Sicilia bellissima ma col "mare illegale"

I dati di Goletta Verde: nell'Isola il 13% delle sanzioni a livello nazionale, solo la Campania ha fatto peggio

14 luglio 2017
Sicilia bellissima ma col mare illegale

Benedetta dalla Natura e premiata dai turisti, la Sicilia è per certo una delle terre più belle al mondo. Purtroppo, a tanta bellezza non corrisponde la giusta attenzione di cui la nostra Isola avrebbe bisogno, e nel mare (elemento assolutamente distintivo e fondamentale) si trovano tutte quelle offese che l’idiozia e la "criminalità" delle persone perpetrano con assurdo sadismo.
I dati dei rilievi fatti dalla Goletta Verde di Legambiente, purtroppo, cozzano con l’aumentata voglia di Sicilia che negli ultimi anni si leggono in sondaggi, studi e classifiche. Di seguito la relazione degli ultimi dati raccolti.

SICILIA AL 2° POSTO PER MARE ILLEGALE - Il deficit depurativo non è una novità in Sicilia e la fotografia scattata da Goletta Verde ne mostra in pieno le criticità: lungo le coste siciliane i tecnici di Legambiente hanno monitorato venticinque punti e ben diciassette di questi presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati.
È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste siciliane dall'equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente.
"Anche quest'anno registriamo dati tutt'altro che positivi lungo le coste siciliane - spiega Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente -. Anche se il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali è nostro dovere evidenziare per l'ennesima volta le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi di questa regione. A pagare al solito sono i cittadini, perché questi ritardi nell'attuazione della direttiva comunitaria hanno portato già a multe salatissime".

L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) fino a che non saranno sanate le irregolarità.
La Sicilia pesa moltissimo in queste procedure di infrazione. Solo considerando la procedura di infrazione del 2014, in questa regione sono coinvolti e sotto accusa ben 171 agglomerati (insieme di comuni con abitanti equivalenti maggiori di 2.000). I 171 agglomerati siciliani rappresentano il 19% di tutti gli agglomerati a livello nazionale coinvolti dalla procedura di infrazione (883 in totale). Gli agglomerati già condannati, invece, sono in totale 54 (un terzo degli agglomerati condannati sommando le due sentenze), tutti con un numero di abitanti equivalenti maggiore a 10.000 che scaricano acque non sufficientemente depurate in aree cosiddette "sensibili".

Non si può certo dire che i bagnanti vengano poi informati a dovere. Anzi, tutt’altro. La cartellonistica in spiaggia è praticamente inesistente in Sicilia, anche se obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: rispetto ai 25 punti campionati, i tecnici di Goletta Verde non hanno avvistato nessuno dei cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in cinque punti rispetto ai venti dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, o è stato disposto il divieto temporaneo alla balneazione, sono presenti cartelli per informare i bagnanti.
Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, viene spesso registrata la presenza di bagnanti nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.
L’assalto al nostro mare e alle nostre coste, insomma, non si ferma.

- www.legambiente.it/golettaverde

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14 luglio 2017

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