverde.it che racconta attraverso una mappa interattiva il viaggio del convoglio ambientalista lungo la penisola.

C’è chi ad esempio recupera pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici, come fa Ecopneus. Tante valide soluzioni e idee eco sostenibili (dagli asfalti, all’edilizia o allo sport) rese possibili dalle quotidiane attività di raccolta dei PFU che in Sicilia hanno consentito di recuperare nel 2016 oltre 18.600 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso: equivalenti in peso a oltre 2 milioni di pneumatici da autovettura, se li mettessimo uno sopra l’altro formerebbero una "pila" alta 413.000 metri, ben 120 volte l’altezza dell’Etna.
Mentre dall’acciaio recuperato negli ultimi 20 anni in Italia con la raccolta differenziata degli imballaggi sarebbe possibile realizzare un treno lungo da Catania a Venezia, composto da 48.000 vagoni. Il percorso circolare degli imballaggi in acciaio è opera di RICREA, il Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio, che ha recentemente premiato la Sicilia come esempio virtuoso di economia circolare a "km zero", grazie a un percorso che si esaurisce completamente all’interno del territorio siciliano e che vede l’acciaio trasformarsi in contenitore e, dopo l’utilizzo, da rifiuto ritornare acciaio. Una filiera corta, capace di garantire una maggiore efficienza del recupero e riciclaggio degli imballaggi nel pieno rispetto dell’ambiente.

C’è chi come Bionap è capace di individuare sostanze attive da piante e frutti che crescono nelle zone circostanti il Monte Etna per realizzare prodotti di successo nel settore del benessere e della bellezza, dai cosmetici agli integratori alimentari. Tutto è partito dalla filiera degli agrumi, ma oggi l’innovativa tecnica permettere molti altri utilizzi, come quello che coinvolge la filiera olivicola che recupera nutrienti dalle foglie di potatura e dalle acque esauste della molitura.
Sempre partendo dagli agrumi, Orange Fiber è invece oggi capace di sviluppare filati e tessuti innovativi con l’obiettivo di creare un prodotto sostenibile che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo, l’azienda ha come obiettivo quello di riutilizzare le oltre 700mila tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente e che diventerebbero semplici rifiuti.
L’utilizzo di sottoprodotti agricoli che altrimenti resterebbero a decadere nel terreno o inviati alla discarica è alla base anche del progetto di Kanèsis che si occupa di ricerca di materiali eco-sostenibili. Forte di questo ideale, Kanèsis ha realizzato il primo bio-composito interamente vegetale derivante dagli scarti di lavorazione della canapa industriale. In questo modo parte dei materiali petrolchimici possono essere già sostituiti con materie prime ottenute in modo sostenibile e ad un prezzo di mercato concorrenziale. Il prodotto viene utilizzato anche per la stampa 3D.

Oltre a recuperare e avviare al riuso oggetti che finirebbero in discarica, in un antico casolare catanese FIERi, la Fabbrica Interculturale Ecosostenibile del Riuso, si presenta come una vera officina di creatività che coinvolge sia i migranti che i giovani catanesi appassionati di riciclo, artigianato e innovazione. Un progetto che risponde ai problemi di esclusione, occupazione e rifiuti creando integrazione, lavoro e rispetto dell’ambiente e del territorio.
Per valorizzare al massimo e in modo efficace e redditivo anche rifiuti organici difficilmente digeribili come le bucce di arancia, a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, invece, l’azienda agricola Nuova Scala ha installato un impianto di biogas da 1 Mw della Bts Biogas per generare energia elettrica e termica rinnovabile. Un ciclo che si chiude attraverso la produzione del digestato, ricco di elementi utili per le colture.
Ecoface, invece, è una start up innovativa, un’impresa fondata sul lavoro dei giovani e delle donne. Una piattaforma che si occupa di preparare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata per il riciclo a cura dei diversi consorzi appartenenti al Conai e in particolare plastica, carta e cartone, metalli e vetro, facendone una prepulizia e una selezione con successiva pressatura. Ma sono molto attivi nel campo della comunicazione e della formazione.
Il progetto Non Scado, promosso da Legambiente Ragusa e da due associazioni cattoliche locali Vo.Cri e Mecca Melchita, ha come obiettivo la riduzione degli sprechi alimentari e la lotta alle sacche di nuova povertà attraverso la distribuzione degli alimenti e beni recuperati dalla distruzione alle famiglie indigenti di Ragusa e provincia. Il progetto prevede l’inserimento dei migranti richiedenti asilo alle attività di recupero in campo delle eccedenze agricole, soprattutto biologiche, non commercializzabili per difetti vari, il recupero dei prodotti alimentari non commercializzabili proveniente dal piccolo commercio e dalla GDO e la loro distribuzione.

Sul podio anche la Piattaforma ecologica della Valle del Dittaino della Morgan's srl, centro comprensoriale dei vari Consorzi di filiera e punto di raccolta della raccolta differenziata dei Comuni dell'ATO Ennaeuno. La Piattaforma, oltre a gestire rifiuti urbani o ad essi assimilati, gestisce rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi derivanti da attività private. Tra queste si annoverano rifiuti da imballaggi derivanti da attività commerciali e rifiuti edili derivanti da processi di demolizione.
Infine, ecco le due Ecostazioni, progetto promosso da Legambiente a Piazza Armerina e a Caltagirone, dove i cittadini possono conferire, volontariamente, carta, cartone, plastica, alluminio, acciaio e vetro, nello spirito della raccolta differenziata di qualità. Materiali ai quali viene assegnato un punteggio e i punti accumulati potranno poi essere "barattati" con generi di prima necessità provenienti da filiere corte, o con acqua dell’ecofonte, direttamente all’interno dell’ecostazione o presso esercizi commerciali convenzionati.

I campioni sono stati premiati con una medaglia realizzata con The Breath, un innovativo tessuto in grado di assorbire e disgregare le molecole inquinanti.

- www.trenoverde.it

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27 febbraio 2017

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