Inventarsi un lavoro (redditizio) grazie alle nuove tecnologie

I giovani sviluppatori spiegano il loro successo: il boom del settore fa da traino ai servizi digitali

28 aprile 2017
Inventarsi un lavoro (redditizio) grazie alle nuove tecnologie

[Articolo di Isabella Napoli - Trova Lavoro-Repubblica/Palermo.it] - Dalla app per le future mamme con oltre 3 milioni di utenti a quelle legate al settore turistico, trainate anche dal boom di visitatori registrato in Sicilia, come quella sui viaggi "personalizzati" vincitrice di un bando da 1 milione e 200 mila euro.
Nella corsa all’idea vincente, giovani siciliani, quasi tutti tra i 30 e 40 anni, sperimentano le nuove tecnologie digitali per inventarsi un lavoro, che può diventare molto redditizio. Come testimonia l’esperienza dei fratelli Pippo e Riccardo Fertitta, palermitani, un passato di informatori medici e oggi alla guida della Ob Science. I Fertitta hanno lanciato sul mercato nel 2012 la app iMamma, che offre la possibilità di monitorare il periodo fertile ed il progresso della gravidanza dal proprio iPhone o iPad. «Abbiamo puntato su una app che si può scaricare gratuitamente - spiega Pippo, 41 anni - e abbiamo stipulato contratti annuali con big sponsor come Mellin, Nestlè e Pfizer che pubblicizzano i loro prodotti nei banner della app. Siamo partiti con un budget di 10 mila euro, e ci siamo affidati a sviluppatori esterni, investendo fino a 90 mila euro. Nel 2015 abbiamo aperto la società, una srl che oggi impiega 7 persone. Il nostro fatturato è di circa 400 mila euro l’anno».

Sono oltre 100 mila gli utenti di Ganiza, l’app gratuita che semplifica le uscite in comitiva, organizzando il tempo libero in pochi minuti da un’idea di Francesco Marino, Valentino Romano, e Daniele Virgilito, tre catanesi, tra i 26 e i 40 anni, che hanno messo a frutto le loro lauree in economia, informatica e linguistica. L’app ha vinto il grant di impresa da 25 mila euro del programma Tim Working Capital nel 2015 ed è stata una delle applicazioni di Tim2go, il "tablet sharing" ufficiale di Expo Milano 2015. Una scalata che parte dalla ricerca degli sponsor. «Dopo avere chiuso il nostro primo round d’investimento con la Sistema Investimenti S.p.a. - spiegano i fondatori - stiamo cercando nuovi partner che ci aiutino a fare crescere l’applicazione».
Ha vinto il bando di Invitalia da un milione e 200 mila euro a novembre scorso, la app Tripoow da un’idea del napoletano Salvatore Ambrosino con il socio catanese Sergio Serafini. I due hanno fondato una srl con sede a Catania. «L’app multipiattaforma - spiegano i creatori - consente di trovare le migliori offerte sul mercato per le tutte destinazioni possibili basandosi sul budget che si intende spendere. Per differenziarci dalla concorrenza, abbiamo fatto un accurato business plan e studiato il mercato delle app sui viaggi».

Ci sono anche le difficoltà, come racconta Davide Leone, collaboratore di Clac, l’associazione palermitana che ha lanciato nel dicembre 2015 la app Crezi Kit, vincitrice di un bando della Fondazione Telecom Italia. L’applicazione offre una mappatura geo-referenziata delle botteghe del centro storico di Palermo. «Il progetto ha avuto un costo di circa 30 mila euro - spiega Leone - è un bel prodotto che però non ha avuto un aggiornamento ulteriore perché non abbiamo avuto sponsorizzazioni dagli artigiani locali».
E c’è chi punta sugli "open data", per abbattere i costi. Così, l’app Open Tour, da un’idea dell’associazione non profit Push, permette di creare itinerari turistici su misura sfruttando i dati liberamente accessibili a tutti. «È un progetto per la creazione e diffusione di set di dati aperti relativi ai siti turistici - spiega Domenico Schillaci, uno dei fondatori di Push - per i comuni italiani, punteremo ad un protocollo d’intesa con l’Anci».
Da poco disponibile per dispositivi Android e Ios, la app "Madonie Holidays", consente di scoprire i tesori naturalistici, culturali e le eccellenze gastronomiche delle Madonie. L’iniziativa è della società Abiturism, che ha come maggiore azionista il Comune di Caltavuturo e ottanta soci privati. «Abbiamo sviluppato l’idea - spiega Giuseppe Spinosa di Abiturism - in tandem con un’azienda di Como. Il costo è stato di circa 5 mila euro».

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28 aprile 2017

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