Pantelleria si prepara a diventare la prima "Isola Asinabile" d'Italia
Ad ottobre si terrà la prima edizione di un festival tutto dedicato all'asino pantesco
In questo articolo scoprirete:
- Il Festival Pantelleria Asinabile
- Un asino venuto dal mare
- Un asino dal passo speciale
- Dal rischio estinzione alla rinascita
- Un simbolo da riscoprire
Quando si pensa a Pantelleria vengono in mente il mare blu intenso, i dammusi in pietra lavica e i vigneti del passito. Ma tra i simboli meno conosciuti dell'isola c'è anche lui: l'ASINO PANTESCO, un animale antico, fiero, docile e oggi rarissimo.
E proprio per celebrare il suo legame storico con l'asino, l'Isola di Pantelleria si prepara a diventare la prima "Isola Asinabile" d'Italia. Infatti, dal 5 al 12 ottobre, si terrà la prima edizione del "Festival Pantelleria Asinabile", un evento che punta a valorizzare il ruolo di questo animale, simbolo di fatica, resilienza e, oggi, di riscoperta sociale e terapeutica.

Organizzato dall'Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria in collaborazione con il Comune di Pantelleria, la Regione Siciliana e numerosi partner, il festival è un'iniziativa che va oltre la semplice celebrazione: vuole essere un'occasione per riconnettersi con la natura, promuovere il turismo sostenibile e riscoprire l'importanza dell'asino pantesco.

"Tramite l'asino pantesco riusciremo a riscoprire esperienze di bellezza e grande emotività in modo semplice, circondati dalla meraviglia del paesaggio di Pantelleria - dichiara Italo Cucci, commissario straordinario del Parco -. Prendiamo l'impegno, tramite la celebrazione dell'animale simbolo dell'isola, di far partire da qui un messaggio di positività e bellezza in un periodo storico molto difficile. Sono certo che questo evento lascerà a ciascuno dei partecipanti un grande arricchimento, interiore ecco perché sarà importante esserci".
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Il Festival Pantelleria Asinabile

Con la direzione organizzativa di Massimo Montanari, fondatore dell'asineria didattica «Asini di Reggio Emilia» ed esperto di educazione ambientale, il festival si articola in tre aree tematiche principali, accessibili a residenti e turisti di ogni età:
- Piazza Asinabile (Piazza Cavour): un hub creativo e didattico con stand, laboratori manuali, giochi antichi e un recinto dove interagire e coccolare gli asinelli. Attività come "Asino Lab" e la "Ludonkey" renderanno l'apprendimento divertente per i più piccoli.
- Cammini Asinabili: passeggiate guidate alla scoperta dei tesori naturalistici di Pantelleria, con percorsi che conducono al recinto di Sibà, dimora degli asini panteschi. Un'occasione per esplorare l'isola con una carota in tasca e celebrare il rapporto con questi affascinanti animali.
- Parole d'Asino: un ciclo di convegni, dibattiti e incontri culturali che daranno voce a esperti, scrittori e viaggiatori. Tra gli ospiti, figure di rilievo come Daniele Bigi dell'Università di Bologna e Giuseppe Pace, responsabile del progetto di recupero dell'asino pantesco. Saranno esplorate le potenzialità della pet therapy, l'asino come compagno di viaggio e le storie di chi ha dedicato la propria vita a questi animali.
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Ma, conosciamo meglio l'Asino Pantesco, animale socievole, che desidera la compagnia dei suoi simili e ama quella degli uomini, in particolare quella dei più piccoli…
Un asino venuto dal mare

Senza titolo (asino), 2003 - Opera di Paola Pivi
Le origini dell'asino pantesco si perdono nella notte dei tempi. Si dice che sia arrivato a Pantelleria grazie ai commerci con l'Africa: infatti il pantesco ha tratti che ricordano l'asino selvatico africano. Incrociato con razze siciliane, è diventato un compagno insostituibile per gli isolani.
Piccolo ma robusto, agile e instancabile, era perfetto per i terreni ripidi e sassosi dell'isola. Non a caso era usato per portare pesi, per spostarsi sui sentieri e persino per le gare di velocità che un tempo animavano le feste popolari.
Un asino dal passo speciale

Una curiosità che lo rende unico è il suo modo di camminare: l'asino pantesco ha una naturale predisposizione al passo dell'ambio, un'andatura "laterale" che lo rende stabile anche sui terreni più impervi. Una sorta di trazione naturale, perfetta per affrontare le mulattiere vulcaniche.
Dal rischio estinzione alla rinascita

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la meccanizzazione e l'abbandono delle campagne, la razza è quasi scomparsa. Negli anni '80 rimanevano pochissimi esemplari, e sembrava destinata a sparire, ma, fortunatamente, un progetto di recupero, nel 2019, ha salvato l'asino di Pantelleria: pochi individui superstiti sono stati raccolti e fatti riprodurre con grande cura. Oggi gli asini panteschi sono ancora pochissimi (meno di un centinaio), ma lentamente stanno tornando anche sulla loro isola d'origine.
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Un simbolo da riscoprire

Oggi il pantesco non serve più per trasportare carichi pesanti, ma può avere nuovi ruoli:
Nel turismo lento → trekking con gli asini tra muretti a secco e vigneti.
Nell'educazione ambientale → attività per bambini e scuole.
Nella Pet therapy → grazie al suo carattere docile e curioso.
Ogni volta che un asino pantesco cammina di nuovo tra le contrade dell'isola, non è solo un animale che torna a casa: è un pezzo di storia e identità che rivive.
- Ode allo Scecco (e al suo latte) | Guidasicilia.it


























