Il legame "nascosto" tra Idratazione e vie respiratorie

Mamme e papà, attenzione: i bimbi che bevono poco soffrono di tosse quasi il doppio degli altri

06 ottobre 2017
Il legame nascosto tra Idratazione e vie respiratorie

La salute respiratoria dei più piccoli è influenzata dalla quantità di acqua che bevono quotidianamente: i bambini che bevono poco soffrono di tosse il doppio di quelli che invece seguono questa buona abitudine.
È quanto emerge da un recente studio realizzato dall’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse (AIST).
Una relazione, quella tra disidratazione e vie respiratorie ancora poco nota e sottovalutata che, per la prima volta, trova una conferma scientifica grazie a questa indagine, in corso di pubblicazione su un’importante rivista internazionale.
Lo studio - condotto su 400 ragazzi di età compresa fra 6 e 14 anni di una scuola di Bologna - ha innanzitutto confermato che i bambini italiani bevono poco: oltre il 60% dei partecipanti è risultato infatti disidratato. Anche la tosse è risultata essere un sintomo estremamente frequente interessando il 90% degli scolari fra i 6 e i 14 anni. Mettendo in relazione i dati, è emerso che i bambini che bevono poco vanno incontro ad episodi di tosse più frequenti e di maggior durata (il 90% bambini disidratati si ammala di tosse nel corso dell’anno VS il 52% dei "normo idratatati"). Una corretta idratazione ha dimostrato di avere un effetto positivo anche sui bimbi che soffrono di asma consentendo loro di avere meno episodi acuti (7% bimbi ben idratati VS 26% disidratati).

Idratazione e tosse: ecco il legame "nascosto" - I ricercatori che hanno condotto lo studio sono partiti da una serie di precedenti ricerche secondo le quali esiste un legame tra acqua e tosse. Una buona idratazione, in realtà, contribuisce a mantenere sano tutto l’apparato respiratorio proteggendone l’epitelio e favorendo l’attivazione dei naturali meccanismi di difesa (attività mucociliare) che facilitano l’eliminazione del muco1.
Un altro elemento a supporto dei rapporti fra apporto idrico, stato di idratazione e problematiche respiratorie, arriva dal fatto che quando l’organismo è disidratato aumenta la produzione di istamina, sostanza che favorisce l’insorgenza di reazioni allergiche/asmatiche2. L’istamina, infatti, induce broncocostrizione, interferisce con il sistema immunitario, ed interviene anche nella regolazione dell’acqua nel nostro organismo. Ecco perché i problemi respiratori quali asma, allergie, infiammazioni tracheo-bronchiali e tosse possono essere indotti, facilitati ed aggravati dalla disidratazione2.

Acqua e bambini: ecco perché i più piccoli bevono poco e a quali rischi vanno incontro - È noto come l’acqua sia uno dei più importanti principi nutritivi del nostro organismo, i bambini tuttavia bevono poco, sia perché poco sensibili allo stimolo della sete sia perché non sono stati educati a farlo(1-2). Nella maggior parte dei casi, sono gli stessi genitori a non essere consapevoli dell’importanza di una buona idratazione dei loro figli.
È bene ricordare come la disidratazione sia uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero la differenza tra acqua assunta e l’acqua persa è negativo6. Nel bambino la disidratazione determina in prima istanza una riduzione del rendimento psico-fisico(7-8) fino ad arrivare a deficit di attenzione9 e di memoria a breve termine10, che possono influenzare negativamente il rendimento scolastico.

Quanto devono bere i bambini? - I genitori si trovano ad affrontare una vera e propria lacuna informativa rispetto a quanto debbano bere i più piccoli. Facciamo quindi chiarezza su quale sia il loro fabbisogno di acqua. Se per i primi sei mesi di vita l’allattamento al seno soddisfa le necessità idriche del neonato, il fabbisogno nelle età successive è il seguente: dai 6 mesi ai 3 anni 600-900 ml/die; in età scolare fino a circa 1100 ml/die; in età adolescenziale 1500-2000 ml/die.
In generale, è importante sapere - e questo vale per grandi e piccini - che il corpo umano non immagazzina l'acqua. Quindi la quantità che si perde ogni giorno deve essere ripristinata per garantire il corretto funzionamento del corpo.
In conclusione, la regola generale ma sempre valida da tenere a mente per preservare la salute del proprio bambino è garantirgli una corretta idratazione e che la quantità e la qualità dell’acqua assunta dal bambino dipendono dall’età, dalle condizioni di salute, dal regime alimentare, dall’attività fisica svolta, dalla temperatura e dal tasso di umidità ambientale11.

Bibliografia
1.
Kalhoff H. Mild dehydration: a risk factor of broncho-pulmonary disorders? Eur J Clin Nutr. 2003;57(S2):S81–7.
2. Healthy beginnings, Chronic Dehydration part 10-It triggers breathing problems. June 1, 2013
Bar-David Y, Urkin J, Kozminsky E. The effect of voluntary dehydration on cognitive functions of elementary school children. Acta Paediatr. 2005 Nov;94(11):1667-73
6. Diggins KC. Treatment of mild to moderate dehydration in children with oral rehydration therapy. J Am Acad Nurse Pract. 2008 Aug;20(8):402–6.
7. BAR-DAVID, Y., URKIN, J. and KOZMINSKY, E. (2005), The effect of voluntary dehydration on cognitive functions of elementary school children. Acta Pædiatrica, 94: 1667–1673.
8. Cian C, Barraud PA, Melin B, Raphel C. Effects of fluid ingestion on cognitive function after heat stress or exercise-induced dehydration. Int J Psychophysiol. 2001 Nov;42(3):243–51.
9. Edmonds CJ, Burford D. Should children drink more water?: the effects of drinking water on cognition in children. Appetite. 2009 Jun;52(3):776-9.
10. Andrew Carlton, Robin Marc Orr, The effects of fluid loss on physical performance: A critical review, Journal of Sport and Health Science,4(4):357-363,
11. "Acqua in età pediatrica, le 10 cose da sapere", SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

- Osservatorio Sanpellegrino - Hydrationlab

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06 ottobre 2017

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