Inquinamento domestico: palermitani preoccupati e poco informati

Il 78% dei palermitani ammette di saperne poco o nulla. Tra le minacce più temute, le sostanze nocive nell'aria e le fughe di gas

08 novembre 2017
Inquinamento domestico: palermitani preoccupati e poco informati

Non bastava l'inquinamento dell'ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L'Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l'apparato respiratorio.
Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili.

E a Palermo? Come nel resto d'Italia, anche qui l'informazione è poca: come emerge dall'ultima ricerca1 effettuata dall'Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell'Automobile Club d'Italia, il 47% dei palermitani ammette di averne una conoscenza limitata e quasi uno su due (41%) ne ignora del tutto l'esistenza.
Tra le minacce domestiche più temute dai palermitani, si collocano ai primi posti le fughe di gas (63%), la presenza di sostanze nocive nell'aria (61%) e i campi elettromagnetici (51%). Preoccupa anche l'inquinamento dell'acqua (47%), mentre il 35% dei palermitani si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all'inquinamento domestico? Secondo gli intervistati del capoluogo siciliano, un approccio "fai da te" può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (63%) e curandone l'igiene e la pulizia (57%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 47% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.
Meno numerosi, invece, i palermitani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l'aria (26%), o acquistando un depuratore dell'acqua (35%). Quanto all'acqua potabile di casa, se il 31% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 69% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 65% dei palermitani. Come? Il 28% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 33% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 4% richiederebbe l'intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età, sesso ed area geografica.

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08 novembre 2017

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