Cura paradontite Catania

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Studio Dentistico Dott. Giuseppe Gisabella
 
 
Piorrea non è un termine normalmente usato dai medici dentisti, che preferiscono invece l'accezione paradontite per indicare l'infiammazione del p (dal greco parà, intorno e odos, dente), la struttura a strati che circonda il dente.
 
 
La presenza di placca e tartaro provoca una barriera (una sorta di "tappo") che impedisce all'ossigeno di passare negli strati interni del paradonto, al di sotto della gengiva. In assenza di ossigeno, i batteri anaerobi si moltiplicano, provocando l'infiammazione che, da una fase iniziale di gengivite, degenera in paradontite (o, nel termine ad accezione più comune, in piorrea).
 
 
Si crea in modo permanente un solco (tasca paradontale) tra la gengiva e il dente, la cui stabilità viene seriamente compromessa. Mediante una sonda millimetrata (sonda paradontale) e una radiografia a raggi X è possibile valutare in termini quantitativi il danno apportato dalla patologia alla struttura ossea che circonda il dente.
 
 
La scarsa igiene orale e la mancata rimozione della placca e del tartaro possono essere aggravati da una bassa risposta immunitaria ai batteri da parte dell'organismo o da fattori genetici (nel caso di familiari che hanno sofferto di paradontite).
 

La terapia preventiva con un?accurata igiene orale e con la visita di controllo dal dentista può bloccare l'infiammazione e limitare il danno ai tessuti legamentosi e ossei del paradonto. Se la patologia è già avanzata, l'unica cura è quella chirurgica, mediante l?asportazione della tasca paradontale con tecniche di chirurgia resettiva o rigenerativa.
 

Generalmente la paradontite ha un decorso molto lento, caratterizzato da guarigioni parziali e recidive. Esistono però anche forme particolarmente aggressive (paradontite rapidamente progressiva) causate da batteri  come l'actinobacillus actinomycetemcomitans, il bacteroides gingivalis e la capnocytophaga ochracea, che attaccano pazienti che presentano un deficit di cellule immunitarie e che portano in poco tempo alla perdita di tutti i denti. Queste forme si possono curare con opportune terapie antibiotiche (tetracicline).
 
 
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