L'ascesa al potere della signoria chiaromontana e la Sicilia del Trecento

A Palazzo Steri una preziosa mostra conseguente al restauro del tetto ligneo della Sala dei Baroni

24 ottobre 2019
L'ascesa al potere della signoria chiaromontana e la Sicilia del Trecento
  • La mostra "Chiaromonte - Lusso, prestigio, politica e guerra nella Sicilia del Trecento - Un restauro verso il futuro" è allestita nelle sale del Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61 - Palermo) e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 fino al 6 gennaio 2020 (ingresso libero)

L'occasione privilegiata del restauro del soffitto dipinto della Sala dei Baroni di Palazzo Chiaramonte-Steri, a Palermo, ha dato l'avvio alla realizzazione di una mostra che tende a valorizzare l'opera e il complesso monumentale in cui è inserita.

Il tetto ligneo della Sala dei Baroni di Palazzo Steri

La scelta del sito è oltremodo significativa non solo perché attuale sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, ma perché dimora sontuosa e prestigiosa di Manfredi [III] Chiaromonte, conte di Modica e Signore di Palermo e Agrigento, esponente di una delle quattro famiglie vicarie della regina Maria di Sicilia (o di Trinacria), insieme ad Artale Alagona conte di MistrettaFrancesco [II] Ventimiglia conte di Geraci e Guglielmo Peralta conte di Caltabellotta.

Entrata Palazzo Chiaramonte-Steri - ph SEIER + SEIER
Foto di SEIER + SEIER - Entrata di Palazzo Steri, Palermo. Carlo Scarpa, 1973-1978 - Flickr.com, CC BY 2.0

L'esposizione è organizzata dall'Università degli Studi di Palermo per esplicita volontà del Rettore Fabrizio Micari con il Sistema Museale di Ateneo, diretto da Paolo Inglese, e l'Area Tecnica di Ateneo, diretta da Antonio Sorce, il quale ha anche curato l'allestimento insieme al Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo arch. Lina Bellanca e al prof. Marco Rosario Nobile. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 fino al 6 gennaio 2020 (ingresso libero).

Alcuni dei pezzi in mostra. Da sinistra: "Madonna dell’Umiltà", "Reliquiario del capo del Beato Gerlando Alemanna" e "Reliquiario del capo di Sant'Orsola".

La mostra "Chiaromonte - Lusso, prestigio, politica e guerra nella Sicilia del Trecento - Un restauro verso il futuro" racconta, attraverso una serie di opere originali dei più svariati materiali e tecniche, riproduzioni e filmati, l'ascesa al potere della signoria chiaromontana, che, con le sue strategie politiche e le committenze architettoniche e artistiche, caratterizza il Trecento siciliano.

Palazzo Chiaramonte-Steri - ph Dedda71
Foto di Dedda71 - Opera propriaCC BY-SA 3.0

Nella percezione comune e collettiva, infatti, essa coincide con la nascita e l'affermazione di un baronaggio isolano che compete, entra in conflitto e si confronta con la Corona. Una narrazione che, con profili differenti e il sopraggiungere di altre contingenze storiche e personalità, contraddistingue l'intera vicenda isolana di età tardomedievale e moderna.

Palazzo Chiaramonte-Steri

Nella costruzione di miti identitari (e i Chiaromonte lo testimoniano, a partire dall'invenzione di uno stile "chiaromontano") va tenuta sempre più in considerazione la rete di relazioni mediterranee che legano l'arte del Trecento siciliano non esclusivamente alla ingombrante storia normanno-sveva precedente, ma a percorsi mediterranei che toccano le altre grandi isole del Mare Nostrum, Napoli, la Toscana, il Sud della Francia e, naturalmente, la Corona d’Aragona.

Alcuni dei pezzi in mostra. Da sinistra: "Croce astile" d'argento, Calice d'argento" e "Riccio di pastorale detto di Angelo Sinisio" in avoro

La mostra si articola in tre spazi espositivi, di architettura chiaramontana, all'interno del complesso monumentale dello Steri: la chiesa di Sant'Antonio Abate, la Sala delle Armi e la Sala dei Baroni.

Chiesa di Sant'Antonio Abate, Palazzo Steri

Nella chiesa di Sant'Antonio Abate vengono esposte opere di arte sacra del XIV secolo legate alla committenza nobiliare ed ecclesiastica, tra cui emergono il Crocifisso gotico-doloroso, oggi nella Cattedrale di Palermo, donato nel 1311 da Manfredi [I] Chiaramonte, già nella cappella di patronato familiare nella ormai distrutta chiesa di San Nicolò alla Kalsa, e la piccola icona con la Madonna Haghiosorítissa tradizionalmente portata nel 1309 a Palermo dal Beato Atanasio Chiaromonte, fratello di Federico [I], patriarca di Alessandria d’Egitto.

Crocifisso gotico-doloroso

Nello stesso spazio sono esposti codici miniati, dipinti su tavola, croci dipinte e suppellettili liturgiche, da calici a reliquiari, provenienti tra l'altro dalle Arcidiocesi e dalle Diocesi di Palermo, Monreale, Agrigento, Acireale, Caltagirone, Catania, Cefalù, Mazara del Vallo, Messina, Nicosia, Piazza Armerina e dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, dal Museo Archeologico Regionale "A. Salinas", dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana "A. Bombace" e dal Museo Diocesano di Palermo, tutti parte attiva nell’organizzazione dell’iniziativa. Da collezioni pubbliche e private giungono preziose tavolette dipinte nel recto e nel verso, già inserite in gonfaloni processionali, che ricreano l'ambientazione che doveva avere la chiesa con i suoi arredi originali.

Finestra di palazzo Chiaramonte-Steri

Nella Sala delle Armi, passando dal sacro al profano, vengono esposti alcuni campioni esemplificativi delle tavole del celebre soffitto dipinto della Sala dei Baroni, i cui lavori di restauro sono stati diretti dall'arch. Costanza Conti, e viene imbandita una suggestiva tavola con ceramiche e vetri originali dell'epoca custoditi nei depositi del Museo Salinas, già recuperati in occasione di precedenti scavi nel sito.

Cassetta reliquiaria di San Martino

Alla raffinatezza di questi ultimi viene affiancata e contrapposta la semplicità delle stoviglie coeve di uso comune. Rari cofanetti in avorio, legno dorato e pastiglia, capitelli e frammenti architettonici, manoscritti letterari e documenti in pergamena e carta, provenienti da diversi archivi e biblioteche dell'Isola, disegni e incisioni, completano l'allestimento della Sala.

Particolare del tetto ligneo della Sala dei Baroni

Nella stessa sala, non mancano spazi dedicati alla documentazione dei restauri storici, e di quello attuale, del soffitto della Sala dei Baroni, con un esempio della sua ricostruzione in 3D, realizzata dal prof. Fabrizio Agnello. Un altro video presenta le emergenze architettoniche chiaramontane ancora visibili in Sicilia. Per l'occasione, inoltre, è stato realizzato un plastico che presenta uno spaccato dello Steri nella sua configurazione trecentesca.

Foto di Benjamín Núñez González
Foto di Benjamín Núñez González - Opera propria, CC BY-SA 4.0

I visitatori potranno godere negli ambienti dedicati alla mostra dell'ascolto di brani musicali del Trecento, sacri e profani. Alcuni dei brani sacri gregoriani, tratti dai manoscritti esposti nella chiesa di S. Antonio Abate, sono stati incisi per l'occasione ed eseguiti dal coro Cum iubilo di Monreale.

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24 ottobre 2019

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