L’inizio della scuola è il momento ideale per far controllare la vista ai propri figli

Ottobre mese della vista. I consigli della Commissione Difesa Vista per riconoscere i vari tipi di problemi

28 settembre 2016
L’inizio della scuola è il momento ideale per far controllare la vista ai propri figli

Ottobre è il mese della vista, un’occasione di prevenzione assai utile. Per migliorare la qualità della vista degli italiani, Federottica e Albo degli Ottici Optometristi da anni promuovono una campagna professionale di servizio al pubblico, denominata Ottobre mese della vista. Dal primo al 31 ottobre, infatti, diverse migliaia di ottici optometristi offrono in tutt’Italia la possibilità di sottoporsi a un controllo gratuito della vista, mettendo la propria professionalità al servizio del pubblico.

La prima campanella dell’anno è già suonata e milioni di studenti hanno preso posto tra i banchi, con i loro libri cartacei ed elettronici, tablet e computer. Stanno per entrare nel vivo delle lezioni e questo è un buon momento per far controllare loro la vista. Soprattutto ai più piccoli, che stanno per aprire i quaderni per la prima volta.
Ma portare i figli dall’oculista è un’abitudine che la maggior parte dei genitori italiani non ha, stando a un’indagine della Commissione Difesa Vista (Cdv): circa il 70%, infatti, pensa che la visita oculistica "non sia strettamente necessaria".
"Forse ancora non si comprende che c’è un rapporto diretto tra il vedere bene e i voti in pagella, perché la visione influenza l’apprendimento, l’attenzione e la postura. Quest’ultima, infatti, è un buon campanello d’allarme per i difetti della vista", fa notare Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Cdv.

Ci sono altri numeri che potrebbero far cambiare idea ai genitori: da controlli effettuati dalla Commissione lo scorso anno su 650 bambini e ragazzi (tra i 18 mesi e i 16 anni, con un’età media di sei anni e mezzo), sono stati evidenziati problemi alla vista nel 26% dei casi. Di questi, il 33% è risultato essere ipermetrope, il 16% astigmatico, il 10% miope. Eppure, il 60% di tutti i bambini visitati non era mai stato dall’oculista.
"Le visite in età scolare sono importanti, e diventano necessarie soprattutto se uno dei genitori o dei nonni ha un difetto della vista", spiega ancora Loperfido: "Miopia, astigmatismo e ipermetropia, per esempio, possono essere ereditati. Può accadere che lo siano anche in un occhio solo, cosa che rende ancora più difficile per un genitore scoprire il problema".

Ecco un elenco dei principali difetti della vista e alcuni indizi, molto sintetici, per riconoscerli:
IPERMETROPIA - È un problema della vista per cui gli oggetti vicini appaiono sfocati. I piccoli ipermetropi accusano spesso mal di testa e non di rado sono alunni svogliati. Questo accade perché gli occhi non sono in grado di sostenere lo sforzo accomodativo: tipicamente, i bambini alternano momenti di rapidità nella lettura e nello studio a momenti di lentezza. L’acuirsi del problema varia anche in base al tipo di illuminazione. Altri campanelli d’allarme possono essere la fotofobia, la lacrimazione e il bruciore.
Postura caratteristica: il bambino tende ad allontanare i testi. Se si avvicina, infatti, accusa i sintomi descritti

MIOPIA - È un difetto della vista per cui, progressivamente, non si riesce a mettere a fuoco gli oggetti lontani. Per limitare la sfocatura, i miopi tendono a strizzare gli occhi.
Postura caratteristica: il bambino si incurva sui testi o si avvicina agli schermi, assumendo una posizione scorretta per la schiena.

ASTIGMATISMO - Nell’astigmatismo la cornea non è sferica, ma assomiglia più a un pallone da rugby. È un po’ come guardare il mondo attraverso un bicchiere o un vetro curvo. Un astigmatismo lieve può causare mal di testa e stanchezza; se la forma è grave, si ha una visione sfocata a ogni distanza. L’astigmatismo può trovarsi anche associato con la miopia o con l’ipermetropia.
Postura caratteristica: il bambino tende a posizionare libri e quaderni in obliquo, o ad assumere posizione "storte" rispetto al foglio.

AMBLIOPIA - Noto anche come "occhio pigro", questo disturbo dipende dal cattivo sviluppo della visione in un occhio solo. È un difetto abbastanza diffuso: ne soffre circa il 2-3% dei bambini di età inferiore ai 5 anni. I migliori risultati terapeutici si ottengono praticando l’occlusione dell’occhio che vede bene entro i primi 10 anni di vita. Postura caratteristica: a volte i bambini tendono a piegare leggermente la testa da un lato.

STRABISMO - I movimenti oculari sono governati da muscoli che permettono la sincronia: le immagini si riproducono nei due occhi simultaneamente, determinando una visione unica sull’area visiva cerebrale. Ma se un muscolo funziona in modo anomalo si ha il cosiddetto "occhietto storto", e si può perdere parzialmente o totalmente la capacità di fusione delle immagini. Nei primi 4-6 mesi di vita uno strabismo non costante può essere normale. Se il difetto prosegue o in caso di dubbi è invece necessaria una visita oculistica anche nei primissimi anni di vita.

OCCHIO ALLA LUCE BLU - Tra lavagne multimediali, tablet e computer, le condizioni di affaticamento della vista aumentano anche a scuola: gli schermi, infatti, emettono una particolare frequenza di luce - la luce blu - che può stancare molto gli occhi. Per gli studenti in erba, in cui il cristallino e la cornea sono ancora in formazione, esistono gli occhiali con le lenti antiriflesso e "anti luce blu-viola", in grado di eliminare questa frequenza.

[Fonte: piuvista.com]

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28 settembre 2016

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