Malvasia delle Lipari DOC di Tenuta di Castellaro: il "Nettare degli Dei" dalla viticoltura eroica
Un passito delle Eolie, nato tra mare, suoli vulcanici e biodiversità autoctona
In questo articolo scoprirete:
- La vigna affacciata sul mare
- Il rito dell'appassimento al sole
- Profumi mediterranei, freschezza marina
- Tenuta di Castellaro: un progetto nato nel 2005

Vigneti terrazzati che sembrano sfiorare il mare, muretti in pietra lavica e suoli chiari di matrice pomicea: è in questo paesaggio sospeso tra acqua e fuoco che prende vita la Malvasia delle Lipari DOC di Tenuta di Castellaro, nel cuore delle Isole Eolie.
Un vino che non è solo un passito, ma il racconto liquido di un territorio unico, dove la viticoltura è definita "eroica" per le condizioni estreme in cui viene praticata.
La vigna affacciata sul mare

La produzione nasce nella Vigna Cappero, sul versante sud-orientale di Lipari, a pochi metri sul livello del mare. Qui si coltivano i due vitigni simbolo della denominazione: Malvasia delle Lipari (95%) e Corinto Nero (5%).

Un patrimonio recuperato attraverso un attento lavoro di selezione massale (metodo tradizionale di miglioramento genetico e propagazione vegetativa), realizzato anche con il supporto della maison francese Pépinières Guillame, per preservare la biodiversità e mantenere intatto il carattere originario delle uve.
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Il rito dell'appassimento al sole

La vendemmia avviene a mano. Le uve vengono lasciate appassire naturalmente al sole per circa quindici giorni, direttamente in vigna, su tradizionali graticci. È un passaggio fondamentale che concentra aromi e struttura.

«L'obiettivo è preservare equilibrio e precisione aromatica, rispettando l'identità del territorio», spiega Emiliano Falsini, enologo di Tenuta di Castellaro. Dopo una pressatura soffice, il vino affina in bottiglia per almeno 18 mesi.
Profumi mediterranei, freschezza marina

Nel calice, la Malvasia delle Lipari sprigiona profumi intensi di albicocca matura, fichi, sambuco e uva passa, con richiami alla macchia mediterranea.
In bocca sorprende: la dolcezza tipica del passito è bilanciata da una freschezza minerale e da una sapidità marina che rendono il sorso dinamico e mai stucchevole.
È questa combinazione a renderla uno dei vini simbolo della tradizione eoliana.
La Malvasia delle Lipari diventa così non solo un vino dolce, ma un vero "nettare degli Dei" che racchiude il sole, il vento e il mare dell'arcipelago siciliano.
Tenuta di Castellaro: un progetto nato nel 2005

Tenuta di Castellaro nasce nel 2005 per volontà della famiglia Lentsch, affascinata dal paesaggio selvaggio di Lipari. Oggi conta 24 ettari vitati, circa 70mila bottiglie l'anno, una cantina moderna, un wine resort e il recupero del parco geominerario delle Cave di Caolino.
La filosofia è chiara: valorizzare i vitigni autoctoni e produrre vini che siano espressione autentica del territorio vulcanico delle Eolie, seguendo protocolli biologici e vegan.
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