Pokémon Go non contempla il rispetto della Memoria

Pikachu e Co. anche nei pressi della stele che ricorda la strage di Capaci

05 agosto 2016
Pokémon Go non contempla il rispetto della Memoria

Dopo aver superato nell'arco di 24 ore (solo negli Usa) app come WhatsApp, Instagram, Snapchat, Messenger e Twitter, Pokémon Go (gioco basato sulla realtà aumentata) si sta facendo sempre più largo nell'esistenza dei vivi: secondo la società Sensor Tower che misura il "consumo" di tempo sul web, la caccia ai mini-mostri giapponesi sugli smartphones ha battuto per coinvolgimento degli utenti perfino Facebook.
Pokémon Go è stato mediamente scaricato 15 milioni di volte dall'Apple Store e da Google Play, anche se, in materia di giochi su cellulare resta ancora indietro a rivali come Candy Crush Saga (43 minuti al giorno contro 33) e il primatista di sempre, Game of War (due ore). La differenza è che Pokémon Go, come dice il nome, si gioca in esterno, tant'è che i "cacciatori di Pokémon" sono bersagliati di avvertimenti da parte delle forze dell'ordine di prestare particolare attenzione per evitare incidenti e a posare il telefonino quando si è al volante di un auto, ad esempio, visto che le cronache hanno già riportato storie di incidenti stradali causati proprio da disattenti automobilisti intenti a catturare un Pikachu piuttosto che uno Staravia.

Insomma, il gioco Niantic-Nintendo, in pochissimo tempo ha fatto parlare di se tantissimo e ha già creato non poche polemiche.
Dopo la scoperta che anche il campo di sterminio nazista di Auschwitz era diventato un luogo di caccia virtuale dei Pokémon, oggi si scopre che anche la stele che ricorda la strage di Capaci è un luogo dove si può scatenare la caccia e la battaglia ai "mostri tascabili". La stele, lungo l'autostrada A29 dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, è diventata una delle palestre virtuali scelte per i combattimenti tra i giocatori.
Una scelta che Maria Falcone, sorella del giudice, ha bollato come "una mancanza di sensibilità abnorme, che è persino difficile da commentare". Perché, ha detto all'AdnKronos, ci sono "luoghi della memoria che sono sacri, simboli per un intera nazione del sacrificio di uomini e donne nella lotta a Cosa nostra. E' assurdo che quel luogo venga utilizzato per un gioco, è una scelta che mi addolora. Chiedo all'azienda di escluderlo e di considerare con la giusta consapevolezza il significato di quella stele".

Sembra difficile che la richiesta di Maria Falcone possa essere accolta dalla società NianticLabs. Infatti, le rimostranze presentate dal museo di Auschwitz-Birkenau, che ha chiesto di escludere la location dal gioco, sono cadute nel nulla rimanendo totalmente inascoltate.

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05 agosto 2016

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