Il vino più antico del mondo è siciliano

Risale a prima dell’Età del Rame e i suoi residui sono stati ritrovati in una grotta vicino Agrigento

27 settembre 2018
Il vino più antico del mondo è siciliano

Manco a dirlo il vino italiano più antico del mondo è siciliano. Ha quasi 6.000 anni e i suoi residui sono stati individuati in una grande giara dell'Età del Rame rinvenuta nel 2017 in una grotta vicino Agrigento da un gruppo internazionale di ricerca.

Le giare dentro la grotta di Monte Kronio

Il gruppo è stato coordinato dall'archeologo Davide Tanasi dell'Università della Florida Meridionale, a cui hanno preso parte anche il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l'Università di Catania e gli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. La scoperta, pubblicata alla fine dell'estate estate su Microchemical Journal, dimostra che la viticoltura e la produzione di vino in Italia non sono cominciate nell'Età del Bronzo, come ipotizzato finora, ma oltre 2.000 anni prima.

Monte Kronio (o Monte San Calogero)

A confermarlo sono i residui chimici rimasti dentro alcune giare trovate in una grotta del Monte Kronio e risalente agli inizi del IV millennio avanti Cristo: la terracotta, non smaltata, ha conservato tracce di acido tartarico e del suo sale di sodio, sostanze che si trovano naturalmente negli acini d'uva e nel processo di vinificazione. È molto raro che si riesca a determinare la composizione esatta di tali residui, perché per farlo è necessario che il vasellame sia estratto completamente intatto.

La scoperta dimostra che la viticoltura e la produzione di vino in Italia non sono cominciate nell'Età del Bronzo, come ipotizzato finora, ma oltre 2.000 anni prima...

"Diversamente dalle scoperte precedenti che si limitavano a semi di vite, e che attestavano la sola pratica della viticoltura per l’Età del Bronzo, la nostra ricerca ha invece identificato la produzione del vino vera e propria, collocabile in un periodo molto più antico come l’Età del Rame" ha spiegato il professor Tanasi, archeologo siciliano "fuggito" in America ("dove ho trovato i fondi per le mie ricerche" ha detto).

La fase successiva dello studio sul Microchemical Journal sarà quella di "comprendere la dieta, il commercio e le abitudini culinarie dell’Italia di allora" e, se ci riusciranno, "stabilire anche se quel vino fosse bianco o rosso".

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27 settembre 2018

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