Ictus e parodontite Catania

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La salute dei denti merita di essere sempre in primo piano. Non è soltanto una questione estetica, ma soprattutto di salute a 360 gradi. Occhio alla parodontite quindi, un'infezione di origine batterica meglio conosciuta come piorrea (termine ormai desueto). Ma c'è di più. Infatti, se si cura la parodontite, si ottimizza anche l'elasticità di tutti i vasi sanguigni, migliorando la funzionalità delle arterie e aiutando a prevenire ictus e attacchi di cuore. La scoperta, pubblicata dal New England Journal of Medicine, è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'University College of London, guidato dall'italiano Francesco D'Aiuto.

Dalla salute dei denti dipende il benessere di tutto il corpo. A causa delle malocclusioni, ad esempio, cioè forti disallineamenti dei denti, che portano a scaricare le forze in modo scompensato (non a caso quando si deve sopportare uno sforzo intenso si dice di stringere i denti), si possono avere problemi di postura, di equilibrio, e mal di schiena anche gravi.

Uno dei problemi che possono assumere risvolti seri e da non sottovalutare è la parodontite popolarmente nota come piorrea, legata ad un'infezione di origine batterica (nella nostra bocca infatti vivono circa 500 ceppi batterici che solitamente non creano problemi perché vengono tenuti sotto controllo dal nostro sistema immunitario). Questa patologia interessa l'apparato di sostegno del dente, e cioè gengiva, osso e legamento, che sono strutture deputate a tenere ancorata la dentatura nella sua posizione.

La gengiva sana ha una consistenza compatta, colore rosa e mostra spesso una superficie punteggiata che le conferisce il cosiddetto aspetto a buccia d'arancia. Una gengiva colpita da parodontite, invece, sanguina spesso, prima in seguito a spazzolamento, poi anche al semplice tocco ed è gonfia al bordo. L'alitosi (alito cattivo), allentamenti o migrazioni di elementi dentari sono di solito sintomi di una parodontite già avanzata.

La malattia di solito inizia come una semplice gengivite, cioè come una forte infiammazione. Se l'igiene orale è trascurata, i batteri formano delle placche appiccicose nelle quali può moltiplicarsi indisturbata la famosa placca batterica o placca dentale. È caratteristico della parodontite, infatti, osservare molto tartaro depositato sotto il margine gengivale. Le gengive quindi si abbassano, perdendo progressivamente il loro attacco ai denti e facendoli apparire più lunghi di prima e la perdita di osso procede mano mano che le tasche parodontali, che si vengono a formare a causa degli attacchi batterici, diventano più profonde. Inoltre si registrano cambiamenti nella sensibilità dei denti quando si mastica e si sviluppo di ferite in bocca.

Con la distruzione progressiva dell'osso, i denti possono diventare mobili e le gengive recedere, fino a determinare la perdita dei denti stessi, visto che non esiste più il loro naturale sostegno. Nelle fasi progressive è frequente il fenomeno della migrazione dei denti, cioè del loro spostamento dalla posizione corretta. In parole povere si creano spazi sempre più ampi tra dente e dente, che fanno sì che i denti non si mantengano stabili durante la masticazione. Il dolore è in genere assente, a meno che non ci siano infezioni secondarie acute (per esempio la formazione di ascessi in una o più tasche parodontali). Inoltre, la ritenzione di cibo nelle tasche può determinare fastidio e dolore in corrispondenza dei pasti. Tra le cause che mettono alcune categorie in una situazione di maggiore rischio in prima linea il fumo. Infatti, nei fumatori, la malattia avanza spesso più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e refrattario alle cure.

La causa genetica è un altro fattore molto importante: oggi si sa che circa il 30 per cento della popolazione possiede un genotipo che predispone alla parodontite. Attualmente esistono test in grado di identificare questi pazienti, che dovranno essere sorvegliati in modo particolare e mantenere una perfetta igiene orale.

Anche lo stress (che indebolisce le difese immunitarie) e altre condizioni come la gravidanza e alcune patologie (diabete con glicemia alta, AIDS, alcune poliartriti su base immunitaria) predispongono all'insorgenza della piorrea.

Ma ci si può attrezzare adeguatamente, grazie ai consigli dello specialista, per correre ai ripari in tempo. La terapia iniziale, secondo quanto riferiscono gli addetti ai lavori, mira a migliorare l'igiene orale del paziente, rimuovendo tartaro e placche batteriche, lucidando le superficie dentarie e ottimizzando l'igiene orale quotidiana. Lavare dunque i denti almeno tre volte al giorno dopo i pasti principali e ricorrere alla pulizia in media ogni quattro-sei mesi.

Se dopo uno-tre mesi dalla pulizia, le tasche profonde sono ancora presenti si procede alla levigatura sottogengivale delle radici, in anestesia locale, finalizzata alla rimozione del tartaro sottogengivale.

Il trattamento antibiotico contro la parodontite può essere molto utile, soprattutto se mirato, rivolto contro i germi specifici, che possono essere individuati con un semplice test microbiologico (PadoTest). Gli antibiotici, solitamente, vengono somministrati per una-due settimane.

I casi più gravi di parodontite si possono trattare con un laser chirurgico, che vaporizza tutti i microrganismi in grado di raggiungere.

La terapia chirurgica classica viene presa in considerazione soltanto quando permangono tasche profonde dopo gli altri trattamenti. Ad esempio si può prelevare una piccola porzione di tessuto del palato ed usarla per rinforzare le gengive Inoltre, oggi, grazie alle ultime tecniche, è possibile non solo rimuovere le tasche parodontali, ma anche rigenerare i tessuti distrutti.

 

 

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