Storia e cultura della Birra - parte II

Dai Celti all'Anno Mille... Sette millenni di storia, di usi e consumi della bevanda di Cerere

03 agosto 2017
Storia e cultura della Birra - parte II

Se l'orzo è stato il primo cereale coltivato da un popolo non più nomade, la storia della birra prende avvio con la nascita della civiltà. Da allora sono molte le tappe che hanno segnato la vita di questa bevanda che è (dal latino "bibere") da sempre sinonimo di bere. (clicca qui per leggere la prima parte)

I Celti: il popolo che portò la birra alla guerra - Tra i tifosi della birra all'antica più accaniti, poi, come non annoverare i celti? Nelle loro scorribande dalla Gallia alla Britannia e all'Irlanda, eccoli tracannare corni su corni di birra, prima e dopo la battaglia. Proprio l'Irlanda sembra addirittura nata sotto il segno della birra. Secondo le saghe, il paese conosce la libertà solo quando l'eroe Mag Meld riesce a strappare ai perfidi mostri Fornoriani il segreto della fabbricazione della birra, la bevanda che li rendeva immortali.
Come tutte le tecniche codificate da preservare (ed evolvere), non passa molto che la scienza del far birra trovi rifugio in convento. I monaci cominciano a mettere ordine nella produzione, dettando le norme igieniche e codificando le tecniche. E si deve a loro il primo utilizzo del luppolo come aromatizzante al posto della miriade di altre spezie, bacche, piante officinali o il "gruyt", insieme di vari aromi introdotto in occidente dai Crociati e apprezzato a lungo, specie in nord Europa.

Anno Mille: la produzione diventa industriale - Con l'anno Mille, intanto, inizia la nuova era della birra: la produzione in Nord Europa diventa industriale e in Germania nasce la figura del mastro birraio. Già nel 1376 ad Amburgo i birrai sono 457, divisi nelle due attività "di mare" (esportatori) e "di terra" (gli operatori locali). E dal 1200 in Europa è tutto un legiferare intorno alla birra. Fino al celebre "editto sulla purezza", 1516, cui si deve la codifica definitiva: la birra può esser fatta solo con malto d'orzo, luppolo e acqua.
Il fatto che birra e birrai si diffondano con propulsione inarrestabile, non mette certo fine, però, all'epopea delle birre conventuali. Ancora nel sedicesimo secolo in Francia la birra destinata ai frati viene chiamata "birra dei Padri" mentre quella per le suore, più leggera ma sempre abbondante, è la birra "di convento".
In Germania la birra attraversa tutti gli strati sociali. E la penetrazione è talmente forte che è qui che nascono le "scuole" di maestri birrai, con tanto di "stages" per i produttori. Tra le migliori quella di Monaco, tuttora in attività.

Gli Inglesi si distinguono invece - è il loro sport - per due caratteristiche: la velocissima diffusione delle birrerie, i pub, già migliaia nel 1300, e la strenua resistenza al luppolo, durata a lungo. E a questo punto la popolarità della birra in Europa è così alta e... redditizia, che, a poco a poco, autorità e case regnanti iniziano a tassarla

To be(er) continued... (clicca qui)

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03 agosto 2017

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