visita all'Arco azzurro

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L’Arco Azzurro

Il profilo della costa di Capo Mongerbino evidenzia, da ovest verso est, un controllo strutturale dovuto a fratture strutturali (faglie) con andamento N-S, di epoca plio-quaternaria. Le falesie sono interessate da grotte con due distinte genesi, tettonica e marina. Le grotte di origine marina possono essere ancora in fase di formazione attiva, come la Grotta Azzurra di Mongerbino, o ubicate a quote maggiori, come la Grotta dell’Eremita, in questo caso testimoniano l’antica linea di costa del mare pleistocenico. Devono la loro origine alla lenta azione di erosione del mare, facilitata dalla presenza di linee di debolezza strutturale e dall’azione di dissoluzione delle acque meteoriche di infiltrazione. 
Le grotte di origine tettonica, impostate direttamente su piani di faglia ed ampliate da processi carsici, presentano un notevole sviluppo verticale e nell’area vengono denominate Zubbi. Al crollo della volta di una grotta marina di probabile origine tettonica si deve la genesi dell’Arco Azzurro; che rappresenta ciò che resta di un ambiente di faglia con andamento prevalente N-S, oggi quasi interamente crollato, ma che continua il suo sviluppo nel sottosuolo a circa 8 m s.l.m. in fondo alla piccola insenatura. Naturale monumento di roccia, per anni simbolo pubblicitario di noti cioccolatini, l’Arco Azzurro si trova sulla fascia costiera del territorio di Bagheria in località Mongerbino, Nelle vicinanze il cedimento di un'altra grotta per l'azione dei marosi ha portato alla luce i resti scheletrici di un "Elefante nano" forse Elephas melitensis un animale di piccola taglia che viveva tra Sicilia Sardegna e Malta. (Oggi custodito presso il museo paleontologico dell'Università di Palermo). Questa zona è stata interessata nei decenni passati da una diffusa edificazione prevalentemente di carattere residenziale e turistica; tale sistema spesso abusivo, impedisce, per lunghi tratti, l’accessibilità alla linea costiera e la fruizione per balneazione del corrispondente tratto di mare. L’area in esame ricade all’interno del perimetro del S.I.C. “Rupi di  Catalfano e Capo Zafferano” con vincolo paesaggistico ambientale. L’Arco Azzurro è una struttura rocciosa caratteristica, molto antica come dimostrano i fossili, di Megalodon sp.] risalente al periodo Trias-Lias (circa 200 milioni di anni); ma non unica nella zona, si trova a nord dello sperone roccioso di Capo Mongerbino che chiude il golfo di Palermo a sud est, e rappresenta il residuo della volta di una grotta un tempo sottomarina.”L’Arco Azzurro”, certamente è uno degli scorci più suggestivi della costa siciliana, per la sua particolare collocazione e conformazione riveste un notevole interesse paesaggistico e naturalistico all’interno dell’area protetta. Dal 2011 l’Arco Azzurro è stato iscritto dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nell’inventario Nazionale dei Geositi; il centro dell’arco presenta le seguenti coordinate rilevate con sistema GPS in modalità statica (Sistema WGS 84): Latitudine 38 ° 7 ’ 7,09’’ Longitudine 13 ° 30 ‘ 35,82 ‘’ trattandosi di una passerella naturale sospesa sull’acqua, la struttura dell’Arco Azzurro non si riscontra negli elaborati cartografici ufficiali, ma risulta chiaramente visibile nelle ortofotocarte e nelle foto satellitari all'ambiente, soprattutto in considerazione del fatto che quest'Arco, ha un elevatissimo pregio paesaggistico. Il sito negli anni ’80 è stato oggetto di uno scempio edilizio con la costruzione di uno scheletro-villa in cemento armato (i cosiddetti ecomostri) che deturpava il panorama dell’arco azzurro. Dopo una lunga diatriba, una serie di adempimenti burocratici e vari ricorsi al TAR la struttura viene acquisita al patrimonio comunale e demolita.(https://www.youtube.com/watch?v=DLcoZWaBjZM) Altri fossili di età recente dimostrano l'origine marina di tutta la zona, inglobato nella roccia originaria, un blocco di Calcarenite; si tratta di un bivalve ancora oggi vivente nel Mediterraneo. Questa roccia di origine sedimentaria un tempo veniva estratta e lavorata in 'conci' detti di "Pietra d'Aspra" impiegata in edilizia ed in costruzioni rurali, la cui coltivazione oggi è stata abbandonata.

Dove trovare Agenzie ed enti turistici attorno a Bagheria (PA)