Riunione dei ministri Ue per scongiurare la crisi del settore ittico nel Mediterraneo

I dati di uno studio dimostrano le nefaste conseguenze della sovrapesca nel Mediterraneo

28 marzo 2017
Riunione dei ministri Ue per scongiurare la crisi del settore ittico nel Mediterraneo

I ministri dei paesi del Mediterraneo, i rappresentanti dell'Unione europea e organizzazioni internazionali si incontreranno a Malta nel prossimo fine settimana per affrontare la crisi della pesca nel Mediterraneo.
A seguito di un nuovo studio scientifico che ha dimostrato che la sovrapesca colpisce il 90% degli stock ittici della regione, la fondazione Oceana richiede l’adozione di una serie di misure urgenti durante la conferenza ministeriale, come l’introduzione di limiti di cattura, un controllo maggiore sull’attività di pesca e la protezione delle aree dove i pesci crescono e si riproducono.

Il bacino del Mediterraneo ha subito per decenni un calo delle popolazioni ittiche. La mancanza di impegno politico nell’affrontare la questione, così come l’assenza di limiti di cattura, la pesca illegale dilagante e un controllo insufficiente hanno portato ad una situazione allarmante. Per esempio, le catture alieutiche sono state quasi il triplo rispetto ai limiti raccomandati dagli scienziati. La sovrapesca diffusa ha portato ad un calo del 41% nei grandi predatori, come squali, tonni e pesci spada, e del 34% nei pesci commerciali e non commerciali, oltre a un aumento drammatico delle catture pesci giovani o novellame. Di conseguenza, gli esperti in materia di pesca prediligono un sistema a quote (o TAC) per il Mediterraneo, una misura che Oceana sostiene da tempo, e che è in atto in altri mari.

Nonostante la situazione attuale della regione, uno studio commissionato da Oceana ha rivelato i potenziali guadagni per la pesca nel Mediterraneo, se gestita in modo sostenibile.
"Secondo lo studio scientifico più esaustivo mai realizzato sulla pesca europea, le catture nel Mediterraneo potrebbero aumentare del 200% in alcune aree, se gestite in modo efficace. Incoraggiamo fortemente i ministri a prenderne atto e ad agire in favore di questa opportunità, considerando il potenziale aumento di cibo, posti di lavoro e crescita economica. Questa potrebbe essere l'ultima possibilità per salvare le aree di pesca nel Mediterraneo, ma se agiamo oggi, il futuro per il Mediterraneo è promettente", ha dichiarato Lasse Gustavsson, direttore esecutivo per Oceana in Europa.
Oceana, che ha portato avanti campagne volte a una migliore gestione della pesca nel Mediterraneo per più di dieci anni, raccomanda le seguenti misure per garantire il recupero sostenibile delle attività di pesca:
- Impostare i limiti di cattura secondo le migliori raccomandazioni scientifiche disponibili.
- Proteggere le aree marine in cui i pesci crescono e si riproducono.
- Rafforzare i controlli sulle attività di pesca.


ph. Oceana/Keith Ellenbogen ©

La Conferenza ministeriale sulla pesca nel Mediterraneo è la prima che si organizza dal 2003. Al termine della conferenza, i ministri responsabili per la pesca nel Mediterraneo sono tenuti a firmare la "Dichiarazione MedFish4Ever di Malta", un progetto politico e una tabella di marcia per i prossimi 10 anni che ha come obiettivo un migliore controllo dei mari e la gestione sostenibile della pesca nel Mediterraneo. Parteciperanno a questa conferenza di due giorni il commissario europeo per l'Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, Karmenu Vella, i rappresentanti della Presidenza del Consiglio europeo, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), la CGPM e l'ICCAT, oltre a diverse organizzazioni non governative e vari deputati.

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28 marzo 2017

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