Il Bene e il Male

Qual è il giusto equilibrio nella nostra mente tra bene e male? La rubrica di Fabio Settipani

18 luglio 2016
Il Bene e il Male

TRA IL BENE E IL MALE
Dott. Fabio Settipani, Psicologo - Psicoterapeuta

Qual è il giusto equilibrio nella nostra mente tra bene e male? In natura, il primo elemento in cui si traduce il male è l’aggressività. Essa assume la funzione di difesa dai predatori e difesa della propria specie. L’aggressività è quindi un elemento che consente agli animali (uomo compreso) di salvaguardare la propria esistenza. Nell’uomo organizzato in società, l’aggressività assume anche delle accezioni più sofisticate, come ad esempio, l’affermare il proprio pensiero, i valori, determinati principi morali. Purtroppo, l’aggressività non sempre viene utilizzata a fini benevoli e di salvaguardia di sé o degli altri. Sappiamo bene, sia attraverso i fatti recenti, aimè alquanto frequenti, sia attraverso ciò che ci perviene dalla storia, che il male può assumere in un uomo un valore sempre più grande, fino a trasformarsi in mera malvagità.

Cosa può indurre un genitore a commettere un infanticidio? Ed un marito a commettere un uxoricidio? Certamente, questa tematica può portarci molto lontano, ma proveremo a sintetizzarne i principi cardine.
Al di là delle motivazioni contingenti, possiamo provare a comprendere cosa accade nel profondo della mente in queste situazioni limite. In ognuno di noi, a partire dalla primissima infanzia, va creandosi un senso del bene e del male. In una condizione normale, il bene ed il male in un individuo camminano sempre insieme al servizio dell’Io.
Cosa fa si che bene e male siano uniti sin dalla prima infanzia? Certamente gli affetti sani, quei legami tra genitori e figli che determinano quello che definiamo un attaccamento sicuro. Un attaccamento sicuro consente al bambino di potersi fidare degli altri, tollerandone i difetti o le frustrazioni. Un attaccamento che vira invece verso stili sempre più insicuri, fino a quello disorganizzato, crea non solo una confusione affettiva nel bambino, ma anche una diffidenza sempre più grande nei confronti degli altri, fino ai pensieri paranoidi, ovvero pensieri a carattere persecutorio.

Inoltre, tutto questo può comportare anche una visione di sé e degli altri frammentata, in cui l’individuo percepisce sia se stesso che gli altri talvolta in maniera estremamente positiva, altre volte in maniera estremamente negativa. "O tutto buono, o tutto cattivo", sembra essere lo slogan inconscio della mente. Tale struttura mentale è caratterizzata dalla scissione, ovvero il bene ed il male non sono più uniti, ma agiscono in maniera del tutto separata l’uno dall’altro. Ciò è tipico delle strutture gravi borderline di personalità, in cui l’io talvolta sente il bisogno di espellere il male interiore tramite anche l’aggressione dell’altro, talaltra dirige il male verso di sé, anche con comportamenti autolesionistici.

Purtroppo, a causa della sempre minore attenzione data alle relazioni profonde, si segnala un aumento delle strutture borderline di personalità.
Il consiglio, specialmente rivolto ai genitori, sorge spontaneo: cerchiamo di dedicare il più possibile cure e amore ai nostri figli, evitando almeno i forti conflitti in loro presenza, ricordando di porre sempre al primo posto la nostra relazione con essi. Lo sviluppo mentale nei bambini e negli adolescenti attraversa delle fasi delicatissime che vanno tutelate ed accompagnate dagli adulti con estrema attenzione e dedizione.

- www.studiosettipani.it

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18 luglio 2016

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