Nell’export dell’olio d’oliva ci supera solo la Spagna

L’Italia continua ad essere uno dei massimi esportatori d’olio d’oliva. Dopo di noi Grecia Portogallo e Tunisia

20 aprile 2017

L’Italia si conferma il secondo paese esportatore di olio d’oliva dopo la Spagna, precedendo con ampio margine gli altri principali esportatori, Grecia, Portogallo e Tunisia (dati Confagricoltura 2009-2016).
Nel 2016, il valore degli scambi internazionali di olio d’oliva si è attestato intorno ai 6,9 miliardi di dollari, 400 milioni di dollari meno dell'anno precedente ma comunque in crescita del 41% confrontando il 2009 con la media dell’ultimo triennio. (tabella 1)

LE QUOTE DI MERCATO - L'Italia si conferma il secondo paese esportatore di olio d’oliva dopo la Spagna, precedendo con ampio margine gli altri principali esportatori, Grecia, Portogallo e Tunisia (tabella 2). Confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, l’Italia ha perduto circa il 12% della propria quota di mercato; la Tunisia ha perduto il 7%; tutti gli altri concorrenti hanno invece incrementato la quota di mercato per valori compresi fra il 4% e il 9%, tranne il Portogallo che ha segnato un forte avanzamento (+78%).
Complessivamente la quota di mercato dei principali paesi esportatori è cresciuta di circa il 4%.

LE QUANTITÀ ESPORTATE - Per quantità esportate, nel 2016, la Spagna precede l’Italia di oltre due volte e mezzo (9,2 contro 3,5 milioni di quintali). Confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, l’incremento della Spagna (+41%) è pressoché doppio di quello dell’Italia (+21%). Anche per questo indicatore il Portogallo segna il valore più alto con +208% (tabella 3).

L’Italia, per far fronte ai consumi interni e all’esportazione, ha importato, nel triennio 2014-2016, olio d’oliva in quantità comprese fra 3,2 e 3,8 milioni di quintali (tabella 4). Nel 2014 e nel 2016 l’esportazione è stata superiore alla produzione nazionale.

IL VALORE DELL’ESPORTAZIONE - Il valore complessivo dell’esportazione di olio d’oliva spagnolo è, nel 2016, circa doppio di quello italiano (tabella 5). E la Spagna, confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, ha registrato un incremento del 55% contro il 25% dell’Italia. Dunque il valore delle esportazioni spagnole è cresciuto di circa 14 punti percentuali più della quantità (55,5% contro 41,4%), mentre questa differenza per l’Italia è di 4,5 punti percentuali (25,1% contro 20,6%). Ciò significa che, nell’intervallo temporale considerato, il prezzo medio all’esportazione dell’olio spagnolo è aumentato più di quello dell’olio italiano.

I PREZZI DI ESPORTAZIONE - Il prezzo medio all’esportazione dell’olio d’oliva italiano è superiore, negli anni considerati, a quello di tutti i concorrenti (tabella 6). Dietro l’Italia si posizionano, nell’ordine, Grecia, Portogallo, Spagna e Tunisia. Ma confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016 vediamo che il prezzo italiano è cresciuto meno (+4%) di quello di Grecia e Tunisia (+18%) e dalla Spagna (+10%). Solo il Portogallo segna un andamento del prezzo negativo (-8%).

La tabella 7 evidenzia come, tranne nel caso del Portogallo, la differenza fra prezzo dell’olio d’oliva esportato dall’Italia (valore 100) e il prezzo dell’olio d’oliva esportato dagli altri Paesi si sia ridotta nell’ultimo triennio rispetto al 2009.

CONCLUSIONI - Nell’ultimo triennio, rispetto al 2009, gli scambi internazionali di olio d’oliva sono cresciuti del 41% attestandosi intorno ai 7 miliardi di dollari. Nel 2016 i principali paesi esportatori (Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e Tunisia) hanno rappresentato una quota di mercato del 96%.
L’Italia è il secondo paese esportatore di olio d’oliva dopo la Spagna e il primo per prezzo medio all’esportazione. Tuttavia la nostra esportazione è sostenuta in misura notevole dall’importazione essendo la produzione nazionale insufficiente a soddisfare il consumo interno e la stessa esportazione. Nel 2014 e nel 2016 la produzione nazionale è stata inferiore all’esportazione. Nel triennio 2014-2016 la quota media di mercato dell’Italia si è attestata intorno al 24% mentre quella della Spagna ha raggiunto il 47%.
Confrontando il prezzo medio all’esportazione dell’ultimo triennio con quello del 2009, si evidenzia per il nostro Paese un incremento sensibilmente inferiore a quello dei concorrenti, con l’esclusione del Portogallo. Nel 2016 il prezzo all’esportazione dell’olio d’oliva italiano è stato superiore del 26% al prezzo medio all’esportazione dei paesi concorrenti.

- www.confagricoltura.it

20 aprile 2017

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