Sprechi e squilibri

Carlo Petrini, il papà di Slow Food: "Bisogna educare le persone al valore del cibo"

16 settembre 2016
Sprechi e squilibri

Si produce più cibo di quello necessario, tanto che più del 40% viene gettato via. Ma il paradosso è che nel mondo molte persone soffrono di malnutrizione, mentre un miliardo di individui soffrono di patologie da sovrabbondanza di cibo. La sfida dunque è: azzerare gli sprechi e riequilibrare l'accesso alle risorse. Come? Educando al valore del cibo, partendo dai giovani.
E' questa la ricetta dello sviluppo sostenibile di Carlo Petrini, presidente di Slow Food Internazionale.
Lo spreco di cibo nel mondo "è probabilmente uno dei più grandi paradossi che l'attuale sistema alimentare ci ha portato ad avere" commenta Petrini. Tutta colpa di "politiche miopi della produzione e della distribuzione". Per questo bisogna intervenire subito: ''Dobbiamo moderare i nostri consumi e produrre meglio, dobbiamo cercare di fare in modo che tutti abbiano accesso ad un cibo buono, pulito e giusto''.
Sprechi e squilibri si possono limitare "agendo su diversi fronti. Primo tra tutti l'educazione per i bambini, ma anche per gli adulti". Secondo Petrini, ''bisogna tornare a educare le persone al valore del cibo. Solo così, diffondendone la cultura, si potrà dare a tutti degli strumenti per cambiare il modo in cui mangiamo''.

Quando acquistiamo del cibo "dovremmo avere uno scontrino vero, che ci mostri tutti i costi del prodotto: quando andiamo al supermercato e compriamo qualcosa, noi non stiamo pagando il vero prezzo di quella merce. Stiamo distruggendo il patrimonio di biodiversità del mondo, compromettendo l'ambiente, la fertilità dei suoli e le piccole economie, affamando un miliardo di persone ma di tutti questi costi non ci rendiamo conto".
Il ruolo del consumatore, dunque, è cruciale. La grande distribuzione organizzata "deve iniziare a ripensare il modo in cui si approvvigiona, cercando di incrementare l'utilizzo di risorse locali, ma ricordiamoci che siamo noi a scegliere cosa la distribuzione ci offrirà, siamo noi a influenzare le politiche di acquisto, e quindi di spreco, dei supermercati. Noi consumatori dobbiamo diventare coproduttori e scegliere cosa è meglio per noi e per l'ambiente".
Il presidente di Slow Food Internazionale sottolinea anche un altro dato: ''I soli Stati Uniti d'America spendono 178 miliardi di dollari l'anno per malattie come il diabete di tipo 2, l'obesità e la sindrome metabolica, malattie quindi dettate da uno stile di vita sedentario e dalla sovrabbondanza di cibo. Ecco, se si spendessero gli stessi soldi per l'educazione ai consumi e per la distribuzione delle risorse in maniera equa, probabilmente potremmo fare in modo che questi squilibri vengano limitati".

Lo Slow Food Youth Network, sottolinea Petrini, ''è nato dall'impulso di tanti giovani nel mondo che hanno capito che il mondo deve cambiare rapidamente le sue politiche alimentari e il modo in cui si produce il cibo". Come Slow Food, conclude Petrini, "lottiamo da anni per questi obiettivi ma è fondamentale che anche i giovani possano dire la loro partecipando al dibattito su queste tematiche. La loro generazione sarà chiamata ad agire con forza per coadiuvare il cambiamento e la nostra associazione è in prima linea per aiutarli". [Adnkronos]

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16 settembre 2016

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