Lifting Cervico-facciale

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LIFTING FACCIALE

Con il trascorrere degli anni i tessuti vanno incontro ad un processo di invecchiamento che comporta una riduzione dell’elasticità cutanea e muscolare ed una minore aderenza tra il piano cutaneo e sottocutaneo per l’effetto della forza di gravità, inoltre il tessuto adiposo modifica il suo volume e si disloca dalla sua normale sede.

Tutto ciò determina un cedimento delle strutture e la formazione delle rughe che da luogo ad un aspetto senescente.

Il lifting cervico-facciale o ritidectomia è un intervento chirurgico che è volto ad appianare le rughe del viso che si manifestano con la senescenza, sollevando i tessuti rilassati e rimuovendo la cute in eccesso.

Tecnica chirurgica

Vi sono diverse tecniche atte ad attenuare i segni del tempo, queste vanno accuratamente valutate in base alla regione cutanea maggiormente interessata dall’invecchiamento, all’età e alle condizioni di salute del paziente.

Regione fronto-orbitaria: la tecnica classica prevede un incisione bicoronale, da trago a trago, 3-4 cm all’interno dell’attaccatura anteriore del cuoio capelluto, con andamento curvilineo. Se necessaria si effettua la correzione della blefarocalasi mediante blefaroplastica. Una volta liberati i tessuti molli Il complesso muscolare può essere riposizionato. Il tessuto in eccesso viene asportato facendo attenzione a non creare eccessive tensioni. La sutura viene effettuata con filo non riassorbibile.

Regione genio-malare: l’incisione ha inizio dalla regione temporale tra i capelli e si prosegue in basso, al davanti dell’elice e del trago per poi portarsi in sede retroauricolare fino alla mastoide. Il lembo cutaneo scollato viene stirato verso l’alto e verso l’esterno e fissato anteriormente alla radice dell’elice, in sede temporale ed occipitale. La cute in eccesso viene resecata e suturata con fili sottilissimi.

L’eccesso di adipe in sede mandibolare può essere eliminato con la lipoaspirazione.

In caso di mancanza di tessuto adiposo da ridistribuire si può associare il trapianto di grasso autologo (lipostruttura). Il tessuto adiposo viene prelevato con una cannula, quindi viene posto in una centrifuga a 3000 giri per 2-3 minuti e poi iniettato con una cannula collegata ad una siringa e modellato.

Tra le complicanze del lifting le più comuni sono rappresentate dall’ematoma (10% dei casi) ed dal sieroma (20% dei casi); in genere si localizzano nelle regioni più declivi (geniene e laterocervicali). E’ sempre bene evitare gli sbalzi pressori ed applicare del ghiaccio nell’immediato post-operatorio. In ogni caso in loro presenza è necessario il drenaggio della raccolta formatasi.

La paralisi del nervo facciale (soprattutto la branca frontale) può essere un’altra complicanza ma nella maggior parte dei casi è una condizione reversibile dovuta ad una compressione o ad uno stiramento del nervo.

Si possono verificare disturbi della sensibilità soprattutto del terzo inferiore del padiglione auricolare.

Infine si potrebbe verificare l’insorgenza di alopecia dovuta all’eccessiva tensione dei margini cutanei che può essere corretta successivamente con microinnesti di capelli.

Cure del post-operatorio

Nell’immediato post-operatorio è consigliato assoluto riposo e l’applicazione di ghiaccio o bende fredde sul volto (prime 24-48 h), non a diretto contatto della cute, per ridurre l’edema e gli ematomi che si vanno formando soprattutto nelle regioni più declivi del volto. E’ importante non abbassare ed alzare repentinamente la testa, soprattutto nei primi 15 giorni, per evitare sbalzi pressori e quindi sanguinammenti con conseguente aumento di volume degli ematomi. A tal proposito si consiglia, inoltre, di dormire in posizione supina con la schiena sollevata in modo da favorire il naturale decorso dei liquidi accumulatisi.

Evitare il fumo da sigaretta, almeno nelle prime 2 settimana, poiché l’alterazione del microcircolo potrebbe essere causa di grave complicanze come la necrosi dei tessuti più periferici, dove la circolazione è più rallentata.

I punti di sutura verranno rimossi in 5° giornata quelli delle regioni palpebrali (se è stata fatta blefaroplastica), in 10° giornata dalle altre regioni.

In caso sia stata eseguita anche una blefaroplastica per il miglioramento della regione orbitaria si ricorda di non affaticare eccessivamente la vista (guardare TV, utilizzo di PC) (nei primi 15 giorni).

E’, inoltre, importantissimo non esporsi ai raggi solari o UVA per evitare che si pigmenti la cicatrice o la pelle, poiché la presenza di ematomi comporta un accumulo di emosiderina che a contatto con i raggi solari si fissa ala cute lasciandole un coloriti brunastro, per cui si consigliano fotoprotettori e occhiali da sole per i successivi 45 giorni post-operatori.

Per il buon esito dell’intervento è bene eseguire attentamente tali raccomandazioni e la terapia medica consigliata dal chirurgo.

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