Le città alla sfida del clima

Dal Report di Legambiente: "La Sicilia è tra le regioni più colpite dalle alluvioni e le trombe d'aria"

01 giugno 2017
Le città alla sfida del clima

Negli ultimi 17 anni, sono 126 i comuni italiani in cui si sono verificati impatti rilevanti per 242 fenomeni meteorologici estremi che hanno colpito l'Italia, provocando danni al territorio e effetti diretti e indiretti sulla salute dei cittadini.
Questo il bilancio nel report di Legambiente "Le città alla sfida del clima" in cui si parla essenzialmente di come i cambiamenti climatici (alluvioni, piogge estreme, violente nevicate, lunghi periodi di siccità e ondate di calore) causino danni al territorio e alla salute dei cittadini.
Tra le grandi città, Roma negli ultimi sette anni ha registrato 17 episodi di allagamento intenso. Tra le regioni più colpite dalle alluvioni e le trombe d'aria c'è la Sicilia (con più di 25 eventi).

Legambiente ha lanciato anche la mappa del rischio climatico, pubblicata sull'osservatorio on line cittaclima.it. Secondo la ong, chi ne soffre di più sono proprio "le grandi città", che hanno 'pagato' con 98 casi di danni alle infrastrutture, 56 giorni di stop di autobus e metro, 55 giorni di blackout elettrici. Ma soprattutto con oltre 145 vittime e oltre 40 mila persone evacuate.
Da tenere in considerazione anche le ondate di calore: nel 2015 hanno causato 2.754 morti tra gli over 65 in 21 città italiane, oltre a danni gravi alla produzione agricola e ittica.
Legambiente, a pochi giorni dalla chiusura del G7 di Taormina, è "tornata a ribadire l'urgenza di rispettare gli accordi sul clima di Parigi e di concretizzare la lotta ai cambiamenti climatici, con interventi rapidi e politiche di adattamento a partire dai grandi centri urbani".
Secondo Legambiente "le città non possono essere più lasciate sole. Cambia il clima e devono cambiare le politiche, bisogna approvare il Piano nazionale di adattamento, che deve diventare il riferimento per la messa in sicurezza, e intensificare le attività di prevenzione".

Tutto questo tenendo presente la 'fragilità' del suolo dell'Italia con "un elevato rischio idrogeologico" tanto che "7.145 Comuni (l'88%)" hanno almeno un'area a "elevato rischio idrogeologico", con "oltre 7 milioni di italiani" esposti. Legambiente ha proposto per questo un decalogo di interventi ad hoc per le città: tra questi, oltre al Piano sopracitato, piani per il clima per le città più a rischio, monitoraggio degli impatti sanitari, regia unica per intervenire sulla costa, pensare all'adattamento nella progettazione delle infrastrutture, avviare una politica di delocalizzazione. Tra i buoni esempi da ripetere, Legambiente cita per esempio Copenaghen, Monaco, Rotterdam, Milano (con Piazza Gae Aulenti) e Modena (con Piazza Roma).

Estratto dal report "Le città alla sfida del clima": Catania e il territorio siciliano
"Nell’ultimo anno la regione più colpita da alluvioni e trombe d’aria è stata senza dubbio la Sicilia che negli ultimi sette anni conta più di 25 eventi concentrati nel territorio siciliano. Il 70% dei paesi siciliani e a rischio e le amministrazioni ancora non sembrano aver posto le tematiche della prevenzione di alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro.
Dai dati di Ecosistema a rischio 2016 emerge che Il primato di provincia più fragile va a Caltanissetta con l’86% dei comuni classificati a rischio, seguono Messina, con l’84% dei comuni, e Agrigento e Trapani, entrambe con il 79% delle municipalità esposte al pericolo di frane e alluvione. Il 90% dei comuni ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, il 54% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 67% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali. Ancora, nel 29% dei casi sono presenti in zone esposte a pericolo anche strutture sensibili, come scuole e ospedali. Si evidenzia dunque una gestione sbagliata del territorio e la scarsa considerazione delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, la mancanza di adeguati sistemi di allertamento e piani di emergenza per mettere in salvo i cittadini, insieme ad un territorio che non è più in grado di ricevere precipitazioni così intense, sono i fattori che trasformato un violento temporale in tragedia. E l’ultima alluvione di gennaio 2017 ne è la prova, registrando molte aree danneggiate ed anche una vittima. Uno tra i paesi più danneggiati è Modica, con un’ondata di fango che ha portato allo stato di calamità e danni per milioni di euro. Molte famiglie sono state fatte sfollare e in molte zone, soprattutto nella zona di via Fontana, dove ci sono stati episodi di blackout elettrico. [...]"

- Il Report di Legambiente "Le città alla sfida del clima" (.pdf)

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01 giugno 2017

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