L'arte dell'abitare nel secolo dei lumi

L'analisi del concetto di qualità della vita nel libro dell'antropologa Rita Cedrini

08 aprile 2002

Uno dei tanti mutamenti che il XVIII secolo porta con se è il concetto di qualità della vita, valido per tutti, compreso per le classi meno abbienti.

Ne parla diffusamente l'antropologa Rita Cedrini nel suo libro "Spazi abitativi e vita quotidiana nelle dimore siciliane del XVIII secolo" (Scientific Book).

"Il periodo dei cambiamenti - spiega la Cedrini - nella vita quotidiana e nelle dimore siciliane del XVIII secolo - inizia già nel '600, ma allora non esisteva un progetto per la povera gente: solo più tardi delle risorse vengono destinate per la costruzione di Villa Giulia (a Palermo n.d.r.), il primo giardino pubblico per il popolo, e le prime biblioteche pubbliche, che rimangono aperte un paio di volte alla settimana con i fondi dei nobili".

Il XVIII sec, è il secolo dei palazzi e delle ville, per un maggiore contatto con la natura...
"[…] C'è voglia di attrezzare le città: il fermento edificatorio è notevole sia nella Sicilia occidentale, sede del viceregno, sia in quella orientale, per la ricostruzione successiva al terremoto del 1693. Un fermento che dà lavoro a chi costruisce, a chi arreda, a chi abbellisce.
Il palazzo sarà sempre un grande cantiere, un universo variegato dove si muovono il tappezziere, il sarto, il frangiaio. E la stessa servitù ha mansioni ben precise e una sua specificità […] Gli ambienti tutti diventano più confortevoli, in un periodo in cui è forte e sentito il concetto del rappresentare e del rappresentarsi ".
 

E' anche il secolo nel quale si sviluppa e razionalizza la correlazione tra organizzazione degli spazi e l'organizzazione sociale: "[...] Ci sono spazi per la rappresentanza, i "cameroni", come venivano chiamati allora, e poi stanze una dietro l'altra. Si parte dalla sala dell'accoglienza, dove chi aspetta può ammirare i possedimenti dei padroni di casa. O gli dei dell'Olimpo che, dall'alto dei sopraporte, intimoriscono e evidenziano il peso economico e il prestigio sociale del casato. Stanza dopo stanza si arriva al salone delle feste e alla camera da letto dove la puerpera accoglie i componenti della società, quasi a confermare, in anni in cui è alto il numero delle nascite illegittime, l'accettazione di quel frutto d'amore".

E' poi il secolo dell'esprit de finesse, l'epoca del gentiluomo attento alla cultura filosofico-scientifica e all'arredamento: il secolo dell'Aestethica:
"In questo secolo, che sfocia nella rivoluzione francese, si scopre l'arte della conversazione e le poltrone si possono spostare per facilitarla. Si scoprono la cinesica e la prossemica, le dimore hanno un teatro dove il padrone di casa intrattiene gli ospiti con spettacoli di mimo".

E' il secolo della nascita delle città barocche dopo il terremoto del 1693, che si lega ad una forte voglia di rinascita generale:
"Sono gli uomini a dare valore alle pietre anche se a causa di uomini che non hanno attribuito valore alle pietre abbiamo perso una parte del nostro patrimonio. Negli ultimi tempi si sono compiuti scempi incredibili, distruggendo pezzi che erano riusciti ad arrivare fino a noi superando terremoti e guerre […] Concordo con Consolo sulla teoria delle catastrofi: quella distruzione provocata dal sisma produce […] la necessità di costruire in fretta portando a prendere in prestito un modulo, magari obsoleto, che lascia uno spaccato come se il tempo si fosse fermato. Il terremoto opera un distinguo architettonico, dividendo artisticamente la Sicilia occidentale, con un patrimonio legato agli arabi e alle testimonianze spagnole settecentesche, da quella orientale in cui il barocco esprime il meglio di s‚, grazie alla maestria degli artigiani".

"Il nostro ritardo può trasformarsi in elemento positivo perché‚ è possibile evitare errori commessi in altri risanamenti. Abbiamo centri storici tra i più importanti d'Europa: ciò che il tempo ha preservato va tutelato ma quanto non testimonia più se stesso, perché‚ sconvolto da superfetazioni o altro, va rivisto in termini di contemporaneità: noi viviamo nel presente, proiettati nel futuro senza rinnegare il nostro passato. E Palermo è una città assetata di spazi per rendere visibili alcuni importanti pezzi museali che giacciono nei sottoscala".

Rita Cedrini
Spazi abitativi e vita quotidiana
nelle dimore siciliane del XVIII secolo
Scientific Book

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08 aprile 2002

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